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Altri cinque itinerari da Cercasfizio online, coast to coast

pubblicato da Redazione il 1 settembre 2010

Puglia, Lombardia, Basilicata, Toscana, Emilia: sono le regioni che ospitano questi altri cinque itinerari dei nuovi Cercasfizio che vi presentiamo oggi.

Dopo i cinque di ieri, l’archivio Cercasfizio 2010 si arricchisce di tappe e consigli da chi il territorio italiano lo vive ogni giorno. Buone letture!

Il pane: semplice, sfizioso, pugliese” di Valentina Novembre (Sud)

Valentina ha scelto il pane come filo conduttore del suo primo itinerario da Cercasfizio del Sud, dopo quello di candidatura dedicato al cinema. Attraversando tutta la Puglia, Valentina fa tappa in tre paesi, Monte Sant’Angelo, Laterza e Zollino, raccontandone il territorio e le usanze attraverso tre tipi di pane diversi, frutti di culture vicine ma peculiari. Originale!

Per l’antico borgo di Lambrate” di Annunziata Romano (Nord Ovest)

Annunziata ha dedicato un ricco itinerario a Lambrate, uno dei quartieri simbolo di Milano, diviso fra glorioso passato (qui si produceva la mitica Lambretta, nel dopoguerra) e sfide metropolitane per il futuro. Inforcata la lente d’ingrandimento, per individuare gli angoli sfiziosi più nascosti della zona, Annunziata descrive ristoranti, pizzerie e scorci urbani insoliti con la consueta, generosa attenzione.

Basilicata, coast to coast di Alessia Passatordi (Sud)

Alessia vive in Campania da quattordici anni, ma le sue origini sono lucane. Per questo la Basilicata è un territorio a lei ben noto, a partire dalla Costa Jonica che fa da cornice a questo dettagliato itinerario dello sfizio. Leggendolo, ci si imbatte in spiagge e acque cristalline, scavi archeologici, musei e una immancabile tappa enogastronomica: quella con la tipica “rossa” lucana. Terra di contrasti cromatici, la Basilicata.

Carrara e Colonnata: sulla scia di antichi mestieri e sapori della tradizione di Silvia Ceci (Centro)

L’identità inconfondibile e orgogliosa di Carrara è l’anima dell’itinerario di Silvia, inviata Cercasfizio nell’alta Toscana. Si tratta di un percorso divertente e completo, fra splendori artigianali (come quelli legati al famosissimo marmo) e gustosità di origini contadine: dentro e fuori Carrara, facendo tappa nei paesi limitrofi, per assaggi e visite da non mancare.

Di acqua in acqua” di Claudia Vago (Nord Est)

Claudia organizza e racconta una giornata all’aria aperta, all’insegna del buon cibo e dei prodotti della terra, per trovare laghi, torbiere e praterie nell‘alto Appennino reggiano. Niente segreti, per lei, sull’Appennino, di cui conosce gli angoli meno noti, a due passi dalle piste da sci ma fuori degli itinerari del turismo di massa.

Non vi è venuta voglia di partire subito per un weekend dello sfizio?

Seguite i Cercasfizio con noi!

Intervista dello sfizio #7: Marina Misiti

pubblicato da Redazione il 26 luglio 2010

Marina Misiti è l’autrice di Donneconlavaligia, un blog di viaggi e fotografie diventato, nel tempo, anche un libro, pubblicato da Astraea editrice.

Da alcuni mesi il blog si è focalizzato esclusivamente sulla parte fotografica e artistica: la viaggiatrice Marina, però, è rimasta la stessa.

Ecco l’intervista dello sfizio che ci ha rilasciato!

Ciao Marina! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

La mia città di nascita è Roma, che adoro, ma molte sono le mie città d’adozione e in tutte mi identifico e immergo ogni volta. Così ho una lunga lista di indirizzi “giusti” legati al cibo e allo sfizio, più che un posto unico. Da Londra a Marrakech, da Tokyo a Buenos Aires cerco sempre i “miei” luoghi e i “miei” cuochi preferiti: non è un caso che dal 2005 alcuni di questi posti li ho anche fotografati e sono entrati a far parte del mio progetto fotografico – M.U.P. – che ha avuto un discreto successo. Più che ad un personaggio il concetto di sfizio per me è legato ad una vera e propria “mappa urbana personale”, appunto, che aggiorno costantemente.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

I viaggi nella terra dei miei avi, la Calabria, sono tutti legati ai profumi intensi di questa regione magica e ancora conosciuta poco e male. L’odore forte dell’origano essiccato, per esempio, mi riporta ogni volta alle insalate di pomodori che preparava mia nonna…. piatti semplici, poveri ma ricchi di gusto, che hanno molto influenzato la mia cucina.

Devi vestire i panni di Cercasfizio: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Tornerei di nuovo in Calabria, che è una terra misteriosa, difficile e ricca non solo di contraddizioni ma anche di sorprese: la soppressata fatta in casa è un must, l’ospitalità delle persone poi è innegabile, e abbastanza diversa da quella del Nord del Paese per esempio. Le olive e i limoni della piana di Gioia Tauro inoltre sono una gioia per occhi e naso. Di questi elementi non ne ho mai abbastanza… d’altra parte si mangia prima con la vista e l’olfatto, no?

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Sceglierei di essere accompagnata da mio fratello, il vero viaggiatore della famiglia e non solo per la professione che fa (è pilota!): alcuni mesi fa mi ha fatto conoscere dei ristoranti di sushi a Tokyo che non avrei mai scovato da sola. Un vero appassionato di cibo, grande intenditore e lui sì, con una lista di indirizzi segreti che farebbero felici gli autori di molte guide turistiche…

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Il pane, in tutte le sue forme. È “la tradizione” per eccellenza in ogni cultura, è di sicuro il primo alimento che cerco quando viaggio e l’unico che mi porto dietro per gli spuntini. E qui lo dico senza piaggerie: i vostri sfilati rustici alle olive o ai pomodorini mi hanno accompagnata in diversi viaggi aerei, accanto alla frutta secca che sgranocchio in continuazione. D’altra parte il pane e l’acqua sono stati sempre i primi (e a volte i soli) prodotti che trovavo nelle zone di crisi dove lavoravo anni addietro come fotoreporter. E la durezza delle condizioni non ha mai inciso sulla qualità: il pane è buono in tutte le latitudini. È il mio sfizio per eccellenza.