Il risveglio di stamattina non è stato scaldato dallo stesso sole splendente di ieri. Poco male: la nebbia di oggi è stata l’ideale per addentrarci nel tetro parco dei mostri di Bomarzo.

Il misterioso parco immerso nel verde della Tuscia fu costruito a metà 500 dal principe visionario Pierfrancesco Orsini, che lo fece realizzare per amore di un giovane innamorata morta in giovane età.
Dopo secoli di oblio, grazie alla devozione del signor Salvatore Fosci sono stati recentemente riportati in vita, tra gli altri, numerosi resti estruschi (tra cui una piramide unica in Italia ed Europa).
Riaperto nel 2008, questo incredibile dedalo di ninfe, divintà, mostri e draghi è arricchito da una curiosa casa pendente che, una volta entrati, fa smarrire il senso dell’orientamento e dell’equilibrio (Silvia è rimasta in piedi per miracolo!).
Dopo le misteriose avventure del parco, avremmo voluto conoscere i ceramisti della zona di cui ci avevano tanto parlato, ma oggi è Santa Cecilia e tutti i negozi erano chiusi. Motivo in più per tornare! In compenso abbiamo trovato una trattoria locale dove la signora Giuliana ci ha preparato delle deliziose specialità della zona (pasta e fettuccine fatta in casa).
Adesso stiamo andando verso Vitorchiano in cerca di nuovi luoghi sfiziosi, in attesa della telefonata di Maurizio Di Maggio (tra le 18 e la 18h30 su Radio Monte Carlo!).
A più tardi!
Eccoci finalmente a Bagnaia (VT) dopo una splendida giornata – abbiamo addirittura pranzato all’aperto! – tra i Castelli Romani e l’Alta Tuscia.

Roma è stata una rapida toccata e fuga: arrivati ieri pomeriggio, siamo ripartiti già oggi in mattinata. Abbiamo pensato di dedicare il resto del weekend alla ricerca dello sfizio anche al di fuori delle porte della capitale. E ne siamo felici.
Le fraschette di Ariccia ci hanno insegnato che la porchetta può essere declinata anche in versioni del tutto anticonvenzionali, e anche le fragoline di Nemi non ci hanno fatto pentire di aver abbandonato così presto la città eterna, soprattutto dopo un fortunato incontro con delle vere maestre dell’antica arte del pizzo a tombolo.
Stasera cena a Vitorchiano, e domattina andremo in esplorazione dei dintorni, probabilmente verso il lago di Bolsena.
Qualche consiglio prezioso? Cos’è che non possiamo assolutamente perderci?
Nei prossimi giorni aspettatevi tutti i racconti dettagliati delle nostre avventure!
L’arrivo di ieri a Roma è stato decisamente sfizioso: prima ancora di arrivare in hotel, spuntino da Pizzarium. Si tratta di un ritrovo consigliato da Cavoletto di Bruxelles nel suo itinerario DOC su Roma, immancabile per gli appassionati di pizza (rigorsamente creativa!) e fritti tradizionali che vengono rivisitati secondo la fantasia del momento.

Said è un vero e proprio paradiso per i golosi come noi. Cioccolato declinato nei modi più colorati e gustosi! Il locale dove si degusta è proprio all’interno della fabbrica dove tutte quelle delizie vengono prodotte, quindi oltre a un piacere per il palato Said è anche un posto interessante dove poter vedere tutti gli strumenti del mestiere.
Purtroppo non siamo riusciti a conoscere il creatore di tutto questo, ma non ci scapperà la prossima volta!
E per concludere la nostra giornata da buoni Cercasfizio, siamo andati in zona Trastevere, che era meta di molti dei consigli raccolti nei giorni scorsi. Trovare un ristorante in zona che avesse un posticino per noi è stata dura, ma alla fine siamo stati fortunati: una cena alla trattoria da Bucatino a Testaccio meritava davvero, non solo per gli ottimi bucatini all’amatriciana ovviamente cosparsi di pecorino, ma anche per l’omaggio che ci hanno lasciato, che del bucatino è manifesto:
“Si tu, pe’ caso, ciài ‘na malatia che te riduce peggio de ‘no straccio io te conzijo de venì a Testaccio”.

pubblicato da Redazione il 24 luglio 2009
“A Roma si può andare in paradiso ma abitualmente si veleggia tra il purgatorio e l’inferno” con queste parole Stefano Bonilli descrive la situazione della ristorazione romana, in un periodo in cui la capitale ha richiamato l’attenzione di tutta la critica gastronomica e non solo, grazie all’episodio dei conti gonfiati agli stranieri.
Essendo una città immensa, formata forse da tante città in una (ogni quartiere di Roma ha una sua identità), l’offerta è davvero ampia. Come regolarsi allora nella scelta di un ristorante? Di certo un carciofo alla Giudia al Ghetto sarà sempre una garanzia e il filetto di baccalà a Campo dei Fiori un’esperienza imperdibile. Ma considerando che l’unico ristorante ad aver conquistato le 3 forchette è La Pergola – grazie a Heinz Beck – come ci si può regolare per provare qualcosa di più vicino al Paradiso?
Abbiamo trovato dei blog molto esaustivi sui ristoranti romani, vi segnaliamo in particolare Puntarella Rossa, una guida online ai migliori (e ai peggiori) ristoranti di Roma.
E se state per andare a Roma, potete sempre consultare gli itinerari dello sfizio consigliati sul nostro sito, stamparli e portarli con voi.

Questa foto è presa dall’itinerario DOC Roma Gourmet di Cavoletto di Bruxelles.