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Miriam, una Cercasfizio fra città e mare, fra Est e Ovest

pubblicato da Redazione il 3 novembre 2010

La simpaticissima Miriam ci sta accompagnando in questi mesi in giro per le sue terre di origini, il Friuli Venezia Giulia. Mari, monti, pesce e vino sono gli ingredienti di questa terra. Per scoprire gli itinerari di Miriam, visitate il suo profilo su il sito de La Bottega di Olivia&Marino. Conosciamola di più con qualche domanda…

Ciao Miriam! Sul web sei conosciuta come William Perry: è il tuo alter ego?

In realtà io e William siamo molto simili. Non siamo il Tyler Durden della situazione, ma qualcosa tipo Paperino e Paperinik. Ci compensiamo e in alcune occasioni esce Miriam, in altre William. E poi è una cosa legata alla mia infanzia (sì, non è un nome casuale come molti nick che si vedono in giro), è proprio un nome e un cognome, o meglio, un altro nome e un altro cognome.

Qual è il tuo primo ricordo di viaggio?

I miei genitori hanno sempre viaggiato molto (e per fortuna mi hanno dato la possibilità di farlo poi per conto mio), e si sono sempre portati dietro prima solo me e poi me e la mia sorellina. Anche posti vicini, tipo laghi, vari mari, varie montagne. Il primo che davvero ricordo è qualcosa tipo il Lago Maggiore, ero piccina e quando ci penso la cosa che mi viene in mente è quell’enorme pavone che non la smetteva di rincorrermi.

Sei friulana, hai vissuto qualche anno a Pesaro, ora lavori a Milano: dove ti senti davvero a casa?

In realtà, le persone di cui mi circondo e alcuni oggetti che porto sempre con me ovunque vado mi fanno da ‘casa’. Io mi ritengo un po’ a mezz’aria, nel senso che credo che tra un po’ mi ‘stuferò’ anche di Milano, anche se mi sta dando molto. Non mi manca la mia casa, mi mancano le persone che sono là e che sento al telefono ogni giorno, stessa storia per Pesaro e i compagni di Università. Certo, il Friuli è il Friuli, ma io sono un animale da città, quindi prima o poi l’avrei lasciato comunque…

Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?

A casa mia si è sempre mangiato di tutto, quindi un primissimo ricordo non credo di averlo, o almeno, sono certa non beccherei il primo. Però se devo proprio ricordarmi di qualcosa, il mio pensiero va tutto verso dei lecca lecca buonissimi e ruvidi che, non so perché, ma quando ero piccola sembravano la cosa più buona del mondo. Il secondo sono assolutamente le lasagne di mia nonna e il frico di mia nonna.

Hai molte passioni: quali sono quelle del momento?

Quelle del momento sono quelle che mi porto dietro praticamente da sempre. Prima cosa, amo disegnare, mi piace sporcarmi le mani con qualsiasi tipo di colore (su carta però, un po’ old style, magari con la matita con la gomma sopra anche). Seconda cosa, al mio babbo piaceva (piace) fare fotografie, lui maledirà il giorno in cui mi ha dato in mano una macchina fotografica e ho cominciato a consumare rullini su rullini. Posso solo ringraziarlo di non avermela mai portata via. Attualmente credo che la mia passione sia la gente. Mi guardo in giro continuamente e mi piace notare tutto. Guardo visi, mani, scarpe e sciarpe. Qui a Milano prima o poi impazzirò se andrò avanti così.

Hai un piatto della tradizione friulana preferito?

La cucina friulana è meravigliosa e devo ammettere, anche se sarò un po’ banale forse, che il frico è un piatto indimenticabile. Mi ricorda tantissimo la mia infanzia. Mi ricordo di queste mega padelle piene di frico (non vi sto a raccontare quanti siamo in famiglia e come funzionano le cose da me) e la polenta fatta in casa (tutt’ora si fa in casa). E poi mi viene benissimo, quindi, paletta da 10+ per il frico.

Milano e la sua provincia: mete insolite e interessanti. Conosciamo Nunzia, Cercasfizio del Nord Ovest

pubblicato da Redazione il 18 ottobre 2010

La provincia di Milano è spesso lontana dai viaggi più turistici.

Riscopriamola grazie ad Annunziata (per gli amici: Nunzia), che vi presentiamo in questa intervista e che potete seguire sul sito de La Bottega di Olivia&Marino. Una Cercasfizio molto attenta ai dettagli.

Ciao Annunziata! Racconti spesso di Milano: come ti piace viverla?

Milano mi piace viverla a 360° dalle strade piene di luci e brand ai luoghi meno conosciuti. E’ una città che riesce sempre a regalare qualcosa di conosciuto, ma inaspettato,  a metà tra la classica città italiana e una città di grande respiro europeo; a un passo, ma sempre incompiuta, la metamorfosi definitiva in metropoli (un po’ come lo stato di avanzamento dei sui lavori di ristrutturazione, quasi finiti, ma incompiuti).

Qual è il tuo piatto della tradizione lombarda preferito?

È facilmente intuibile dal mio nome che non sono d’origini lombarde e neanche nativa. Mi sono trasferita in Lombardia a 10 anni, mi sono integrata nella realtà milanese, ma non definitivamente, cogliendo a pieno così lo spirito della città. Questo è il motivo per cui nei miei itinerari non parlo esclusivamente della cucina lombarda, ma di vari tipi di cucina, perché questa è Milano, un insieme di tante cucine regionali italiane ed etnica: il miscuglio si è ben amalgamato dando vita ad un vero polpettone succulento e gustoso. La Lombardia ha una forte tradizione culinaria e a differenza di quanto si può pensare, molto varia, come vi mostrerò nei prossimi itinerari. Questa premessa per non far torto a nessuno e per tenere unito lo spirito culinario regionale e nazionale. Il piatto che preferisco in assoluto, anche per la cucina lombarda, è il polpettone al sugo di pomodoro e mi fermo qui altrimenti dovrei raccontarti anche un’altra storia legata alla tradizione culinaria della mia famiglia (ma te la risparmio e ve la riservo per un’altra occasione).

Raccontaci il tuo primo ricordo legato al viaggio.

Il mio primo vero viaggio l’ho compiuto all’età di tre anni , quando ho lasciato la mia città natale per trasferirmi in Sardegna per motivi di lavoro di mio padre. Il mio primo ricordo è legato a questo distacco, al volo in aereo e all’arrivo in questa nuova terra. Era estate e in estate la Sardegna si veste di particolari colori, dei rossi che tendono al marrone difficili da descrive anche per un bravo pittore. Questo è il mio primo ricordo, bello e nostalgico per quello che avevo lasciato e per la bellezza di quello che avevo trovato, ma che non ero in grado, vista l’età, di cogliere in pieno.

Ti piace la cucina etnica?

Sì, mi piace più che molto, moltissimo, perché mi piace sperimentare, provare, misurarmi con altre culture. La trovo un arricchimento culturale e sensoriale. Inoltre io adesso, a differenza di quando ero bambina,  mangio e provo quasi tutto.

Cosa consiglieresti di fare a una persona di passaggio a Milano solo per un giorno?

Milano è situata  in mezzo alla pianura ed è difficile vederla dall’alto e coglierne la visione d’insieme, ma forse proprio vedendola dall’alto si può coglierne l’essenza, con la sua caratteristico sviluppo circolare intorno al nucleo storico del Castello e del Duomo. Io consiglierei al turista mordi e fuggi sicuramente di andare in centro e di provare a guardare la città un po’ dall’alto salendo sul Duomo dall’ingresso: se riesce a salire tutta la rampa di scale, in alto tra le guglie del Duomo, può vedere la caratteristica di Milano: protesa verso l’alto, indefinibile verso il basso.

Cosa ti stuzzica quando sei alla ricerca dello sfizio?

Riuscire a scoprire qualcosa di buono e/o bello che possa rendermi interiormente più ricca.

Intervista dello sfizio #9: Jasmine e Manuel di Labna

pubblicato da Redazione il 23 settembre 2010

In cucina serve amore. Jasmine e Manuel, di Labna, ne sono così convinti che hanno deciso di sottotitolare il loro brillante food blog così: “Amore in cucina“. Ecco la nostra intervista dello sfizio a loro…

Qual è un personaggio della vostra città d’origine che rappresenta, per voi, il concetto di sfizio?

Jasmine: sono nata a Milano, che a volte sembra una città grigia e noiosa ma in realtà ospita pasticcerie, ristoranti e negozietti davvero sfiziosi; un posto su tutti, forse il più classico, è Luini, i cui panzerotti da tempo immemorabile allietano i milanesi nei dintorni del Duomo. Cosa c’è di meglio che uscire dal cinema in centro, fare due passi e mangiarsi un panzerottino tiepido con pomodoro e filante mozzarella?

Manuel:
per me i posti irrinunciabili dello sfizio sono due, Spontini e il Bar della Crocetta.
Spontini fa indubitabilmente la più buona pizza alta della città: è la mia scelta numero uno per una pausa pranzo sfiziosa, quando non mi va la solita pasta. La sera tardi, invece, non so dire di no a un panino al Bar della Crocetta: non c’è ingrediente stravagante o abbinamento audace a cui il Bar della Crocetta non abbia pensato.

Vi ricordate di un vostro viaggio, in Italia, che legate particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa vi ha stupiti, quella volta?

Jasmine: il mio primo viaggio da gastro-consapevole in Italia è stato in Liguria; mi sono innamorata per prima cosa della gente e del territorio, “ruvidi” ma accoglienti, poi del cibo: il pesto, la focaccia, il pandolce… sapori antichi che in Liguria sono un patrimonio comune conservato con cura.

Manuel: un viaggio indimenticabile per le avventure gastronomiche e per le bellezze paesaggistiche è stato un giro della Toscana in moto: insomma, la prima vera fiorentina è un’esperienza che non si scorda mai.

Dovete vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passereste il vostro prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Jasmine: se fossi una cercasfizio “senza frontiere” e potessi spingermi un po’ lontano dalla mia regione andrei in Sicilia, una zona che conosco poco ma che mi attira tantissimo per tutti i cibi sfiziosi che immagino offra; se invece fosse solo una gita fuori porta, Torino sarebbe la scelta numero uno: per me è la capitale della buona cucina.

Manuel: per un weekend a caccia dello sfizio andrei ad Asti; in Piemonte, e in particolare nella zona di Asti, ce n’è per tutti i gusti: si trova il tartufo, ovviamente, ma anche vini interessanti, formaggi rari e molti dolci tipici, come i famosi amaretti.

Potete scegliere un personaggio storico o di fantasia perché vi accompagni in un weekend sfizioso: chi scegliete?

Jasmine: a costo di suonare monotematica, anche in questo caso tornerei in Piemonte per cercare un compagno di avventure gastronomiche: sceglierei Camillo Cavour, “chiacchierato” a Torino come frequentatore delle migliori pasticcerie e dei più rinomati ristoranti.

Manuel: io sceglierei indubitabilmente Snoopy! Snoopy sarebbe un compagno perfetto: per prima cosa perché è sempre pronto a mangiare, come sanno tutti i lettori dei Peanuts; in secondo luogo perché è un segugio: chi può scovare il cibo meglio di lui?

Qual è il prodotto della tradizione che associate di più allo sfizio?

Jasmine: per me la focaccia è lo sfizio per eccellenza: a pranzo, a merenda, per l’aperitivo, ma anche per lo spuntino di mezzanotte a un pezzetto di focaccia non so dire di no

Manuel: per me sfizio è sinonimo di marzapane, perché il marzapane è uno di quei cibi che non mi concedo spesso ma che considero un vero lusso, un extra che basta a farmi sorridere per tutta la giornata.

Stefania, una Cercasfizio nata

pubblicato da Redazione il 15 settembre 2010

Proseguono le nostre interviste ai Cercasfizio 2010 per conoscerli più da vicino.

Stavolta guardiamo a Nord Ovest, dove vive Stefania Arienti. I suoi itinerari, molto ricchi e appassionanti, svelano una attitudine da brava osservatrice. Potete sbirciare il suo profilo da cultore dello sfizio qui, nel sito de La Bottega di Olivia&Marino.

Ciao Stefania! Da grande viaggiatrice, ci dici cos’è che ispira i tuoi viaggi?

Ciao a tutti! Cosa ispira i miei viaggi? Direi il motore che sostanzialmente regola tutta la mia vita: un’insaziabile curiosità. Non devo mai cercare un motivo particolare per partire, ho la ‘malattia della valigia’ e infatti ne ho sempre una pronta per ogni evenienza! Colpa dei miei genitori, che fin da piccola mi hanno scorrazzata per i campeggi di mezza Europa, una volta cresciuta e diventata autonoma ho solo proseguito il mio Viaggio alla scoperta di nuovi luoghi, persone, culture, odori.. e ovviamente anche sapori!

Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?

Devo dire che i miei ricordi d’infanzia legati al cibo più che a un piatto particolare sono legati a delle ‘fotografie di vita’. I miei nonni avevano una casa in campagna con un orticello e da piccola ci andavamo spesso d’estate. Ricordo le corse in mezzo ai filari di pomodori (che spesso rubacchiavo e mangiavo direttamente dalla pianta senza lavarli) e la preparazione della passata fatta in casa al momento del raccolto, le passeggiate in mezzo ai boschi con mio nonno alla ricerca dei funghi o delle castagne e il fuoco nel camino sopra cui cucinavamo la carne alla piastra o le caldarroste.

Quale strumento utilizzi di solito per pianificare i tuoi viaggi?

Dipende dal tipo di viaggio. In generale non amo i pacchetti all inclusive, preferisco i viaggi ‘on the road’ in cui, prenotato il minimo indispensabile (volo e macchina, se non parto direttamente su strada), il resto del programma viene stabilito giorno per giorno in base all’ispirazione del momento per qualcosa letto sulla guida o per quello che mi trovo a incontrare sul cammino. Anche in caso di viaggi più complessi, normalmente faccio un programma di base dopo aver letto la guida del Paese in cui vado ma che può essere completamente stravolto una volta arrivata in loco.

Hai un piatto forte della tradizione lombarda che ci cucineresti?

In cucina amo sperimentare e mischiare ingredienti dalle origini più diverse, ma i piatti della tradizione sono sempre quelli che danno maggiore soddisfazione. Per questo il piatto lombardo che mi piace sempre proporre ai miei ospiti è il risotto, nelle varianti ‘alla monzese’ - con la luganega - o ‘alla milanese’, magari contornato da un bell’ossobuco per esaltarne il sapore.

Come individui le tappe dello sfizio per i tuoi itinerari?

Come dicevo sono una gran curiosona, per cui di ogni luogo in cui passo mi piace cercare di scoprire il più possibile, soprattutto le cose meno ‘ovvie’. Mi capita così di imbattermi in posti – che si tratti di ristoranti, musei o anche solo di cittadine e villaggi - magari non pubblicizzati sulle guide, in cui si respira un’atmosfera ‘genuina’ che permette di assaporare e apprezzare maggiormente le tradizioni e le abitudini locali. In altri casi, invece, si tratta di tappe che sono andata a cercare appositamente per vivere l’esperienza di un determinato luogo, già di per sè caratteristico a livello culturale e/o enogastronomico, da un punto di vista differente. Come sarà, per esempio, nel mio prossimo itinerario alla scoperta delle valli fra Sondrio e Lecco all’insegna delle sagre e dell’avventura!

Hai una bottega del cuore che ci vuoi svelare?

Anche se mi piace sempre scoprire cose e posti nuovi, ce ne sono parecchi che, per un motivo o per l’altro, rimangono da anni nel mio cuore e in cui mi piace tornare appena posso. Fra questi c’è una trattoria di Milano, incastonata nella splendida cornice dei Navigli, una delle zone che più adoro di questa città: il Coniglio Bianco. Sarà la comunanza di origini con il proprietario, brianzolo anche lui, sarà il nome che mi ricorda uno dei miei libri preferiti, l’atmosfera calda e accogliente dell’arredo ‘Vecchia Milano’ o l’ottima cucina di tradizione lombarda (con alcune escuriosni marittime di tutto rispetto!) accompagnata da una buona bottiglia di vino, ma ogni volta che mi concedo una cena in questo posticino mi sento come a casa.

Valentina, Cercasfizio: dal Salento a Milano

pubblicato da Redazione il 8 settembre 2010

Oggi iniziamo a presentarvi i nuovi Cercasfizio de La Bottega di Olivia&Marino, uno a uno.

La prima è Valentina, Cercasfizio del Nord Ovest: l’abbiamo intervistata!

Ciao Valentina! Cosa ti ha portato dalla Puglia fino a Milano?

Ciao! Ho lasciato il Salento e mi sono trasferita a Milano per motivi di studio: in realtà inizialmente avevo scelto un corso di laurea a Roma, ma dopo la maturità, una volta analizzate le offerte didattiche presenti nelle principali città italiane, Milano ha saputo convincermi.

Qual è il tuo primissimo ricordo legato al viaggio?

Una cosa buffa, che tuttora, quando l’affronto in viaggio, mi fa ridere: le luci delle gallerie. Spesso mi capitava di andare a trovare i miei parenti in Campania, e dalla Puglia occorre attraversare gli Appennini e alcune gallerie. Mi ricordavano i percorsi nei robot giapponesi! Continuavo a chiedere ai miei genitori: “Ce ne sono ancora?”.

Quale il primo ricordo legato al cibo?

Mia nonna che mi prepara i “panzerotti” di patate. Sono delle crocchette di patate lunghe e sottili, con pezzetti di menta. Sono davvero buoni, e da bimba mi divertivo ad aiutare mia nonna nel farli. E’ stata la prima ricetta che ho imparato.

Una città italiana che associ allo sfizio autentico?

Parma. Quando viaggio, mi informo sulle specialità del territorio e sui ristoranti storici. Quando sono stata a Parma, alcuni amici mi hanno indirizzato alla Trattoria Corrieri: ricordo ancora perfettamente la bontà dello gnocco fritto (che qui si chiama torta fritta) con i salumi  tagliati davanti a noi, sul momento, i tortelli di erbetta, patate e zucca, e mille altre specialità.

Da pugliese: cos’ha di tanto speciale il Salento?

Sicuramente la storia, molto sentita da tutti gli abitanti: tutti sono molto orgogliosi dell’eredità culturale che i Messapi, i Greci, i Turchi, senza dimenticare Federico II di Svevia, hanno lasciato anche nella quotidianità. Basta andare a Otranto e Santa Cesarea Terme per ritrovare molti elementi architettonici turchi, o fermarsi nelle cucine dei salentini per assaggiare un piatto tipico come la “pitta”, che ricorda molto la gastronomia greca (senza pensare che nove comuni parlano proprio il Griko). E poi è uno dei pochi posti dove puoi vedere alba e tramonto del sole sul mare solo percorrendo 45 km!

Lavori in una web radio: com’è la vita di redazione? Come Internet ha cambiato la radio?

La redazione di una web radio è molto stimolante. Tutti i meccanismi propri di una radio tradizionale si uniscono a quelli del web. La cosa più bella, ad esempio, è l’interazione tra ascoltatori e dj: avere un feedback con gli ascoltatori durante la diretta crea una complicità e una fidelizzazione unica. Le radio tradizionali usano gli sms, i fax o le email. Una chat è molto più veloce e permette anche agli ascoltatori di dare vita a nuove discussioni. In pratica a volte sono loro a “condurre” il programma. Internet secondo me è la risposta a una rinascita della radio, anche solo per la rimozione dei confini territoriali che le frequenze invece impongono. Abbiamo ascoltatori in tutta Italia, ma anche negli Stati Uniti.

Dove hai in mente di accompagnarci, coi tuoi prossimi itinerari?

Il prossimo itinerario sarà in Lombardia: alcuni amici in Val Camonica mi hanno incuriosito raccontandomi delle feste tradizionali che si tengono in questo periodo nella loro zona, come quella dedicata alla zucca. Armata di taccuino dei Cercasfizio, andrò alla scoperta!

Potete leggere il primo itinerario dello sfizio di Valentina cliccando qui.

Tappe metropolitane per l’estate: Milano

pubblicato da Redazione il 27 luglio 2010

Sono piccole oasi metropolitane di salvezza nella calura di queste settimane estive.

Abbiamo pensato ad alcune tappe dello sfizio che noi del blog de La Bottega di Olivia&Marino vi consigliamo di testare, in città.

Cominciamo con Milano!

1) Scegli: anguria o melone?

I “baracchini” delle angurie, rimedio sicuro contro la sete da afa di città, sono molto diffusi a Milano. Alcuni spuntano direttamente a giugno, per poi scomparire a settembre; vanno cercati passeggiando in viale Abruzzi, in via Pagano o in corso Sempione, o affidandosi al passaparola degli amici. Ci sono però dei punti fermi: come il chioschetto di piazza Po, porto per chi cerca una buona fetta di anguria o melone, da consumare al tavolo, fredda e rigenerante.

2) Il chiosco del gelato da Sartori

A comprare il gelato da Sartori ci vanno solo quelli che, a Milano, da un po’ ci vivono e hanno imparato a conoscere i posti più sfiziosi: il piccolissimo chiosco di questo gelataio di origine siciliana, infatti, è situato dietro alla Stazione Centrale e non richiama le folle dei bar del centro, ma ha un fedelissimo seguito di golosi. La produzione del suo gelato prosegue dal 1937 e la qualità è rimasta intatta. Fino a tarda notte, per un cono gelato, si va da Sartori!

3) Passeggiata ai giardini Montanelli

Di sera come nei weekend, i giardini di Porta Venezia (ora ribattezzati “Giardini Montanelli”), sono perfetti per piccole passeggiate o per attraversare il quartiere in bicicletta. Piccole fonti d’acqua dove rinfrescarsi e la nuova casa delle farfalle da visitare sono piacevoli diversivi per l’estate, così come lo storico planetario, fra i più antichi al mondo. Milano è anche questo!

E voi conoscete altre tappe fresche dove rifugiarsi, a Milano o nella vostra città?

Scrivetecele, aspettiamo i vostri suggerimenti: blog@oliviaemarino.it.

Intervista dello sfizio #5: Carlo Spinelli

pubblicato da Redazione il 7 luglio 2010

Per la quinta intervista dello sfizio abbiamo coinvolto Carlo Spinelli, social media editor del portale Italia Squisita.

Carlo ha una ottima preparazione sul mondo dell’enogastronomia, che narra attraverso articoli, recensioni e tweet del seguitissimo canale Twitter @carlo_spinelli. Le sua viva passione per questo mondo ci conduce, anche in questa intervista, fra le pagine di un racconto quotidiano fatto di cibi, vini, viaggi e sfizi tutti da conoscere, uno a uno.

Ciao Carlo! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Un milanese d’adozione, lo chef Aimo Moroni, che ha portato e mantenuto a Milano il florilegio della cucina italiana in toto; il signor Panarello con i suoi mitologici cannoncini alla crema; il signor Claudio che con la sua pescheria riempie la città di crudità ittiche da quasi mezzo secolo.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Mi ricordo un viaggio in Friuli, tra Ramandolo e San Daniele davvero eccezionale, tra sapidità prosciuttose di maiale e dolcezze passite di vitigni Verduzzo. Un itinerario fantasmagorico tra Tolkien, Asterix, Nonna Papera, Calvino e Pellegrino Artusi.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Mi farei un giro nel ragusano-siracusano, tra Modica cioccolatosa, Avola e Vittoria vinosa, Noto mandorlata, Pachino pomodorosa, Bronte pistacchiosa, e Ragusa, bellissima e gustosissima grazie agli chef Vincenzo Candiano e Ciccio Sultano. Rima vocalica compresa.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Un weekend del gusto deve essere vissuto e goduto con la compagnia di un trio da favola: il divertente epigrammista latino Marziale, il detective dell’occulto Dylan Dog (con il suo aiutante Groucho Marx) e l’attrice francese Emmanuelle Béart.

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Domanda difficile da fare a un onnivoro assennato come me. Panettone? Parmigiano Reggiano? Ciliegie? Gnocchi freschi di patate? Panino con la milza palermcitano? Melone di Licata? Il torrone morbido? La cucina povera italiana?

Il weekend della Milano Food Week

pubblicato da Redazione il 11 giugno 2010

A Milano è in corso, dallo scorso fine settimana, la Milano Food Week, settimana di appuntamenti enogastronomici che coinvolge tutta la città con degustazioni e conferenze a tema.

Questo che inizia oggi è il weekend di chiusura e noi vi segnaliamo in agenda gli spunti più interessanti, quelli da non perdere. Gli eventi sono veramente tantissimi: basta un occhio al calendario di sabato e domenica per rendersene conto! Ne abbiamo selezionati alcuni per voi!

VENERDÌ

TasteMI Tram
Che ne dite di degustare i prodotti dei migliori consorzi vinicoli della Milano Food Week mentre vi godete gli scorci più belli del centro storico a bordo di un tram storico? Per tutto il weekend sarà possibile degustare ottimi vini a bordo di un vero e proprio tram in tour per 30 minuti, con la guida di un sommelier. L’appuntamento è in piazza Castello, avranno luogo nove turni dalle 18 alle 23.30.
Per partecipare occorre prenotarsi.

Visionnaire Art Party
IIl venerdì sera, presso la Galleria Fabbrica Eos in piazza Cavour, l’occasione giusta è la mostra collettiva “Fabrica Eos per Milano Food Week: l’arte e il cibo”, un’esposizione dedicata al cibo come arte, tutta da scoprire. Dopo la mostra, una grande festa per finire la serata nel migliore dei modi.

SABATO

I tour enogastronomici fuori porta
Prenotandosi al numero 02 48 03 69 99 è possibile prendere parte a una serie di tour enogastronomici per conoscere il ricco patrimonio artistico italiano e le delizie enogastronomiche raccontate direttamente dai protagonisti per riscoprire antichi sapori.

La caccia al tesoro
C’è anche la caccia al tesoro: 100 squadre da 6 persone si confronteranno per le vie del centro città con prove sulla conoscenza dell’enogastronomia e dei luoghi più significativi della Milano del food. Il gioco avrà inizio sabato alle 18:30, per partecipare occorre iscriversi sito della Milano Food Week.

DOMENICA

Food in the city – Il pranzo collettivo della domenica
La Food Design Association propone, dalle 12, un evento che riscopre il bello del consumare insieme i pasti. La location è particolarissima: l’Acquario Civico di Milano. Volete conoscere la socialità dei milanesi? È l’appuntamento per voi!

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!

Gli appuntamenti del design a Milano: cosa fare sabato e domenica

pubblicato da Redazione il 16 aprile 2010

Ogni venerdì la Bottega di Olivia&Marino vi consiglia tappe sfiziose e appuntamenti per il weekend alle porte.

Questo fine settimana l’attenzione è tutta puntata, come vi abbiamo raccontato ieri, sul Salone del Mobile e sugli eventi del Fuorisalone, a Milano. Cosa vi suggeriamo di fare e quali sono i punti della città da visitare, fra domani e domenica?

SABATO 17/04

Potete dedicare l’intera mattinata a una visita fuori dal centro, nel quartiere Dergano-Bovisa, dove  l’Associazione Dergano Officina Creativa con la collaborazione del Politecnico di Milano e degli esercenti del quartiere ha allestito una decina di mostre, sparse in tutta l’area, che esplorano il mondo animale e vegetale in relazione al loro controverso rapporto con l’uomo. La zona è particolarmente interessante perché animata da diverse officine artigiane, molte delle quali sono diventate laboratori per artisti o nuove botteghe. L’info point si trova presso via Carnevali 24, è aperto dalle 10 alle 22.

Via Savona merita di essere scoperta nel pomeriggio, quando la luce è migliore. Lungo la strada, e nell’adiacente via Tortona, non mancano esposizioni e spunti dall’universo del design, fra show room e cortili. Vi consigliamo di visitare il civico 37, dove troverete l’Ortofabbrica, uno spazio immaginato per sperimentare, in una medesima cornice, diverse forme creative.

Prima di cena
, all’imbrunire, occorre visitare i chiostri rinascimentali dell’Università Statale trasformati da luci e oggetti di design in set cinematografici minimali.

Per la serata è immancabile, presso l’Hangar Bicocca, il party che ormai tradizionalmente chiude il Salone, promosso da Esterni nel contesto del “Public Design Festival”. In via Chiese 2 troverete 18.000 metri quadrati di divertimento con video e installazioni, al suono della musica più diversa, dal funky all’house, dalle 21. Per partecipare bisogna prenotare il biglietto qui.

DOMENICA 18/04

Dalle 9.30 è possibile, solo per oggi, visitare i padiglioni del Salone del Mobile: fino alle 18.30, infatti, è aperta al pubblico, e non ai soli operatori, tutta l’esposizione del Salone, presso il quartiere Fiera Milano, a Rho. Per conoscere le modalità di ingresso potete cliccare qui: si attende un grande flusso di partecipanti, perciò vi consigliamo di puntare la sveglia presto.

Per chiudere la giornata, vi suggeriamo di visitare due siti suggestivi della vecchia Milano.

Il primo, l’ex fabbrica della Lambretta, trasformata ora per il Lambretto arte Project presenta (fino alle 20) una mostra che riflette sul peso della creatività attraverso i progetti di quarantacinque designer: si tratta di un percorso di analisi sul ruolo del design contemporaneo, impegnato ad anticipare urgenze e desideri sempre più complessi.

Il secondo, il quartiere Isola, accoglie, invece, il lavoro del collettivo inglese Designersblock e chiude la giornata, dalle 19, con una performance acustica del musicista belga Michael Haerens, in via Pepe – via Thaon de Revel, presso lo spazio Misael: Michael intonerà, qui, dei racconti musicali.

Buon weekend!

Salone e Fuorisalone a Milano, ripensando la città

pubblicato da Redazione il 15 aprile 2010

A Milano è iniziata la settimana (14-19 aprile) del Salone del Mobile, occasione in cui la città si anima di creativi, designer ed esperti del settore provenienti da tutto il mondo.

È la 49esima edizione e il successo di pubblico continua a crescere a suon di record.

Gli appuntamenti sono i più diversi: dalla Fiera, che accoglie l’esposizione vera e propria, in 210mila metri quadrati, alla miriade di location del Fuorisalone, che propongono eventi che collegano arte, cibo, musica, feste, progetti culturali e installazioni, coinvolgendo aree dismesse, show room e interi quartieri.

Fra tutti, vi segnaliamo “Public Design Festival”, il festival dello spazio pubblico organizzato da “Esterni”. Per l’occasione il gruppo ha trasformato una intera strada di Milano, via Vigevano, in uno spazio per sperimentare nuovi modi di vivere i luoghi pubblici. Così, per esempio, al posto dei parcheggi, sono state installate nove proposte alternative, scelte fra seicentocinquanta progetti: camminando in via Vigevano s’incontrano, fra le altre cose, un igloo costruito con balle di fieno, un’area verde sopraelevata, una amaca da usare in gruppo, un megafono gigante e un distributore d’acqua in materiale riciclato. Le sorprese sono a ogni angolo, originali e sfiziose.

Fra gli eventi di “Public Design Festival” segnaliamo la cena pubblica di questa sera, giovedì 15, dalle 21, presso il Piazzale Stazione Genova, alla testa di via Vigevano. A cena, con le sedute e i tavoli di Caroline Woolard, Malafor e Pasquale Covucci, ci saranno i piatti dello chef Sergio Barzetti, che si ispirerà al mondo degli orti in città, fenomeno che anche a Milano sta conquistando molti appassionati.