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L’antica danza della pizzica, tra rituali e leggende popolari

pubblicato da I Cercasfizio il 21 dicembre 2009

Costruendo i tamburelli...Il territorio salentino è ricco di storia e antiche tradizioni, che si riflettono negli aspetti della vita quotidiana, così come nelle numerose feste religiose e sagre popolari che scandiscono la “movida” salentina al ritmo delle antiche danze folcloristiche.

La provincia di Lecce, soprattutto d’estate, è rallegrata da tante feste di piazza che coinvolgono e appassionano al ritmo travolgente della pizzica, la musica popolare salentina che affonda le sue radici in antichi riti popolari, tra il sacro e il profano, dove questa antico ballo aveva quasi una funzione catartica contro alcune presunte “malattie” del corpo e dell’anima.

Ci racconta questo mondo affascinante, nel video che vedete qui sotto, Gian Piero Donno, artigiano leccese che realizza interamente a mano i famosi tamburelli, strumento principe Nel laboratorio di Gian Piero Donnodell’inconfondibile e vorticoso ritmo della pizzica salentina. Nel suo piccolo laboratorio, Gian Piero si è costruito perfino i ferri del mestiere, ideando e creando ad hoc gli strumenti necessari per le varie fasi della produzione del tamburello.

Tutto comincia da una forma circolare in legno di faggio (il classico setaccio della farina), che pian piano viene incisa, levigata, smaltata e ricoperta con pelle di capretto. L’ultima fase è l’aggiunta dei sonagli di metallo, che si ricavano da comuni recipienti in latta: questa antica usanza è testimoniata da un autentico tamburello di cento anni fa, sui cui sonagli metallici si leggono ancora le scritte dei recipienti da cui furono ricavati!

Insieme a molte altre danze popolari, la pizzica è un vero e proprio simbolo di appartenenza all’identità salentina, che coinvolge appassionati di tutte le età: grazie al suo ritmo irresistibile e vorticoso, antiche usanze popolari si confrontano e si sposano con le culture della modernità.

I segreti della Tarantola

Una giornata tra i segreti del tacco dello stivale

pubblicato da I Cercasfizio il 19 dicembre 2009

Nonostante il Salento stamattina ci abbia salutato con un forte acquazzone, non ci siamo scoraggiati! E in effetti ne è valsa la pena, perchè la giornata ci ha riservato una serie di sorprese davvero piacevoli e abbiamo imparato moltissime cose su questa terra.

In mattinata siamo andati a trovare un artigiano dei tamburelli, che ci ha mostrato tutti gli attrezzi da lavoro (molti di sua stessa invenzione) con cui realizza artigianalmente lo strumento musicale, principe dei balli popolari del Salento. Il signor Gian Piero ci ha anche raccontato tradizioni e leggende sulla pizzica, antica danza salentina e ci ha mostrato un antico tamburello, di oltre cento anni! Nei prossimi giorni vi faremo vedere in video quello che ci ha raccontato.

pizzica

Più tardi ci siamo spostati verso la cosiddetta Burano del Salento, ovvero Maglie, una località che ha guadagato questo appellativo grazie alla fama conquistata con la lavorazione artigianale di merletti e ricami, proprio come la città veneta.

A pranzo abbiamo avuto il piacere di assaggiare il rustico leccese, friabile fuori e ripieno di besciamella, una specialità tipica di queste parti, di cui faremo scorta sulla strada del ritorno. Dobbiamo ringraziare Alessandra e Giovanni che ci hanno accolto con calore e fatto scoprire le prebilatezze della loro zona!

rustico

Per fortuna nel pomeriggio il cielo si è aperto ed è tornato il sole, così siamo riusciti a stringere amicizia con un enorme ulivo che ha ben 800 anni. Vi presentiamo l‘Albero della Chiesa a Scorrano:

ulivo

Siamo arrivati a Otranto, la Porta d’Oriente, giusto in tempo per un romanticissimo tramonto sul mare. Non sembra una cartolina?

otranto

Stasera cerchiamo consigli per la nostra cena, quindi se avete qualche posto sfizioso da suggerire caricate la vostra tappa oppure lasciateci un commento!