La Bottega di Olivia&Marino a Cantine Aperte: Silvia Ceci racconta la sua esperienza
Pur non essendo una grande conoscitrice di vini, ho partecipato con entusiasmo alla visita delle Cantine dei Marchesi di Barolo in occasione di Cantine Aperte 2011: ancora non sapevo che sarei rimasta affascinata da questo mondo a me sconosciuto.
Se Luca (mio compagno in questa avventura) vi ha illustrato questa esperienza ponendo l’attenzione sulla storia della cantina e del Barolo, io ve la racconterò così come l’ho vissuta, ovvero talmente rapita dai profumi e dalla magia di questo posto da perdere la cognizione del tempo… e anche della presenza delle altre persone che erano con me.
Camminare fra le enormi botti poste a ridosso delle mura antiche della vecchia scuderia è stato come tornare indietro in un tempo di carrozze e lumi ad olio.
La fusione del profumo del legno delle botti (da quelle più antiche a quelle più moderne) con quello del vino che dentro alle stesse botti sta aspettando che passi il tempo necessario per poter dare il meglio di sé, dà vita ad una fragranza particolare mai sentita prima: descriverla è impossibile, dolce e pungente allo stesso tempo.
Il leggero pulviscolo che danza alla luce fioca che passa dalle alte feritoie, le grandi botti che aspettano di poter finalmente donare il proprio contenuto, l’atmosfera immobile e l’aria fresca… tutto sa di attesa e di magia. E fa riflettere sul fatto che, in un mondo dove l’imperativo è la fretta, ci sono ancora degli angoli di mondo e delle attività produttive in cui l’attesa è uno degli ingredienti principali per raggiungere la perfezione.
Il percorso per arrivare dalla vite alla bottiglia è quindi lungo e pieno di tappe obbligate: vasche di cemento, contenitori per la fermentazione, botti o barriques per l’invecchiamento… ed infine la bottiglia.
A tal proposito abbiamo avuto la fortuna di poter visitare alcune stanze dove, adagiate sugli scaffali, riposano bottiglie da collezione di varie annate: è stato emozionante vedere una bottiglia recante etichetta del 1861, anno dell’unità d’Italia.
Questo viaggio non può dirsi concluso senza l’ultima fondamentale tappa: il bicchiere! Che sia bianco o rosso, vedere scintillare il vino nei calici è sempre bello… e divertente nel caso in cui, da profani, ci si improvvisa sommelier e si cerca di cogliere con l’olfatto ed il gusto “note”, “sentori”, “tannini” e tanti altri poetici termini di cui si ignora il significato, ma che in momenti come questo si vorrebbero tanto conoscere.
Per fortuna nel cortile della Cantina c’era un sommelier vero, che ci ha permesso di degustare il Barbera ed il Gavi illustrandocene le caratteristiche in modo competente e professionale!
Ma il cortile offriva anche altre sorprese gustose: oltre agli snack de La Bottega di Olivia&Marino ed altre piccole aziende del luogo che offrivano prodotti artigianali e genuini c’era lo stand di Armando Garello che offriva i suoi prodotti a base di olive taggiasche: olio, battuto di olive e soprattutto patè di olive servito per la degustazione su pezzetti di pane tostato.
Da qui l’idea di terminare questa giornata particolare a casa con uno spuntino a base di Schiacciate de La Bottega di Olivia&Marino, spalmate con patè di olive taggiasche ed accompagnate da un bicchiere di ottimo barbera acquistato alle Cantine.












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