pubblicato da Redazione il 13 dicembre 2010
Lasciamoci conquistare dalla passione di Viviana, Cercasfizio del Centro, quando parla della sua regione, del suo mare o dei suoi studi di storiografa.
Per scoprire gli itinerari di Viviana, visitate il suo profilo su il sito de La Bottega di Olivia&Marino.
Ciao Viviana! Parlaci del nickname che hai scelto per la community de La Bottega di Olivia&Marino, Vongola Feroce: da dove nasce?
E’ nato tutto la scorsa estate, scherzando con la più grande delle mie tre sorelle, Chiara. Si parlava del fascino della vita piratesca davanti ad una impepata mista, così abbiamo iniziato a storpiare i nomi dei molluschi e ad attribuirceli, in prospettiva di una possibile vita dedicata alla pirateria. Io sono diventata Vongola Feroce, lei Cozza Nera, e così via.
Qual è il tuo primo ricordo legato al viaggio?
Ho iniziato a viaggiare sin da piccolissima, dal momento che mia madre è lucana e parte dalla mia famiglia vive invece in Brianza. Ma il primo viaggio “vero” che mi ha profondamente segnata è stato il mio primo viaggio all’estero da sola, con Chiara, a sedici anni. Scozia, per la precisione Edimburgo. Non potrò mai dimenticare il vento che spazzava il Royal Mile la prima sera che siamo uscite. Ho provato un’euforia che difficilmente potrò dimenticare, la sensazione che avrei potuto arrivare ovunque avessi voluto, anche dall’altra parte del mondo, solo andando a piedi.
E il tuo primo ricordo legato al cibo?
Gli gnocchi di patate col sugo di maiale della mia nonna paterna. Ne preparava in quantità industriale, piazzando la spianatoia infarinata sul tavolo al centro della cucina. E forse a questo farei fare il paio col ricordo della mia nonna materna che faceva le orecchiette a mano. La spianatoia si era infossata nel punto dove lei le incavava.
Sei un’esperta e appassionata di storia: da dove nasce questa tua propensione verso una materia che molti considerano nozionistica e noiosa?
La storia è il più affascinante dei viaggi. Consente di scoprire mondi così lontani dal proprio, esattamente come quando si va in un posto totalmente sconosciuto. Questo mi ha sempre attratta, la diversità della vita che si è susseguita nello stesso luogo, mentre invece noi nell’immediato viaggiamo, ovvero ci spostiamo, per ottenere lo stesso risultato.
La storia è qualcosa di tremendamente vivo, se non si sa cogliere questo suo aspetto non la si può comprendere. È entrare nella testa di persone diverse da noi. Ed è anche una cosa che riguarda tutti noi. Ciò che viviamo oggi, sarà storia domani, e ciò che vivremo domani (se arriviamo a viverlo!), sarà storia dopodomani. È una porta sulla varietà, sulle infinite possibilità, sulla tolleranza. Sulla capacità di apprendere a sviluppare e applicare un modo di pensare criticamente. Quando ci si affaccia su questa porta è come se ti scoperchiasse la testa e di colpo si allargassero tutti i tuoi orizzonti. E una volta che si oltrepassa la soglia, non si può più fare a meno di questa vastità.
E poi, quando inizio a parlarne, non smetto più!
Dai tuoi itinerari si evince che ami molto il mare: riusciresti a viverne lontana?
Non credo, anche se quando ero piccola mi inquietava perché lo trovavo immenso e non controllabile. Ora, per lo stesso motivo, mi affascina profondamente. È davvero l’emblema della infinità delle possibilità: è una strada senza sentieri segnati che ti può portare ovunque vuoi. Se hai deciso la tua meta, nessuno potrà mai sbarrarti la strada per arrivarci quando scegli di passare per il mare. C’è sempre il piano “B” quando la strada è il mare. Sempre. Anche a costo di utilizzare un sommergibile! E poi del mare mi piace soprattutto il vento. Adoro il vento, sulla riva c’è sempre ed ha un profumo salmastro così delizioso…
Dai borghi ciociari e pontini agli Etruschi: cosa ci riservi per i prossimi itinerari?
Le mie versioni personali di Firenze e Roma, avevo pensato. Sono le mie due città di adozione, entrambe molto care al mio cuore, le città delle tre università che hanno segnato e segnano la mia formazione come persona e studiosa. La Ciociaria rimane sempre uno dei miei punti di riferimento. Non credo assolutamente di essere parziale quando affermo che la mia provincia di origine sia una terra meravigliosa e ricchissima, dalle potenzialità infinite, che merita di sicuro più attenzione. Per questo credo sia giusto raccontare quello che può offrire. La Ciociaria è un pochino burbera ma di cuore, quando offre sa essere molto generosa.