Tutti i post con tag: luoghi dello sfizio

Dal Salento ai trulli di Alberobello, in compagnia degli amici pugliesi. Video!

pubblicato da I Cercasfizio il 23 dicembre 2009

Silvia impara a fare le orecchiette!

Il weekend salentino è stato costellato di piacevoli incontri con amici della rete che, finalmente, abbiamo potuto incontrare di persona.

Nell'uliveto di 800 anniAlessandra e Giovanni di Ingegni multimediali ci hanno pazientemente aspettato sotto un acquazzone torrenziale per accompagnarci ad assaggiare il rustico leccese e altre stuzzicherie sfiziose per un pranzo veloce. Finita la pioggia, ci hanno guidato nelle campagne nei pressi di Scorrano, a pochi chilometri da Lecce, per mostrarci un uliveto secolare con il maestoso “Albero della Chiesa”. Alessandra ci ha raccontato come oltre mille anni prima l’innesto tra un leccio e un ulivo diede vita a questo particolare albero, nel cui tronco concavo posso entrare oggi fino a cinque persone. Noi non abbiamo resistito alla tentazione di metter piede nel tronco di un ulivo centenario ed è stata un’esperienza davvero suggestiva!

La passeggiata è proseguita verso la costa, dove Otranto ci ha accolto nell’ora del tramonto. La cosiddetta Porta d’Oriente è un bellissimo borgo affacciato sul mare e protetto dalle antiche mura del castello, dove si snoda un dedalo di strette vie con botteghe artigiane e negozi di prodotti locali. In serata abbiamo cenato in un ristorante tipico nel centro storico di Soleto, uno dei comuni appartenenti all’area conosciuta come Grecìa Salentina.

La visita alla zona monumentale dei trulli di Alberobello è stata rallegrata dalla compagnia di Valentina, Laura e Francesco di Puglia Lovers, che ci hanno guidato tra le caratteristiche abitazioni primitive di questo angolo di Puglia.

Abbiamo percorso le piccole vie tra queste curiose abitazioni accolti dal calore degli abitanti che, dall’ingresso dei trulli, ci Pietro con Valentina di PugliaLovers.itinvitavano a vedere focolari, terrazze panoramiche e scoprire tante curiosità come i simboli magici dipinti sui tetti, i pinnaocli e il Trullo Siamese, l’unico con il tetto “doppio”.

Abbiamo perfino gustato un ricco pranzo a base di specialità della zona in un autentico trullo e, grazie a Valentina, non ci siamo fatti scappare la deliziosa mozzarella locale, presa direttamente in masseria.

Tra i negozietti vicini alla Chiesa, uno ci ha particolarmente colpito: la Bottega dei Fischietti contiene oltre 9000 fischietti, oggetto tipico della zona, e in particolare della città di Rutigliano. Pare che, quando si è tristi, basta fischiare tre volte ed esprimere un desiderio per tornare ad avere il sorriso. In un luogo come Alberobello, dove si respira un’atmosfera così magica, si è quasi tentati di lasciarsi conquistare dalle avvincenti leggende popolari!

In cantina per scoprire le origini del prosecco di Asolo

pubblicato da I Cercasfizio il 10 dicembre 2009

Silvia con Luca Ferraro, produttore del prosecco di Asolo

Uno degli aspetti più affascinanti dei nostri viaggi come Cercasfizio è sicuramente l’interazione che avviene con tutti i lettori e le persone che ci seguono sui social network, da Facebook a Twitter. E proprio tramite quest’ultimo abbiamo ricevuto Da Bele Casel, con Luca Ferraroda Luca Ferraro di Bele Casel l’invito a visitare la sua azienda a Cornuda, Maser, che produce prosecco di Asolo da ben tre generazioni.

Appena arrivati a Bele Casel siamo colpiti dalla splendida cornice paesaggistica nella quale opera quest’azienda-laboratorio dinamica e produttiva, che ha saputo cogliere le sfide lanciate da un mercato in evoluzione, innovandosi senza alterare la qualità che contraddistingue i propri vini. Lasciamo alle spalle le montagne innevate, illuminate da un freddo sole invernale, per scendere con Luca e sua sorella Paola in cantina, dove ci viene spiegato l’iter necessario a ottenere l’ottimo prosecco docg dei colli asolani: non resistiamo alla tentazione di un assaggio, un mini aperitivo sfizioso con prosecco e sfoglie alle olive di Olivia & Marino!

Restiamo davvero affascinati dall’impegno e dalla cura con cui Luca ci spiega il suo lavoro, segno di una grande passione che, unita all’abilità nella produzione e a una saggia gestione aziendale, ha consentito a questa piccolo laboratorio a conduzione familiare di guadagnare notorietà anche all’estero.

Ma il calore di Luca – che potete verificare nel video qui sopra – non si esaurisce nell’averci istruito sul prosecco docg Asolo: Silvia nei terreni della famiglia Ferraro di "Bele Casel", con Luca e Paolainsieme a Paola, ci accompagna a vedere i vigneti di famiglia sui colli asolani e, infine, ci guida verso Asolo passando lungo la strada delle Ville del Palladio, meravigliose dimore del ‘700 che non avremmo mai visto senza il suo aiuto.

Prima di salutarci, Luca ci fa anche dono di alcune bottiglie di Bele Casel: Prosecco brut, extra dry e millesimato; un regalo inaspettato e decisamente gradito, ulteriore segno di una calorosa ospitalità che speriamo, un giorno, di poter ricambiare!

Potete vedere qualche foto delle tenute di Bele Casel e della campagna veneta cliccando sul set Cercasfizio dedicato al weekend fra Padova e Treviso, nell’album Flickr di Olivia&Marino. Altri video del weekend sono su Youtube, ne La Bottega dello sfizio.

La cultura artigiana degli Antichi Mestieri di Padova

pubblicato da I Cercasfizio il 10 dicembre 2009

Nella bottega di Silvano Carraro, a Padova

La città di Padova lega gran parte della propria storia alle fiorenti attività artigianali ospitate nel centro storico, tra Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e il Ghetto.

A partire dal Medioevo alcune classi di artigiani si riunirono in una sorta di Corporazioni di Arti e Mestieri chiamate “Fraglie” le quali, da un lato, tutelavano le diverse tipologie di attività artigianali, ma dall’altro richiedevano ai futuri consorziati alcuni requisiti, tra cui godere di rispetto e buona fama.

Le tracce dell’importanza storica dell’artigianato padovano sono ovunque: alcune corporazioni sono ricordate nei nomi delle strade, come via dei Fabbri, Conciapelli, piazzetta Garzeria. Il connubio tra città e artigianato è un valore che attualmente vuol essere tutelato e tramandato dall’Associazione Antichi Mestieri di Padova.

Tra le tante botteghe artigiane presenti nell’Associazione, noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare quella del signor Silvano Carraro, abile intagliatore del legno, che da oltre trent’anni svolge la sua passione in un piccolo chiosco vicino al fiume.

La sua bottega Cose di legno è anche un laboratorio “a cielo aperto” dove i curiosi (come noi!) possono guardare, affascinati, come viene creata una scultura a partire da un materiale grezzo e dall’estro dell’artista. Il signor Silvano, dopo averci raccontato degli esordi professionali come benzinaio, ci ha spiegato che la sua passione l’ha guidato fino al raggiungimento dei suoi obiettivi e ci ha mostrato, orgoglioso, le foto di alcune delle sue creazioni più belle, come il biciclo alto oltre 6 metri, realizzato in occasione della mostra cittadina “Bici d’epoca e bici d’oggi”.

Scoprite l’arte del legno nel video che abbiamo realizzato!

Tutte le foto del weekend in Veneto!

pubblicato da I Cercasfizio il 9 dicembre 2009

Nel nostro weekend appena trascorso in Veneto abbiamo scattato tantissime foto. Le avete già viste? Cliccate qui sotto per potervi gustare lo sfizio del Nordest, fra Padova e la Marca trevigiana!

Gli scatti del weekend fra Padova e Treviso, a caccia dello sfizio

Treviso: gli ingredienti di una serata tradizionale

pubblicato da I Cercasfizio il 6 dicembre 2009

Ieri sera a Treviso, nella zona dell'università

Ieri sera siamo arrivati a Treviso città, dopo la giornata passata nei paesi della provincia, giusto in tempo per l’aperitivo.

Consigliati dal popolo della rete siamo andati di corsa dai “Nanetti”, forse l’osteria per eccellenza di Treviso. Tutto (ma proprio tutto!) era la posto giusto: i salumi appesi a ingolosire gli ospiti del locale, le bottiglie di vini e digestivi, le targhe d’epoca, gli strumenti per il lavoro nei campi, i cartelli con proverbi e detti tipici, frutto della goliardia veneta. Non ci siamo fatti mancare il goto (bicchiere) di vino con qualche cicchetto, stuzzichini saporiti che invitano alla cena: sono realizzati con uova, acciughe, salumi (come la sfiziosa soppressa, simbolo della tradizione contadina e quindi dell’allevamento del maiale), cotechino (che qui si chiama musetto, bollito), Treviso, un aperitivo "Ai Nanetti"cipolline, olive, verdura di stagione come asparagi, radicchio, zucca. Quasi una bottega dello sfizio veneto. A ripensarci torna la fame!

Dopo una passeggiata nel centro storico, siamo stati a cena in un ristorante più classico ma ugualmente tradizionale, “Le Beccherie”, dove ci è stato proposto un carrello di bolliti. Oltre alla fama che circonda questo ristorante fra i trevigiani, la cosa che volevamo proprio sapere era se il tiramisù fosse nato, come si legge anche in rete, in questo ristorante. Pare proprio di sì: i gestori ce lo hanno confermato e hanno datato questa nascita negli anni Cinquanta del secolo scorso. La paternità di questo dolce, ormai famoso in tutto il mondo, rimane però avvolta in un’aura di gustoso mistero, dato che la firma del primo tiramisù della storia viene ancora rivendicata da più parti. Un tuffo nella storia della pasticceria, per noi Cercasfizio!

Pronti per una nuova partenza: verso Padova e Treviso

pubblicato da I Cercasfizio il 1 dicembre 2009

Dalla vivacità di Napoli e dai paesaggi soleggiati della Costiera Amalfitana, questa settimana il tour dei Cercasfizio ci porterà sul versante Nord-Est dello stivale.

Prato della Valle, a PadovaPadova, Asolo e la zona del trevigiano saranno le destinazioni del nostro prossimo weekend, o meglio i punti di partenza da cui scoprire gli sfizi e i segreti di questo territorio ricco di sapori e specialità enogastronomiche. Come sapete, i vostri suggerimenti ci faranno da guida per conoscere meglio i luoghi che andremo a visitare, per apprendere tradizioni locali e apprezzare arti e mestieri propri di questi luoghi affascinanti.

Chissà se respireremo già la magica atmosfera del Natale, magari abbinata a qualche piatto della tradizione veneta

Ci siamo già messi all’opera per conoscere meglio Treviso e Padova grazie agli Itinerari dello sfizio che sono stati inseriti sul sito di Olivia & Marino. Ma ora tocca a voi: se foste diretti in questa zona, cosa non vi fareste scappare? Paesi, laboratori artigiani, osterie, luoghi d’arte e cultura: ci aiutate a scoprirli?

Ariccia e la porchetta, tra innovazione e tradizione

pubblicato da I Cercasfizio il 26 novembre 2009

Silvia e Pietro incontrano Maurizio ad Ariccia

Attraversato il Ponte di San Rocco, si ha subito un bellissimo scorcio di Ariccia, con la cupola della collegiata di Santa Maria Assunta, il Palazzo Chigi e la Piazza di Corte, progettati dal Bernini. Il complesso è un meraviglioso esempio del Barocco europeo: pensate che in Palazzo Chigi è stato girato quasi interamente il “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Il corso principale è costellato delle tipiche “fraschette“, piccole osterie dove gustare il simbolo gastronomico di questa graziosa cittadina dei Castelli Romani: la porchetta. Ci dicono che un tempo nelle fraschette (dal nome “frasca”, cioè un ramo o una fronda d’albero che in passato identificava questi luoghi) si andava principalmente per bere, tanto che ai clienti era consentito portare il cibo da casa per evitare di alzare il gomito.

Approfittando di una inaspettata giornata di sole, sabato mattina abbiamo preferito non pranzare al chiuso e ci siamo diretti in un delizioso ristorante vicino la chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari. All’interno i meravigliosi arredi d’epoca sono stati riportati allo splendore dallo stesso titolare, abile restauratore il cui laboratorio è proprio adiacente al ristorante. L’amore per l’arte, l’artigianato e la gastronomia è infatti il filo conduttore di questo piccolo ristorante, dove alla ricercatezza dei piatti si abbinano mostre, piccole esposizioni ed eventi artistici.

Coccio bollente di porchetta, con verdure gratinate e mozzarella di bufala - Da Art'èCon nostra sopresa, da Spazio Art’è la porchetta ci è stata servita in maniere insospettabili: la prima variante è stata il cosiddetto “Piatto della Marchesa“, ovvero porchetta a fettine sottili con polenta grigliata, e pecorino. In secondo luogo  abbiamo potuto toglierci lo sfizio di questo famoso piatto locale preparato in versione creativa dalla cuoca Silvia: la porchetta ci è stata offerta in un bollente coccio di terracotta, condita con mozzarella di bufala e verdure gratinate croccanti, nello specifico melanzane e pomodori maturi. Una vera squisitezza!

Ci siamo affidati al titolare Maurizio (che vedete nel video qui sopra), esperto di vini, per accompagnare questa squisita porchetta con un ottimo bianco dei Castelli Romani. Dulcis in fundo: un tortino di frolla ripieno di morbida frutta e crema pasticcera. Il caffè? Niente espresso, ma solo moka perchè, come ci spiega Silvia, l’amore per le cose tradizionali traspare anche dai dettagli.

Art’è: “Pane, arte e vino! Dalla passione per l’artigianato (restauro del mobile antico Maurizio, cornici e stampe Silvia) alla passione per i vini ed i sapori della nostra regione: il Lazio. Una riscoperta che invitiamo tutti a provare” (parole di Maurizio e Silvia, dal libro degli ospiti di Olivia&Marino).

Gli sfizi di Pizzarium e la simpatia di Bonci: un binomio che vale l’assaggio

pubblicato da I Cercasfizio il 25 novembre 2009

Gabriele Bonci di "Pizzarium" con i Cercasfizio, Silvia e Pietro

In soli 32 metri quadri di spazio, Pizzarium a Roma è un vero e proprio concentrato di gustose stuzzicherie e fantasiose creazioni culinarie, nate dall’esuberante estro creativo dello chef Gabriele Bonci.

PizzariumLa pizza, a lievitazione naturale, è straordinariamente soffice e arricchita con tanti ingredienti di stagione, a volte abbinati in modi insoliti e curiosi. Vogue America l’ha definito “Il Michelangelo dei pizzaioli italiani“, tuttavia ricondurre le capacità culinarie di Bonci alla sola pizza sarebbe riduttivo: i suoi celebri fritti, preparati con grande creatività culinaria, ci hanno piacevolmente stupito.

Oltre ai più classici, Bonci prepara, per esempio, un wafer fritto di baccalà, molto croccante, Silvia e Pietro a Romaabbinato al peperoncino rosso di Campobasso. Tra le sue specialità c’è poi il bue – avete letto bene! – fritto, da inzuppare in una salsa di legumi e accompagnare al cavolfiore fritto.

Di Pizzarium e delle altre località sfiziose incontrate a Roma abbiamo parlato nell’Itinerario del gusto che abbiamo firmato per il sito di Olivia&Marino. A caccia dello sfizio nella Capitale: a due passi dal caos romano, tre luoghi da veri buongustai.

Scoprite di più con un click!

Il cibo non è spettacolo, è spettacolare…La cosa più brutta è quando finisce!” (lo ha scritto Gabriele Bonci sul libro degli ospiti di Olivia&Marino).

Nell’antica Nemi: fragole e “sogni nelle mani”

pubblicato da I Cercasfizio il 25 novembre 2009

Nemi è uno dei piccoli e incontaminati paesini dell’area dei Castelli Romani. Leggenda vuole che sia stato, addirittura, il luogo dove Romolo ha avuto i natali. Sarà vero?

Il paese si trova a picco sul profondo lago di Diana, cratere di vulcano noto per essere stato il luogo del ritrovamento, nel 1927-1932, di due navi romane dell’età dell’imperatore Caligola, poi distrutte da un incendio nel 1944. Lo abbiamo visitato pieni di curiosità per i suoi vicoli pittoreschi e per i suoi scorci caratteristici, antichi e profumati.

Le fragoline di NemiIn effetti a Nemi non mancano le botteghe artigiane, le norcinerie, i fiorai e i piccoli commercianti, specialmente di frutta, di cui la zona è florida.

Sono senza dubbio le fragole il frutto tipico locale per eccellenza, a cui anche i romani di città non sanno rinunciare: noi le abbiamo assaggiate  per voi, accompagnate da zucchero e limone e dal maraschino, e vi assicuriamo che valgono bene la fama che si sono guadagnate. Se avessimo visitato la cittadina in giugno avremmo potuto certo gustare le tante ricette preparate per la Sagra delle Fragole.

L’autunno, invece, ci ha condotto, dopo lo spuntino, in una bottega di pizzo (l’insegna recitava: “Sogni nelle mani”) lavorato tradizionalmente a tombolo. All’interno le sarte del laboratorio (in La bottega del tombolo, a Nemirealtà delle vere e proprie artigiane del mestiere) ci hanno accolto con simpatia e ci hanno mostrato come si lavora il pizzo a tombolo. Persino Pietro ha voluto provare a cimentarsi nella secolare pratica, e i risultati si possono vedere nel video sottostante. La paternità di questa tecnica di tessitura è rivendicata da più parti d’Italia, ma secondo le amiche incontrate a Nemi è da attribuirsi alla Venezia del Trecento avanti Cristo.

Oggi è una praticata radicata a Nemi: queste sarte realizzano  con maestria uncinetti, vestiti, quadri e persino gioielli, tramandandosi i segreti di famiglia in famiglia. Alcuni prodotti risultato della lavorazione a tombolo si possono vedere qui a fianco, all’entrata della bottega nel viottolo principale del paese, o visitando l’album Flickr di Olivia&Marino, cliccando qui. Per il documento video cliccate invece più sotto!

Pietro a Nemi, alla bottega "Sogni nelle mani"

I Cercasfizio in un minuto: il weekend romano

pubblicato da I Cercasfizio il 24 novembre 2009

Ecco, in un minuto, il nostro weekend a Roma, alla ricerca dei luoghi dello sfizio autentico fra la Capitale, i colli e l’Alta Tuscia. Come sapete potete seguire le nostre avventure come Cercasfizio anche attraverso il canale YouTube di Olivia&Marino!

I Cercasfizio a Roma, in un minuto

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