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Specialità regionali italiane: i cesti



pubblicato da Redazione il 27 ottobre 2010

Chi non ha mai comprato o anche solo ereditato un cesto senza tempo e indistruttibile, che magari usate per andare al mercato e per mettere la verdura sul balcone, in inverno?

L’Italia ha una grande e antica produzione di cesti di vimini. Fin dal Neolitico ci hanno tracce in Asia delle prime opere di intreccio di fibre vegetali per farne dei contenitori. In Italia i cesti più antichi sono stati ritrovati in Toscana, nel sito archeologico delle navi di Pisa a San Rossore, risalenti al primo Medioevo.

Tra i più famosi cesti italiani ne spiccano alcuni.

In provincia di Catanzaro, a Montepaone si produce il Crivu, un cesto di giunco usato come setaccio in cucina, per la farina, o per far seccare olive e pomodori. Ma lo si usa anche per dare forma agli gnocchi, poco prima di essere cotti. Un oggetto multifunzionale e legato indissolubilmente alla tradizione calabrese.

In Puglia, a Ischitella, in provincia di Foggia, si produce la cruedda, un cesto fatto di paglia di grano legata con fili di lino e giunco. Utilizzato principalmente per il trasporto dei panni al ruscello o del pane dal forno. La tradizione vuole che le famiglie si facciano confezionare la propria cruedda secondo disegni specifici, che si tramandano di padre in figlio.

A Lacco Ameno, sull’Isola di Ischia, da più di 100 anni le donne intrecciano cestini di rafia secondo disegni che vengono tramandati da madre in figlia e che sono unici nel loro genere. I cesti ischitani ricordano i merletti e sono utilizzati ovunque in casa, da cestini per il pane, per i boscosi, per le bottiglie.

Questi sono solo 3 esempi della grande tradizione cestaia italiana. Conoscete qualche altro cesto tipico della vostra zona? Raccontatecelo nei commenti!

Intervista dello sfizio #9: Jasmine e Manuel di Labna

pubblicato da Redazione il 23 settembre 2010

In cucina serve amore. Jasmine e Manuel, di Labna, ne sono così convinti che hanno deciso di sottotitolare il loro brillante food blog così: “Amore in cucina“. Ecco la nostra intervista dello sfizio a loro…

Qual è un personaggio della vostra città d’origine che rappresenta, per voi, il concetto di sfizio?

Jasmine: sono nata a Milano, che a volte sembra una città grigia e noiosa ma in realtà ospita pasticcerie, ristoranti e negozietti davvero sfiziosi; un posto su tutti, forse il più classico, è Luini, i cui panzerotti da tempo immemorabile allietano i milanesi nei dintorni del Duomo. Cosa c’è di meglio che uscire dal cinema in centro, fare due passi e mangiarsi un panzerottino tiepido con pomodoro e filante mozzarella?

Manuel:
per me i posti irrinunciabili dello sfizio sono due, Spontini e il Bar della Crocetta.
Spontini fa indubitabilmente la più buona pizza alta della città: è la mia scelta numero uno per una pausa pranzo sfiziosa, quando non mi va la solita pasta. La sera tardi, invece, non so dire di no a un panino al Bar della Crocetta: non c’è ingrediente stravagante o abbinamento audace a cui il Bar della Crocetta non abbia pensato.

Vi ricordate di un vostro viaggio, in Italia, che legate particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa vi ha stupiti, quella volta?

Jasmine: il mio primo viaggio da gastro-consapevole in Italia è stato in Liguria; mi sono innamorata per prima cosa della gente e del territorio, “ruvidi” ma accoglienti, poi del cibo: il pesto, la focaccia, il pandolce… sapori antichi che in Liguria sono un patrimonio comune conservato con cura.

Manuel: un viaggio indimenticabile per le avventure gastronomiche e per le bellezze paesaggistiche è stato un giro della Toscana in moto: insomma, la prima vera fiorentina è un’esperienza che non si scorda mai.

Dovete vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passereste il vostro prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Jasmine: se fossi una cercasfizio “senza frontiere” e potessi spingermi un po’ lontano dalla mia regione andrei in Sicilia, una zona che conosco poco ma che mi attira tantissimo per tutti i cibi sfiziosi che immagino offra; se invece fosse solo una gita fuori porta, Torino sarebbe la scelta numero uno: per me è la capitale della buona cucina.

Manuel: per un weekend a caccia dello sfizio andrei ad Asti; in Piemonte, e in particolare nella zona di Asti, ce n’è per tutti i gusti: si trova il tartufo, ovviamente, ma anche vini interessanti, formaggi rari e molti dolci tipici, come i famosi amaretti.

Potete scegliere un personaggio storico o di fantasia perché vi accompagni in un weekend sfizioso: chi scegliete?

Jasmine: a costo di suonare monotematica, anche in questo caso tornerei in Piemonte per cercare un compagno di avventure gastronomiche: sceglierei Camillo Cavour, “chiacchierato” a Torino come frequentatore delle migliori pasticcerie e dei più rinomati ristoranti.

Manuel: io sceglierei indubitabilmente Snoopy! Snoopy sarebbe un compagno perfetto: per prima cosa perché è sempre pronto a mangiare, come sanno tutti i lettori dei Peanuts; in secondo luogo perché è un segugio: chi può scovare il cibo meglio di lui?

Qual è il prodotto della tradizione che associate di più allo sfizio?

Jasmine: per me la focaccia è lo sfizio per eccellenza: a pranzo, a merenda, per l’aperitivo, ma anche per lo spuntino di mezzanotte a un pezzetto di focaccia non so dire di no

Manuel: per me sfizio è sinonimo di marzapane, perché il marzapane è uno di quei cibi che non mi concedo spesso ma che considero un vero lusso, un extra che basta a farmi sorridere per tutta la giornata.

Appuntamenti sfiziosi: il Festival della Franciacorta

pubblicato da Redazione il 17 settembre 2010

Dal 18 al 19 settembre 2010, nelle cantine e nei borghi della Franciacorta, si svolgerà il Festival della Franciacorta.

La Franciacorta è una regione vitivinicola della Lombardia, tra Bergamo e Brescia, che si estende fino al Lago d’Iseo. È caratterizzata dalla produzione di Franciacorta Docg, uno spumante prodotto con il metodo champenoise, lo stesso con il quale si produce lo Champagne.

Tutta la zona ha assistito a una grande rivalutazione negli ultimi anni, soprattutto con il trasferimento a Erbusco di Gualtiero Marchesi e la crescente popolarità del ristorante Le Due Colombe a Rovato, rinomato per il tradizionale Manzo all’olio.

Il Festival ha scelto 4 parole chiave per ribadire i veri valori della terra che rappresenta: Arte, mestieri, sapori ed emozione.

Arte: i produttori di Franciacorta hanno spesso legato il decoro delle loro storiche cantine ad artisti più o meno conosciuti! Scopriteli nelle cantine, da Erbusco fino al Lago d’Iseo.

Mestieri: la Franciacorta è indissolubilmente legata alla sua tradizione contadina e artigiana. Le cantine ne mostreranno tutte le radici intrecciate nel territorio.

Sapori: moltissime cantine proporranno piatti più o meno tradizionali da abbinare ai loro vini. Da Ca’ del Bosco a Il Mosnel, molte le degustazioni organizzate in questo fine settimana.

Emozione: il vino è fatto di emozioni ed è un’esperienza multisensoriale, aperta a tutti, anche ai più piccoli.

Molti eventi sono a pagamento e la prenotazione è obbligatoria: affrettatevi! Trovate tutte le informazioni utili sul sito, nella sezione eventi.

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!

Foto di Fabio Ingrosso

La Festa del prosciutto di Sauris

pubblicato da Redazione il 9 luglio 2010

Questo fine settimana vi conduciamo nella Carnia, in Friuli, precisamente nella provincia di Udine.

Comincia infatti la Festa del prosciutto di Sauris (UD), che durerà due weekend consecutivi, il 10-11 e il 17-18 luglio.

Del prosciutto di queste zone avrete sicuramente sentito parlare: stagionato, crudo, cotto, affumicato con legno di faggio oppure aromatizzato con ginepro ed erbe… basta scegliere il gusto preferito, la sfiziosità non muta.

Fra i borghi del paese di montagna sarà possibile degustare prosciutto, gnocchi e dolci della tradizione.

Inoltre avranno luogo dei mercatini tipici, come la mostra-mercato dell’artigianato locale: primo protagonista il legno, scolpito da esperti intagliatori che riprodurranno, fra le altre cose, i motivi e le maschere del Carnevale di Sauris.

È possibile recuperare maggiori informazioni sulla Festa del prosciutto e Sauris chiamando il numero 043386076, l’ufficio turistico della zona.

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!

I preziosi consigli di un orafo della Castellana, Luigi Cassolato

pubblicato da I Cercasfizio il 11 dicembre 2009

Silvia e Pietro incontrano Luigi Cassolato, orafo artigiano

Appena si entra nel piccolo laboratorio del signor Luigi Cassolato, l’occhio viene subito rapito dal luccichio dei tanti monili realizzati dall’abile orafo di Castelfranco Veneto.

I gioielli artigianali di Luigi CassolatoSilvia è affascinata in particolar modo da spille e braccialetti di pietre dure, che colorano le teche di vetro con le calde tonalità dell’autunno.

Osservando questi preziosi oggetti d’arte non si può non intuire quanta passione e minuziosità siano state dedicate a ogni gioiello, che è arrivato ad assumere la sua forma, unica e originale, partendo da alcune sottili lamine d’oro.

Con nostro grande entusiasmo, il signor Luigi ci invita ad assistere alla creazione di un gabbiano in miniatura, partendo proprio da alcuni pezzetti d’oro che vengono fusi attraverso una piccola fiamma ossidrica e poi uniti e modellati quasi come si fa con il vetro.

Durante la lavorazione, minuscoli frammenti d’oro aleggiano attorno al gioiello che sta nascendo: l’orafo – ci spiega la figlia Linda – lavora sempre a braccia nude, proprio per evitare che questa preziosa polvere venga dispersa aderendo agli abiti.

Il banco da lavoro del signor Luigi è antichissimo e pieno zeppo dei ferri del mestiere. Un piccolo blocco di legno inserito a Il banco da lavoro di Luigi Cassolatoincastro nel ripiano da lavoro richiama la nostra attenzione: si chiama stocco ed è, a detta dell’orafo, lo strumento più importante durante la lavorazione artigianale dei metalli. Questo pezzo di legno che sporge dal banco serve a fare da appoggio ai gioielli che prendono forma e, man mano che lo si utilizza, la sua sagoma viene modellata secondo la mano dell’orafo cui appartiene. Seghetti, lime e martello segnano in maniera unica e personale ogni stocco, al punto che nessun orafo riuscirebbe a eseguire un buon lavoro utilizzando lo stocco di un’altra persona.

Oltra a un’autentica passione per l’antica arte della lavorazione dell’oro e di altri metalli, il signor Luigi (da quarant’anni nel settore) ci rivela che non ci sono segreti in questa affascinante attività: ingredienti fondamentali sono il gusto di sperimentare, mescolare stili e materiali (a volte insoliti, magari presi in prestito da altre culture) e l’ ispirarsi alle altre arti, alla storia, alle tradizioni secolari rinnovandole continuamente con la propria immaginazione e creatività.

Per ascoltare le parole dell’orafo Cassolato cliccate sul “play” più in alto. Per vedere altre foto del nostro weekend in Veneto, visitate l’album Flickr di Olivia&Marino.

Treviso, in provincia sapori e saperi di una volta

pubblicato da I Cercasfizio il 5 dicembre 2009

Oggi abbiamo scoperto che il Nordest è ancora più verde e sfizioso di quanto pensassimo!

Luca Ferraro di Bele Casel, produttore del prosecco di AsoloCol sole a farci finalmente da compagno di viaggio, siamo stati in provincia di Treviso, nella Marca: prima Asolo e le colline di Maser, poi Castelfranco Veneto e, infine, Treviso città, verso sera, dove siamo adesso.

Asolo si è rivelato un borgo unico nel suo genere, piccola perla. In centro, per una pausa sfiziosa, abbiamo bevuto la tradizionale ombra de vin (il bicchiere di vino dei produttori del posto) col salame cotto e il formaggio Morlacco.

Prima, per tutta la mattinata, eravamo stati, con Luca Ferraro della Bele Casel (in foto), fra i vigneti e i castagneti delle colline della Pedemontana veneta. Luca produce lì il prosecco di Asolo, una particolare variante del celebre vino veneto di cui vi racconteremo dettagliatamente nei prossimi giorni. Grazie a lui abbiamo potuto vedere alcune ville palladiane, Pietro assaggia le specialità trevigianeimmerse in un’atmosfera rimasta intatta per secoli, come in una fotografia d’epoca.

Il paesaggio veneto si sta rivelando dolce nei lineamenti: sarà grazie alle montagne che, sullo sfondo, fanno da rassicurante scenario imbiancato? La visita a Castelfranco Veneto, fra Asolo e Treviso, ci ha fatto passeggiare fra le mura del locale castello medioevale, all’interno delle quali, nel Duomo cittadino, è conservata la Pala del Giorgione, uno degli artisti più importanti ed enigmatici del Cinquecento.

A Castelfranco l’orafo Luigi Cassolato ci ha accolto con grande simpatia nel suo laboratorio artigianale e ha creato, davanti ai nostri occhi, un piccolo gabbiano d’oro. Molto ci ha spiegato del suo lavoro, della passione che lo anima e del valore di tramandare la tradizione innovando e al tempo stesso recuperando le radici culturali del mestiere. Nei prossimi giorni scriveremo di più su di lui e vi mostreremo come lavora un vero orafo artigiano, da quarant’anni nel settore.

Ora siamo a Treviso… A caccia dei gustosi cicchetti trevigiani e del tiramisù originale! Lo troveremo?

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