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Intervista dello sfizio #12: Paola, alias Ci_polla

pubblicato da Redazione il 20 gennaio 2011

Cominciamo l’anno con le nostre interviste dello sfizio. Buona lettura!

Ecco Paola Sucato, in rete conosciutissima come Ci_polla, nome con cui scrive un blog per Donna Moderna e con cui si muove tra i più svariati social network. Lei stessa si descrive come instancabile impastatrice, interessata agli oroscopi e sempre pronta ad imparare. Ecco le sue risposte alla nostra intervista sfiziosa.

Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Se devo pensare a uno sfizio legato alla mia città d’origine, devo tornare a me stessa ragazzina e penso ad un luogo più che a una persona. Pensavo non esistesse più e invece l’ho cercato oggi ed esiste ancora: l’Enoteca Del Santo di Via Piazzi in Crocetta a Torino. Era il negozio dove entravo a curiosare vent’anni fa, per scoprire sapori e profumi nuovi. Non mi ricordo i volti, mi ricordo le parole di chi mi raccontava di un cioccolattino o di un vino come se fosse cresciuto nelle sue mani. Mi perdevo ad ascoltarle quelle parole. La mia passione per i prodotti enogastronomici credo che sia nata in quel luogo. Prometto di tornarci nella mia prossima visita a Torino.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Qualche anno fa, la scoperta dell’Alto-Adige. In un maso sopra il lago d’Anterselva, nonna Maria preparava ancora le vecchie ricette e con lei nel pomeriggio ci arrampicavamo come capre sulla montagna vicina (Sapete come sono le nonne altoatesine? Tostissime) in cerca di porcini, mazze di tamburo e finferli. Ero l’unica a cui permetteva d’entrare in cucina, mi ha insegnato le zuppe d’orzo e altre ricette, mi ha indicato i vecchi mulini dove comprar la farina, e mi mandava nel suo orto a raccogliere le erbe profumate. Io ho ricambiato preparando la pizza come la facciamo noi “italiani”. Prima di salutarci, mi ha messo in mano un piccolo libricino di ricette altoatesine per fare il pane, e da lì è nata la mia grande passione per la panificazione in casa.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Credo che sceglierei il versante meridionale siciliano che da Trapani scende fino ad Agrigento, vorrei vedere le coste e aspettare le barche al mattino sulla spiaggia, ma vorrei anche spingermi verso le zone interne e trovare i caseifici più sperduti che producono quella ricotta di pecora che adoro. Credo si possano scoprire ancora molte cosucce sfiziose…

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Ovviamente Nonna Papera, sono una sua fan da quando ho letto il suo manuale da bambina. Certo, preferirei indossare i panni di una Giovane Marmotta!

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

La mostarda, di qualsiasi tipo e regione. Sfiziosa di natura, dalla Cougnà piemontese, alla mostarda mantovana di mele alla mostrada siciliana, alla bolognese.

La Sicilia con gli occhi di Isabella, Cercasfizio del Sud

pubblicato da Redazione il 2 dicembre 2010

Isabella Lorefice, Cercasfizio del Sud, ci sta facendo scoprire la Sicilia e le sue mille sfaccettature. Dalla Val di Noto alle coste isolane, conosciamo meglio Isabella, con una breve intervista e scoprendo il suo profilo sul sito de La Bottega di Olivia&Marino.

Ciao Isabella! Tre aggettivi con i quali descriveresti la tua regione, la Sicilia?

Calda, allegra ma purtroppo, a volte, deludente.

Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?

Ricordo mia nonna al lavoro fra i fornelli, ricordo i piatti tradizionali che preparava con tanta cura e dedizione per ogni ricorrenza, in modo particolare le focacce. La lunga preparazione, la lavorazione dell’impasto, la scelta dei condimenti… Era tutto quasi un rituale e a cottura ultimata il loro profumo si sprigionava dal forno per tutta la casa.

Qual è invece il tuo primo ricordo legato al viaggio?

Avevo tre anni, era la prima volta che attraversavo lo Stretto di Messina. Ricordo il mare, scuro e profondo, e il traghetto. Era la prima volta che guardavo la mia isola da lontano, la prima volta che andavo “oltre”.

Se potessi scegliere un tuo conterraneo celebre per accompagnarti in un itinerario da Cercasfizio: chi vorresti con te?

Fiorello (o Carmen Consoli…), ma il mondo è pieno di siciliani celebri!

Nel tuo primo itinerario parli del Val di Noto: quando l’hai visitato per la prima volta?

È il posto in cui sono nata, lo conosco da sempre.

Grazie Isabella!

Potete scoprire gli itinerari scritti da Isabella con un click qui. Buon viaggio nello sfizio!

Una toscana doc ci porta indietro nel tempo: ecco Silvia Ceci, Cercasfizio del Centro

pubblicato da Redazione il 25 novembre 2010

Conosciamo Silvia, la Cercasfizio toscana, appassionata di fotografia e di racconti. Ci porta alla ricerca dello sfizio nel Centro Italia, attenta a coinvolgere tutti i sensi del lettore, scrivendo itinerari intriganti, ricchi di aneddoti storici e spunti emozionanti. Per scoprire gli itinerari di Silvia, visitate il suo profilo su il sito de La Bottega di Olivia&Marino.

Quale ricordo hai del tuo primo viaggio?

Del mio primo viaggio, fatto all’età di 6 anni in Sicilia, conservo nella mia memoria alcuni fotogrammi, sapori e profumi. Innanzi tutto ricordo i binari del treno che corrono quasi a picco sul mare nei pressi della stazione di Taormina/Giardini Naxos…quel mare limpido e calmo che quasi sembrava l’acqua della mia vasca da bagno (sebbene la temperatura fosse differente…) in cui ho fatto tanti lunghi bagni, fino a farmi “cuocere” la pelle sulla punta delle dita. Ricordo il fascino del teatro greco di Taormina in un caldo pomeriggio di agosto, complice una fotografia che mi ritrae a fianco dei miei nonni mentre mostro orgogliosa all’obiettivo una borsetta di paglia che mi avevano comprato al mercatino; ricordo il vento che tirava alle pendici dell’Etna, e quella strana terra nera e ruvida che chiamavano “lava” e che mi raccontavano venisse sputata fuori dalla bocca vulcano…e la fretta che avevo di scendere per paura che decidesse di farlo anche in quel momento! E come dimenticare le marionette dei “pupi siciliani“, che tanto mi facevano paura con quella espressione accigliata, e le teste dei pesce spada esposte fuori dalle pescherie del lungomare? Meno male che c’era sempre una buona e coloratissima granita siciliana alla frutta pronta per lenire quegli spaventi…

E il primo ricordo legato al cibo?

Da grande golosa quale sono, il primo ricordo culinario non può che essere legato ad una sontuosa torta di compleanno. Era una torta su due piani (ma a me sembrava altissima) tutta ricoperta di candida panna, con i coniglietti di zucchero, le staccionate di biscotto, fragole ed ombrellini di carta colorati…e 3 candeline rosa da spegnere tutte d’un fiato! Anche in questo caso il ricordo è aiutato da qualche fotografia, scattata dai miei genitori per l’occasione, in cui in piedi su una sedia poso sorridendo felice dietro a tale dolce meraviglia…che in un impeto eccessivo di gioia rovino irrimediabilmente affondandoci le manine dentro.

Da dove nasce la tua passione per la fotografia?

La fotografia è una scoperta relativamente recente: non ricordo bene quando sia scattata in me la molla. So solo che, ad un certo punto, ho scoperto quanto fosse magico poter fermare un attimo, per sempre. Non parlo qui delle classiche foto ricordo di gruppo tipiche delle gite scolastiche o delle vacanze estive, ma di quella che quasi potrei definire “necessità” o “bisogno” di giocare con la luce di un certo momento della giornata e vedere come cambia l’aspetto delle cose, oppure cogliere un particolare insolito e diverso che agli altri magari può apparire insignificante ma che invece a me, in quel preciso momento, ha suscitato emozione o curiosità.

Oltre alla Toscana, qual è la regione italiana che associ allo sfizio autentico?

Quale scegliere delle restanti 19 regioni? Ho avuto la fortuna di aver viaggiato abbastanza per l’Italia e quindi ho potuto apprezzare gusti e riti sparsi su e giù per lo stivale. Dovendo però fare per forza una scelta…scelgo la Liguria, un po’ perchè ne ho una conoscenza più approfondita rispetto alle altre regioni (vista anche la vicinanza territoriale con la Toscana) ma anche perchè il (vero) pesto alla genovese e la focaccia al formaggio di Recco hanno una posizione di tutto rispetto nell’olimpo dei miei cibi preferiti. E poi vogliamo parlare dell’esperienza di mangiare del buon pesce fresco in uno dei ristorantini a picco sul mare della riviera ligure, o del piacevole bagno di folla, di musica e di allegria che può regalare un bell’aperitivo nel centro storico di Genova?

Dove ci porterai con i tuoi prossimi itinerari?

L’idea è quella di continuare a farvi conoscere altri angoli della mia amata Toscana…come d’altra parte ho fatto fino ad ora (tranne una breve seppur piacevole incursione nel Lazio e in Umbria).

Specialità regionali italiane: le arance

pubblicato da Redazione il 15 novembre 2010

Vivendo in Italia, in una penisola che si estende per il Mediterraneo, baciata dal sole e da un clima mite, non ci rendiamo conto che per quasi tutto il resto del mondo la stagione delle arance è l’estate. Ma noi, come gli spagnoli e le popolazioni del Nord Africa, siamo un popolo fortunato, e possiamo permetterci di considerare le arance un frutto prettamente invernale.

Originarie della Cina, vennero importate nel bacino Mediterraneo dagli arabi, per poi giungere in Europa grazie ai portoghesi nel XIV secolo.

Già allora la regione in cui veniva maggiormente coltivata era la Sicilia. Pur essendo coltivata anche in altre regioni italiane, coma la Liguria, la Toscana e la Lombardia (nel microclima intorno al lago di Garda), solo l’arancia rossa di Sicilia si fregia dell’Indicazione Geografica Protetta. La Tarocco, la Moro e la Sanguinello sono le tre produzioni siciliane concentrate nelle provincia di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna.

Ma come mai rosse? Il colore è dovuto all’alta concentrazione di un antiossidante per eccellenza, i pigmenti antociani, che producono, appunto, il colore rosso vivo della polpa.

La Sicilia ha anche lanciato un’iniziativa molto interessante: con l’associazione Mondo Arancio si possono adottare degli alberi da frutto, aumentando la tracciabilità dei prodotti, sostenendo il territorio e le colture tradizionali. Mondo arancio si occupa della raccolta dei frutti degli alberi adottati e della consegna a casa dei soci delle arance siciliane.

Adottando un albero di arancio o di ulivo non solo si difendono i prodotti della nostra terra, ma si aiuta a preservare il paesaggio, coltivato dagli agricoltori con passione e dedizione.

E ovviamente le arance non solo si mangiano, ma possono far parte della nostra tavola dall’antipasto al dolce, iniziando magari con la tipica insalata siciliana di finocchi e arance, per passare dalla Francia con la sua famosissima anatra all’arancia e per approdare ancora in Italia con il dolce, in uno dei mille modi in cui le arance sono cucinate e servite. Senza dimenticarsi di uno dei prodotti preferito dagli inglesi: la marmellata di arance amare, della quale sono golosi fin da tempi antichi, quando importavano le arance amare direttamente dal Nord Africa.

La Puglia senza segreti. Conosciamo Valentina, Cercasfizio del Sud

pubblicato da Redazione il 6 ottobre 2010

La Cercasfizio che conosceremo oggi è Valentina Novembre, ideatrice di PugliaLovers, un sito dedicato alla regione Puglia.

Grande appassionata di viaggi ed enogastronomia, per conoscere meglio Valentina potete leggere il suo profilo nel sito de La Bottega di Olivia&Marino. Quali sfiziosi segreti ci svelerà nei suoi prossimi itinerari?

Qual è l’idea da cui è nato puglialovers.it?

PugliaLovers.it nasce dalla voglia mia e di mio fratello Claudio di far conoscere la nostra regione a tutto tondo, anche negli aspetti meno conosciuti. Abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione su tutto quello che di buono, di bello e di qualità si muove sul territorio, dai luoghi alle persone, dalle eccellenze produttive alle buone pratiche territoriali, dalle bellezze alle innovazioni, dalle tradizioni gastronomiche alle buone politiche locali. Il nostro obiettivo è quello di parlare tanto ai pugliesi quanto ai turisti, per far conoscere a entrambi quella porzione di Puglia tesa alla qualità e all’innovazione.

Cosa ha reso la Puglia tanto popolare, fra le mete di vacanza d’Italia?

Secondo me un’insieme di cose, prima di tutto una delle campagne più belle d’Italia, il mare “caraibico” del Salento, una buona offerta culturale e una tradizione gastronomica molto apprezzata.
In secondo luogo credo sia dovuto a una rinnovata attenzione dell’intera regione per il tema della bellezza, della cura e dell’accoglienza. Si sta facendo un buon lavoro, a diversi livelli, e credo che questo ci sta premiando.

Qual è il tuo primo ricordo legato al viaggio?

Luglio al mare, a Pineto, in Abruzzo, con i nonni. La tipica pensione sul mare, l’ombrellone a strisce arancioni e verdi, la focaccia bianca calda che mio nonno andava a comprare a metà mattinata e il Topolino da comprare dall’edicola vicino alla spiaggia.

Quale piatto dobbiamo proprio assaggiare, se passiamo in Puglia?

Io non mi perderei la tiella barese (riso, patate e cozze) accompagnata non da un vino bianco ma da un buon bicchiere di primitivo di Manduria.

Oltre alla tua regione, quali sono i luoghi del Sud Italia a cui sei più legata?

Sicuramente la Sicilia, a Catania vive mio fratello, lì è nato il mio fantastico nipotino Federico ed è una regione che sto imparando con il tempo a conoscere e apprezzare.

I tuoi itinerari hanno spesso un punto di vista peculiare: cosa possiamo aspettarci dai prossimi?

Luoghi, storie, cibi, persone e suggestioni. Continuerò a raccontarvi questo territorio con la stessa voglia di farvelo conoscere dal punto di vista di chi, come me, lo conosce molto bene perché lo vive e lo scopre ogni giorno.

In preparazione il Cous Cous Fest 2010

pubblicato da Redazione il 25 agosto 2010

Da 12 anni si svolge a San Vito Lo Capo, in Sicilia, il Cous Cous Fest, per la cui edizione 2010 fervono già i preparativi.

Quest’anno, dal 21 al 26 settembre 2010, si svolgerà la tredicesima edizione del festival, che mira non solo a coinvolgere gli amanti del cous cous, ma anche a portare avanti un messaggio di integrazione culturale, oggi quanto mai significativo.

Prendendo come simbolo il cous cous, un piatto che unisce tutto il Mediterraneo e parte dell’Africa, il festival sanvitese si propone come un momento di festa, fatta di sapori, chef, spettacoli musicali e una gara. Ogni anno, infatti, si svolge durante la manifestazione una gara internazionale in cui chef provenienti da diversi Paesi si sfidano proponendo le loro creazioni… in cui il cous cous la fa ovviamente da protagonista.

Ogni giorno si potrà visitare l’Expo village, un mercato colorato, quasi un suq, alla scoperta dell’artigianato del mediterraneo. Dal pomeriggio sarà anche possibile degustare cous cous diversi, alla scoperta di nuovi sapori. Per concludere la giornata, infine, con uno dei tanti concerti proposti durante la manifestazione.

Per gli abitanti del Nord Italia sarà possibile riscoprire parte dei sapori di San Vito Lo Capo nel ristorante siciliano Al Ficodindia, in via Borghi 11 a Milano, che durante i giorni della manifestazione proporrà un menù a base di cous cous.

I Cercasfizio del Sud

pubblicato da Redazione il 5 agosto 2010

Il Sud è una terra ricca di luoghi di fascino, spesso fuori dalle piste turistiche più battute: sono tappe che aspettano soltanto di essere raccontate.

Naturalmente sarà proprio questo il compito degli ultimi 5 Cercasfizio che vi presentiamo oggi!

Campania, Puglia, Calabria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sicilia: ecco le zone che potranno toccare nelle scorribande che ci racconteranno sul sito de La Bottega di Olivia&Marino, assieme ai loro compagni delle altre zone d’Italia.

Complimenti ai Cercasfizio e buona missione!

I nomi…

VALENTINA NOVEMBRE

Consulente di comunicazione online e responsabile del portale PugliaLovers.it, ha una grande passione per la tradizione e per la storia della sua regione. Nell’itinerario di candidatura inviato, dal titolo “Puglia: sulle strade del cinema”, unisce la passione per la sua terra a quella del grande schermo, accompagnandoci alla scoperta di alcune località utilizzate come ambientazioni di note pellicole d’autore. Una scelta che denota un piglio da vero Cercasfizio.

ISABELLA LOREFICE

Non poteva certo mancare la Sicilia! A rappresentarla c’è Isabella. Lei si è presentata con una proposta di itinerario intitolata “Il Val di Noto”, dedicata naturalmente alla zona sud orientale dell’isola sicula, precisamente alle province di Ragusa e Siracusa. Isabella ha un approccio storico-artistico molto interessante. Il suo itinerario ha incluso tappe a Modica e a Ragusa, con sfiziosi consigli culinari.

CLARISSA GIGANTE

Clarissa ha studiato giornalismo e ama viaggiare, soprattutto se accompagnata dalla sua videocamera. Col suo itinerario, “Dall’Adriatico al Gran Sasso”, si è candidata per raccontare la terra da cui ha origine, l’Abruzzo, sia dal punto di vista geografico che da quello gastronomico.

MARIO LIUZZO

Sul web MarioMix, originario della Calabria ma trasferito recentemente a Milano per studio. Il suo itinerario di candidatura, “Bova (Chora tu Vua), uno dei borghi più belli d’Italia” si concentra sul paesino di Bova, di cui racconta l’influenza della cultura greca sulla tradizione culinaria e musicale. Curioso!

ALESSIA PASSATORDI

Alessia si occupa di marketing e comunicazione ed è membro, con la sua community settevizi.it, del Club Amici Città della Nocciola. Seguendo il suo itinerario di candidatura “A spasso fra le Nocciole della Felicità” (che è possibile fare anche in bicicletta), si scoprono curiosità e aneddoti su zone del salernitano sconosciute alla massa. Un bel racconto, il suo.

Benvenuti ai Cercasfizio del Sud!

“Bonton”, rassegna mediterranea di buon gusto e buone pratiche

pubblicato da Redazione il 25 giugno 2010

È il weekend di “Bonton”, la rassegna enogastronomica mediterranea che compie cinque anni.

Ospite della marina di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, la rassegna parte oggi e continua per tutto il fine settimana, proponendosi quest’anno non solo come laboratorio di gusto ma anche come vetrina di buone pratiche, dando così al nome “Bonton” un più ampio e importante significato.

“Bonton” è nata per favorire il confronto e lo scambio fra le diverse culture mediterranee, con l’obiettivo di valorizzare la produzione locale, i ristoranti tipici, il patrimonio esperienziale di pescatori e uomini del territorio, specialmente nell’ambito gastronomico. Per il 2010 la rassegna si fa carico di una attenzione speciale a specifiche problematiche ambientali, come la necessità di tutelare il tonno rosso, a rischio di estinzione, e di promuovere una pesca consapevole e sostenibile.

Il programma si articola sui tre giorni del weekend. Prevede momenti di showcooking a tema mediterraneo con rinomati chef, come Francesco Pinello, Gianni Zichichi, Marcello Valentino e appuntamenti di degustazione guidata, di vini e pesce. Sabato, alle ore 20.00, è programmato un interessante laboratorio di analisi sensoriale, condotto da Agostino Parisi, per imparare a cogliere meglio i sapori dei piatti che mangiamo.

In cartellone anche presentazioni di libri (sezione: “Sapori & lettori”), convegni a tema, ancora, dopo le 21, musica e animazioni. In Sicilia arriveranno, per l’occasione, anche una delegazione dalla Tunisia e una dalla Campania, ospiti d’eccezione, a mostrare e raccontare le relative tradizioni.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito http://www.rassegnabonton.it oppure chiamare i numeri della infoline (+39 0923 538789 – +39 340 242 7212).

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!

Un festival di aquiloni a San Vito Lo Capo

pubblicato da Redazione il 21 maggio 2010

In questo fine settimana il cielo della Sicilia si riempirà di migliaia di aquiloni: a San Vito Lo Capo infatti, una delle mete turistiche più battute dell’isola, famosissima per le sue spiagge di sabbia fina, si svolgerà per il secondo anno il Festival Internazionale degli Aquiloni, dal titolo “Emozioni a naso in su!”. Lo scorso anno la manifestazione aveva raccolto centomila visitatori e quest’anno si punta ad ottenere altrettanto successo.

La nuova edizione accoglie a San Vito Lo Capo dieci squadre di aquilonisti che provengono da tutto il mondo: oltre all’Italia, saranno rappresentati Paesi come il Brasile, la Danimarca, la Francia, il Ghana, l’India, il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America e la Svizzera. Ospite d’eccezione sarà la delegazione cambogiana, che porterà i suoi speciali aquiloni corredati di arco sonoro: questi aquiloni, mossi dal vento, emettono suggestive note.

Il Festival Internazionale degli Aquiloni è una festa di colori e creatività, per bambini e adulti, che prevede anche laboratori didattici di costruzione di aquiloni, performance artistiche e spettacoli di danza per tutto il weekend, fino a domenica notte. Tradizione, poesia e fantasia si uniscono al paesaggio siciliano per un’occasione singolare che celebra uno strumento antichissimo, la cui origine si perde nella notte dei tempi.

È possibile sbirciare l’area (e il cielo!) del Festival tramite una webcam, cliccando qui. Per sapere di più sulla manifestazione si può visitare il sito ufficiale, dove sono presenti il programma delle giornate, i consigli su dove e cosa mangiare e quelli su come raggiungere le spiagge dorate di San Vito Lo Capo.

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!