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La Bottega di Olivia&Marino incontra i Cercasfizio: le interviste del CioccolaTò e del Salone del Libro a Torino, e del Festival dell’Aquilone a Cervia!

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 30 maggio 2011

Il calendario degli incontri con i Cultori dello sfizio de La Bottega di Olivia&Marino sta ufficialmente entrando nel vivo, e dopo i primi appuntamenti di Torino (al CioccolaTò e al Salone del Libro) e Cervia (al Festival Internazionale dell’Aquilone), vi aspettiamo il prossimo 18 giugno a Taormina, in occasione del Taormina Film Fest.

Nel frattempo, però, vogliamo farvi conoscere più da vicino i Cercasfizio che ci hanno accompagnato in queste prime tre tappe, a cominciare da quella del CioccolaTò. Ecco le interviste che abbiamo raccolto nel corso dell’evento:

Un itinerario ricco di momenti sfiziosi, quello proposto dal nostro Autore DOC Giovanna Gallo, e – come avete potuto sentire – molto apprezzato anche dai Cercasfizio.

Da Torino ci siamo spostati a Cervia, dove Luca Arriva ci ha coinvolto in un inedito percorso all’interno delle caratteristiche Saline: guardiamo (e ascoltiamo) quali sono state le impressioni dei nostri amici presenti:

È davvero interessante che anche prodotti apparentemente molto semplici, come il sale e la piadina, nascondando invece segreti e storie capaci di stupire e sorprendere…

All’insegna dello stupore e della sorpresa è stato, però, anche l’itinerario ispirato a Emilio Salgari che ha proposto la Cercasfizio Ombretta Gamba in occasione del Salone del Libro:

Un buon libro in compagnia dei prodotti de La Bottega di Olivia&Marino: cosa c’è di più sfizioso per concedersi un momento di relax? Godetevelo anche voi, in attesa di vedere le altre interviste che abbiamo realizzato durante gli incontri con i Cercasfizio e che pubblicheremo presto qui sul Blog!

Intervista dello sfizio #9: Jasmine e Manuel di Labna

pubblicato da Redazione il 23 settembre 2010

In cucina serve amore. Jasmine e Manuel, di Labna, ne sono così convinti che hanno deciso di sottotitolare il loro brillante food blog così: “Amore in cucina“. Ecco la nostra intervista dello sfizio a loro…

Qual è un personaggio della vostra città d’origine che rappresenta, per voi, il concetto di sfizio?

Jasmine: sono nata a Milano, che a volte sembra una città grigia e noiosa ma in realtà ospita pasticcerie, ristoranti e negozietti davvero sfiziosi; un posto su tutti, forse il più classico, è Luini, i cui panzerotti da tempo immemorabile allietano i milanesi nei dintorni del Duomo. Cosa c’è di meglio che uscire dal cinema in centro, fare due passi e mangiarsi un panzerottino tiepido con pomodoro e filante mozzarella?

Manuel:
per me i posti irrinunciabili dello sfizio sono due, Spontini e il Bar della Crocetta.
Spontini fa indubitabilmente la più buona pizza alta della città: è la mia scelta numero uno per una pausa pranzo sfiziosa, quando non mi va la solita pasta. La sera tardi, invece, non so dire di no a un panino al Bar della Crocetta: non c’è ingrediente stravagante o abbinamento audace a cui il Bar della Crocetta non abbia pensato.

Vi ricordate di un vostro viaggio, in Italia, che legate particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa vi ha stupiti, quella volta?

Jasmine: il mio primo viaggio da gastro-consapevole in Italia è stato in Liguria; mi sono innamorata per prima cosa della gente e del territorio, “ruvidi” ma accoglienti, poi del cibo: il pesto, la focaccia, il pandolce… sapori antichi che in Liguria sono un patrimonio comune conservato con cura.

Manuel: un viaggio indimenticabile per le avventure gastronomiche e per le bellezze paesaggistiche è stato un giro della Toscana in moto: insomma, la prima vera fiorentina è un’esperienza che non si scorda mai.

Dovete vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passereste il vostro prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Jasmine: se fossi una cercasfizio “senza frontiere” e potessi spingermi un po’ lontano dalla mia regione andrei in Sicilia, una zona che conosco poco ma che mi attira tantissimo per tutti i cibi sfiziosi che immagino offra; se invece fosse solo una gita fuori porta, Torino sarebbe la scelta numero uno: per me è la capitale della buona cucina.

Manuel: per un weekend a caccia dello sfizio andrei ad Asti; in Piemonte, e in particolare nella zona di Asti, ce n’è per tutti i gusti: si trova il tartufo, ovviamente, ma anche vini interessanti, formaggi rari e molti dolci tipici, come i famosi amaretti.

Potete scegliere un personaggio storico o di fantasia perché vi accompagni in un weekend sfizioso: chi scegliete?

Jasmine: a costo di suonare monotematica, anche in questo caso tornerei in Piemonte per cercare un compagno di avventure gastronomiche: sceglierei Camillo Cavour, “chiacchierato” a Torino come frequentatore delle migliori pasticcerie e dei più rinomati ristoranti.

Manuel: io sceglierei indubitabilmente Snoopy! Snoopy sarebbe un compagno perfetto: per prima cosa perché è sempre pronto a mangiare, come sanno tutti i lettori dei Peanuts; in secondo luogo perché è un segugio: chi può scovare il cibo meglio di lui?

Qual è il prodotto della tradizione che associate di più allo sfizio?

Jasmine: per me la focaccia è lo sfizio per eccellenza: a pranzo, a merenda, per l’aperitivo, ma anche per lo spuntino di mezzanotte a un pezzetto di focaccia non so dire di no

Manuel: per me sfizio è sinonimo di marzapane, perché il marzapane è uno di quei cibi che non mi concedo spesso ma che considero un vero lusso, un extra che basta a farmi sorridere per tutta la giornata.

Intervista dello sfizio #8: Luca Sirianni

pubblicato da Redazione il 16 settembre 2010

Luca Sirianni è il blogger di Viaggiando, un blog del network Blogosfere che fa dei viaggi la sua principale ispirazione. Lo abbiamo intervistato!

Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Il Berto, sicuramente. Visto coi miei occhi di bambino rappresentava il centro attorno a cui ruotavano i pomeriggi della mia infanzia a Mandello del lario, sul Lago di Como. Ai giardini pubblici le ore trascorrevano spensierate con gli altri bambini a far saltare i sassi sull’acqua. Ma ogni giorno verso le 4 correvo da mia mamma a farmi dare delle monete e mi recavo con la consueta timidezza e centinaia di lire nelle tasche al chiosco gestito dal Berto. Sorridente e un po’ paonazzo per il cicchetto pomeridiano, il Berto mi accoglieva con una battuta in dialetto davvero impossibile da decifrare, frugava nel piccolo frigorifero e in cambio delle monete mi consegnava l’agognato Mottarello: il ricordo per me più vivido di quelle giornate di fine anni ’80.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

La Puglia Colada. Nel mio viaggio di luglio in Salento ho avuto l’occasione di assaggiare questa bevanda fresca e delicata, a base di rum, latte di mandorla, vincotto primitivo agrodolce e pesca frullata. Semplicemente squisita. Un drink fra tradizione e modernità, preparato con prodotti tipici salentini ma dal nome ambizioso e internazionale!

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Premessa: lo sfizio ha cambiato pelle. In passato il concetto era soprattutto legato ai piccoli e grandi lussi che ci si poteva concedere in base alle proprie disponibilità economiche. Togliersi uno sfizio significava ottenere qualcosa di più dell’ordinario e spendere oltre la propria normale capacità di spesa, anche se magari di poco. Concedersi uno sfizio era un po’ come viziarsi, cedere ad una tentazione, farsi un piccolo regalo. Oggi invece il nuovo trend dello sfizio è scalare marcia, rallentare, vivere la natura, fuggire dalla quotidianità di comfort e frenesia. Per questo vestendo i panni di “Cercasfizio” andrei in esplorazione nella Laguna di Venezia, per visitare i casoni e le peocere, restare due giorni fra terra e mare, esplorare le valli da pesca, le isole, le barene e le bocche di porto, ascoltare le leggende e gli antichi racconti da un narratore locale. Togliersi lo sfizio di vivere la vita del pescatore, semplicemente, come una volta.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Domanda difficile! Sicuramente sceglierei una personalità forte, pronta a cambiare piano di viaggio e a cogliere al volo gli imprevisti. Uno spirito libero con una grande capacità di sognare, di immaginare, di connettere e lasciarsi ispirare dalle impressioni e suggestioni del luogo. Il personaggio per me simbolo di questa profondità di visione è la Giulietta di Fellini, emblema del potere della narrazione e della poesia di svelare e penetrare la realtà, andando oltre uno sguardo superficiale sul mondo e le pretese di verità del realismo e della cronaca.

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Forse il prodotto italiano che è riconosciuto come lo sfizio per eccellenza è il gelato. E’ quello più vicino al concetto classico di sfizio come desiderio immediato, voglia del momento, piccolo strappo alle regole della dieta quotidiana da consumare fugacemente in un ritaglio di tempo, anche in strada. E’ vero tuttavia che oggi il gelato viene mangiato in contesti differenti, addirittura come un sostituto del pranzo e il suo consumo si fa sempre più abituale e quindi meno sfizioso (lo sfizio è raro altrimenti è consuetudine). Ma per chi ci guarda dall’estero, resta uno dei prodotti-simbolo più straordinari della tradizione italiana.

Intervista dello sfizio #4: Jacopo Cossater

pubblicato da Redazione il 7 giugno 2010

Per la quarta intervista dello sfizio abbiamo scelto un bravo wine blogger, Jacopo Cossater, “cresciuto a pane e sangiovese”.

Il suo blog, Enoiche Illusioni, racconta di degustazioni e piccole passioni quotidiane. Veneto, cresciuto in centro Italia, vive oggi a Perugia, dove si occupa di vino, cibo e comunicazione. È stato uno dei promotori di Media 140 Food&Wine, di cui vi abbiamo parlato qualche mese fa.

Ecco le sue parole.

Ciao Jacopo! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Il fatto è che prima dovrei capire quale sia la mia città di origine. Dico davvero: sono nato a Verona ma sono andato via molto prima di cominciare ad avere un po’ di consapevolezza a proposito di quello che mangiavo e, soprattutto, quello che bevevo. Da questo punto di vista sono cresciuto, come palato, nel centro Italia, a pane e sangiovese. Oggi vivo a Perugia e, soprattutto in città, si è persa molto la figura del ristoratore come artigiano, capace di tramandare saperi lontani. C’è stato un cambio generazionale, e sono tanti i giovani che fanno questo mestiere con passione. Per dire io vado spesso in un piccolo locale, si chiama Civico 25 e lì si avverte chiaramente la tensione verso la ricerca del buono, e penso in particolare alle carni, ai salumi e, in particolare, ai vini. Al loro bancone alcune delle mie serate più sfiziose.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Partire e riuscire a portare a casa un insieme di sapori e di odori è bellissimo. Ecco, e poi magari ritrovarli nei momenti più inaspettati, bellissima sensazione. Quando viaggio ovviamente mi piace molto cercare di immergermi nel locale, come tutti in fondo. In particolare sono spesso ospite estivo di alcuni amici calabresi. Non capisco bene quale possa essere il motivo, ma mai come lì riesco a toccare con mano il legame fortissimo con le tradizioni in cucina. E’ una festa di sapori: dalla ‘nduja alla soppressata (particolari salumi), dalla Fileja (una pasta) alle melanzane. Ma anche le carni, i sott’oli, il pesce ed i formaggi in un crescendo corale. Tornato a casa, la dieta.

Devi vestire i panni di Cercasfizio: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Cercherei street food, cibi di strada, capaci come pochi altri di raccontare usi ed abitudini. Su tutti il Fritolin, a Venezia, un cartoccio pieno di paranza fritta da mangiare passeggiando per le calli, purtroppo difficilissimo da trovare. Ma ce ne sarebbero tantissimi altri.

Puoi scegliere un personaggio reale o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Pensa passeggiare per Brera con Fausto Bertinotti che ti accompagna ad assaggiare i piatti della tradizione, tra una costoletta ed un riso al salto. Girare per la Côte de Nuits, in Borgogna, con Fabio Capello, cercando i migliori cru. O girare la Toscana, senza meta precisa, con Jay McInerney e Bret Easton Ellis. Ecco, mi piacerebbe farmi accompagnare da qualcuno che stimo molto ma completamente decontestualizzato dalla propria normalità.

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Io quando mi vedo portare davanti una fiorentina (quella vera, di almeno un chilo, alta cinque o sei centimetri) non capisco più niente. È goduria e divertimento. Abbinaci un sangiovese di ispirazione classica, magari un Chianti, ed eccolo, lo sfizio.

Intervista dello sfizio #2: La Signora Maria

pubblicato da Redazione il 12 maggio 2010

Dopo Anna Maria Pellegrino, per la seconda intervista dello sfizio abbiamo scelto La Signora Maria, una simpaticissima blogger molto conosciuta fra chi usa social network come Friendfeed. Ci ha dato ottimi consigli…

Ciao Signora Maria! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Non è della mia città d’origine ma di una città in cui ho vissuto due anni. Barcellona, Spagna. E’ un signore che gestisce un ristorante microscopico (Casa Lucio, Viladomat 59), col menù composto quasi esclusivamente da quelli che noi chiameremmo “antipasti”: stuzzichini a base di verdura, pesce, formaggio, salumi, con ingredienti provenienti da tutta Europa. Lucio è uno che gli sfizi sa benissimo dove andarli a cercare: viaggia, mangia, si annota le specialità, torna a casa, le ordina per il ristorante. Quest’uomo ha passato quarantacinque minuti a parlarmi entusiasta della porchetta di Ariccia, che si era fatto spedire una volta e che non aveva mai dimenticato. Lui, per me, è Lo Sfizio. Ah, quei formaggi. Ah, quei peperoncini ripieni sottolio…

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Ho passato in Sicilia quasi tutte le estati della mia vita. C’è un ricordo di quando ero piccola che mi è rimasto molto impresso. Le donne che stendevano la passata di pomodoro sulle tavole di legno, al sole, per fare “u strattu”, l’estratto di pomodoro. E io che ci passavo col dito, di nascosto. Una delle cose più buone al mondo. Da brava aspirante massaia mi piacciono i metodi tradizionali di conservazione degli alimenti, vorrei conoscerli tutti.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Un weekend non basterebbe. Il mio sogno è un “Total Carboidrato Tour – Pane & Company Edition” in tutta la Penisola: pani tipici, focacce, torte salate eccetera, e a seguire il Companatico Edition: formaggi e salumi. Ma anche prodotti sottolio e sottaceto. La mia bilancia è contenta che io non sia un Cercasfizio.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Julia Child. Prima di vedere “Julie and Julia” non sapevo neanche chi fosse, ma l’ho adorata all’istante. Come si fa a non adorare chi ha detto “The only time to eat diet food is while you’re waiting for the steak to cook”?

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Dunque, il tema sottolio e sottaceto l’ho già trattato, pane e companatico anche… i fritti! Panati e non, pastellati e non. Dagli antipasti, al pesce, alla carne, al dolce. “Sì, ma vedi di farli rimanere uno sfizio, eh”, aggiunge la mia bilancia. “Non mi stressare, so benissimo quando smettere”, rispondo io, uscendo di casa per dirigermi alla friggitoria di baccalà in centro.

Interviste dello sfizio #1: Anna Maria Pellegrino

pubblicato da Redazione il 19 aprile 2010

Abbiamo deciso di conoscere meglio i luoghi, i momenti e le storie dello sfizio vissute dai blogger più interessanti della rete, coinvolgendoli in delle interviste per il blog della Bottega di Olivia&Marino.

La prima intervista ha per protagonista una food blogger molto apprezzata, Anna Maria Pellegrino de La cucina di qb.

Abbiamo già conosciuto Anna Maria su queste pagine quando, l’anno scorso, ha accompagnato i Cercasfizio Silvia e Pietro per un pomeriggio nella città di Padova. Ora scopriamo qualcosa in più su di lei e il suo universo dello sfizio, tutto veneto.

Ciao Annamaria! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Della mia città natale, Venezia, amo particolarmente il mercato del pesce: è un caleidoscopio di colori, di suoni, di profumi, di battute più o meno sagaci e di chiacchiere tra i vari “banchi” ed i compratori. Tutti si danno del tu, tutti si conoscono; comprare un ingrediente per preparare un piatto molto spesso diventa una discussione di gruppo in cui ognuno porta la sua esperienza, il suo consiglio oppure un giudizio che non ammette replica. Rigorosamente in dialetto!

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Viaggio frequentemente verso la Puglia e nello specifico il Salento. Scoperto vent’anni fa, quando ancora non era diventato un luogo di moda e quando la Notte della Taranta contava 2000 spettatori, mi è entrato nel cuore, come un amore a prima vista. Ho imparato ad apprezzare i colori vivi del paesaggio ed i sapori forti della sua cucina, che culmina nelle varie sagre in un’apoteosi enogastronomica. Anche la produzione di vino e d’olio si è affinata offrendo prodotti di eccellenza.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Sarebbe bello coniugare la Settimana della Cultura di quest’anno con un bel giro enogastronomico, come la strada dei vini dei Colli Euganei: si parte da Abano e da Montegrotto terme per un intinerario su strade circondate da colline e boschi. Arquà Petrarca, con la casa natale del celebre poeta, l’Abbazia Benedettina di Praglia, Luvigliano, con la Villa dei Vescovi, monumento rinascimentale recentemente entrato a far parte del patrimonio del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Valsanzibio con la villa Barbarigo-Pizzoni-Ardemani, il cui giardino storico è famoso  per le fontane, i ruscelli, i giochi d’acqua, il magnifico labirinto vegetale e l’ingresso monumentale…e poi i produttori locali di vini blasonati, olio e prosciutto e tante altre incredibili tentazioni.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Visto che la mia mia città di nascita è Venezia non posso che pensare a Giacomo Casanova, cittadino più o meno illustre della Serenissima, che soggiornò a Villa Mocenigo, nel 1779. Indiscusso amante dei piaceri della vita, chi più di lui potrebbe apprezzare un weekend sfizioso?

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Il baccalà o, come si dice da queste parti, lo stoccafisso, citato anche dal celebre scrittore Vázquez Montalbán: “Se non si trattasse di magia, ma dico magia vera e propria, inspiegabile, direi che si tratta di magia ed è questo che dico. Baccalà morto stecchito, resuscitato dall’acqua e trasformato un tratto in materia malleabile, come il marmo nelle mani di Michelangelo o l’argilla in quelle di un vasaio di Guadix….Così parlò Zarathustra. Ma io mi limito a dire che questo è il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire, il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non è necessario, ma navigare sì“. Mantecato, alla Vicentina, in umido accompagnato dalla polenta di mais giallo, di Marano, nei “cicheti” dei “bacari” veneziani. Una delizia sempre e comunque.

Grazie Anna Maria!