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Novembre, il mese del maiale

pubblicato da Redazione il 5 novembre 2010

In tutta Italia, a novembre, si festeggia il maiale. Da nord a sud, sagre di ogni tipo per festeggiare questo mammifero che da secoli è parte integrante della nostra alimentazione e che da animale per una cucina povera è diventato negli anni un piatto prelibato.

Tra le tante sagre che celeranno il maiale, ne abbiamo scelte tre.

November Porc, a partire da venerdì 5, per tutto il mese di novembre 2010, in provincia di Parma.

Da Sissa a Zibello, l’intera provincia di Parma celebra a novembre il maiale: dal 4 al 7 novembre, a Sissa iniziano i festeggiamenti con il Palio della Spalla Cruda di Palasone-Sissa, per continuare poi con numerosi stand gastronomici; dal 13 al 14 novembre a Polesine stand gastronomici e piatti della tradizione, come lepre, piedini di maiale con polenta e bolliti; dal 20 al 21 novembre, a Zibello, patria del famoso culatello, si cercherà di produrre il Salame Strolghino più lungo del mondo, già vincitore del guinnes dei primati del 2003; dal 27 al 28 novembre, a Roccabianca, tra spezie e dipinti, stand gastronomici, impagliatori tradizionali e un assaggio di Natale.

La Sagra del Suino Nero e del fungo Porcino dei Nebrodi, dal 5 al 7 novembre 2010, a Cesarò (Me).

Una festa per celebrare il suino nero dei Nebrodi, una razza autoctona siciliana. Il suino nero vive principalmente allo stato brado, dando così delle carni molto rosse, tendenti al rubino, e dall’intenso sapore aromatico. Durante i tre giorni della sagra potrà essere gustato in tutto il suo splendore. Insieme al suino nero dei Nebrodi verrà festeggiato anche il fungo porcino e tutte le specialità locali, dal pecorino al provolone.

XVI Sagra del Maiale, sabato 13 novembre, Reggio Calabria.

A Raggio Calabria si festeggia ogni anno il maiale con una sagra che prevede anche un giro in città, comprensivo di visite guidate ai monumenti e chiese. Con un mercatino di prodotti alimentari e di artigianato locale, la sagra va avanti per tutto il pomeriggio, fino a giungere al suo culmine con le degustazioni e il ballo in piazza.

Dal Lambrusco al pecorino, fino alla cucina multietnica: Cercasfizio!

pubblicato da Redazione il 14 settembre 2010

L’avventura dei Cercasfizio 2010 è iniziata e i nostri inviati speciali, con la loro carica coinvolgente, hanno scritto venti itinerari dello sfizio che raccontano il Paese da Nord a Sud.

Dopo avervi presentato i primi itinerari degli altri Cercasfizio 2010 oggi è il turno degli ultimi cinque del mese di agosto, percorsi nel Centro e nel Nord Est d’Italia: sono quelli di Andrea, Simona, Miriam, Giuseppe e Bruno.

Potete trovare gli altri itinerari del mese qui, qui e qui. Buona lettura dei nuovi itinerari e complimenti ai nostri inviati.

Alla scoperta del Vero Lambrusco e delle sue genti” di Andrea Bezzecchi (Nord Est)


Andrea ha scelto di raccontare, nel suo primo itinerario, Reggio Emilia, focalizzandosi sulle sue colline famose per i vitigni di Lambrusco. Propone così la visita a due produttori del celebre vino e un pranzo presso un agriturismo molto particolare. Relax e sfizio doc, da non perdere.

Roma multietnica” di Simona Forti (Centro)


Roma è la capitale d’Italia ma è anche una città dove è possibile incontrare culture molto diverse. Simona, nel suo itinerario, cerca di unire questi due aspetti proponendo luoghi inediti dove gustare la cucina internazionale e farsi trasportare, dai sapori e dai profumi, in altre realtà.

Pesce frescooo, signori e signore, pesce frescooo!” di Miriam Pittioni (Nord Est)


Il Friuli è una terra famosa per i suoi monti e le sue pianure, ma Miriam ha voluto raccontare per questo suo primo itinerario una parte forse meno conosciuta: il mare. Il Friuli non è solo la terra del frico e della polenta: qui è possibile, scoprendo i locali giusti, mangiare dell’ottimo pesce. Per veri appassionati del genere!

Tra castelli e borghi medievali” di Giuseppe Zanirato (Nord Est)


Un buon itinerario unisce il cibo, la storia e il vino. Giuseppe ci racconta, soprattutto grazie alle molte fotografie, il ducato di Parma e Piacenza, dove visitare castelli e borghi medievali tra una degustazione di prodotti tipici e i sapori di una volta.

La Val D’Orcia, terra di straordinari ambienti e favolose golosità” di Bruno Forieri (Centro)


Bruno ha scelto di ambientare il suo itinerario nel Grossetano, partendo da Castiglione D’orcia, dove visitare la Rocca di Tintinnano. Tocca Bagno Vignoni, sede di un’antica erboristeria, dove farsi cullare da concerti jazz e blues, e poi San Quirico D’Orcia, terra di un ottimo pecorino locale. Con un occhio alla natura.

Valentina, Cercasfizio: dal Salento a Milano

pubblicato da Redazione il 8 settembre 2010

Oggi iniziamo a presentarvi i nuovi Cercasfizio de La Bottega di Olivia&Marino, uno a uno.

La prima è Valentina, Cercasfizio del Nord Ovest: l’abbiamo intervistata!

Ciao Valentina! Cosa ti ha portato dalla Puglia fino a Milano?

Ciao! Ho lasciato il Salento e mi sono trasferita a Milano per motivi di studio: in realtà inizialmente avevo scelto un corso di laurea a Roma, ma dopo la maturità, una volta analizzate le offerte didattiche presenti nelle principali città italiane, Milano ha saputo convincermi.

Qual è il tuo primissimo ricordo legato al viaggio?

Una cosa buffa, che tuttora, quando l’affronto in viaggio, mi fa ridere: le luci delle gallerie. Spesso mi capitava di andare a trovare i miei parenti in Campania, e dalla Puglia occorre attraversare gli Appennini e alcune gallerie. Mi ricordavano i percorsi nei robot giapponesi! Continuavo a chiedere ai miei genitori: “Ce ne sono ancora?”.

Quale il primo ricordo legato al cibo?

Mia nonna che mi prepara i “panzerotti” di patate. Sono delle crocchette di patate lunghe e sottili, con pezzetti di menta. Sono davvero buoni, e da bimba mi divertivo ad aiutare mia nonna nel farli. E’ stata la prima ricetta che ho imparato.

Una città italiana che associ allo sfizio autentico?

Parma. Quando viaggio, mi informo sulle specialità del territorio e sui ristoranti storici. Quando sono stata a Parma, alcuni amici mi hanno indirizzato alla Trattoria Corrieri: ricordo ancora perfettamente la bontà dello gnocco fritto (che qui si chiama torta fritta) con i salumi  tagliati davanti a noi, sul momento, i tortelli di erbetta, patate e zucca, e mille altre specialità.

Da pugliese: cos’ha di tanto speciale il Salento?

Sicuramente la storia, molto sentita da tutti gli abitanti: tutti sono molto orgogliosi dell’eredità culturale che i Messapi, i Greci, i Turchi, senza dimenticare Federico II di Svevia, hanno lasciato anche nella quotidianità. Basta andare a Otranto e Santa Cesarea Terme per ritrovare molti elementi architettonici turchi, o fermarsi nelle cucine dei salentini per assaggiare un piatto tipico come la “pitta”, che ricorda molto la gastronomia greca (senza pensare che nove comuni parlano proprio il Griko). E poi è uno dei pochi posti dove puoi vedere alba e tramonto del sole sul mare solo percorrendo 45 km!

Lavori in una web radio: com’è la vita di redazione? Come Internet ha cambiato la radio?

La redazione di una web radio è molto stimolante. Tutti i meccanismi propri di una radio tradizionale si uniscono a quelli del web. La cosa più bella, ad esempio, è l’interazione tra ascoltatori e dj: avere un feedback con gli ascoltatori durante la diretta crea una complicità e una fidelizzazione unica. Le radio tradizionali usano gli sms, i fax o le email. Una chat è molto più veloce e permette anche agli ascoltatori di dare vita a nuove discussioni. In pratica a volte sono loro a “condurre” il programma. Internet secondo me è la risposta a una rinascita della radio, anche solo per la rimozione dei confini territoriali che le frequenze invece impongono. Abbiamo ascoltatori in tutta Italia, ma anche negli Stati Uniti.

Dove hai in mente di accompagnarci, coi tuoi prossimi itinerari?

Il prossimo itinerario sarà in Lombardia: alcuni amici in Val Camonica mi hanno incuriosito raccontandomi delle feste tradizionali che si tengono in questo periodo nella loro zona, come quella dedicata alla zucca. Armata di taccuino dei Cercasfizio, andrò alla scoperta!

Potete leggere il primo itinerario dello sfizio di Valentina cliccando qui.

Siete pronti a riscoprire il gelato?

pubblicato da Redazione il 19 luglio 2010

Mancano pochi giorni a “Il Gelato nel Piatto”, l’evento interamente dedicato al gelato d’autore, con base a Parma, ma che ha affiliati in tutto il mondo.

Dal 20 al 25 luglio nei ristoranti che aderiscono all’iniziativa i migliori maestri del gelato si confronteranno per una settimana di gusto e dolcissima alta cucina.

Nonostante la sua estrema popolarità anche il gelato sa essere estremamente ricercato. Ne è una illuminante prova l’abbinamento-simbolo di questa edizione della kermesse: quello del gelato con due prodotti Dop molto rinomati, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. La singolare sperimentazione sarà disponibile non solo nei ristoranti di Parma, ma in moltissime altre città nel mondo, dalla Spagna a Buenos Aires, da New York a Tokyo, bandiere del gusto italiano. Tra i sostenitori della popolare manifestazione si segnala anche la Scuola internazionale di cucina italiana, diretta da Gualtiero Marchesi.

Se volete riscoprire anche voi un modo diverso di gustare il gelato, visitate uno dei tanti ristoranti che partecipano all’iniziativa: qui una mappa in continuo aggiornamento.

Tutte le informazioni sulla manifestazione si possono leggere su www.ilgelatonelpiatto.it e sul loro account Twitter.