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Intervista dello sfizio #13: Tania Valentini di A Bagnomaria

pubblicato da La Redazione il 11 febbraio 2011

Eccoci di ritorno con le nostre Interviste dello Sfizio.
La protagonista è Tania Valentini food blogger del network Blogosfere per cui cura A Bagnomaria uno spazio dedicato a cucina e società, un luogo in cui trovare tante informazioni su cibo, mercato, tradizioni e cultura gastronomica.
Da poco madre di una stupenda bambina di nome Federica, Tania è in quella fase della vita in cui i ricordi del passato riaffiorano con naturalezza regalando intense emozioni.

Parlami di un ricordo legato al passato, alla tua famiglia, alla tua terra, un sapore, uno sfizio…

Uno sfizio tipico di Roma sono i supplì. Questi una volta erano fatti con gli avanzi della carne al sugo del giorno prima e così si accadeva nella mia famiglia quando ero piccolina. Quando si faceva un’abbondante sugo di carne per condire le fettuccine per il pranzo della domenica, la sera, con il sugo avanzato, si preparavano i suppli ed era ancora festa.

Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Alberto Sordi, per me il miglior rappresentante della Roma “godereccia e mangnereccia”.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Sono stata a Merano lo scorso inverno in occasione dei mercatini di Natale. Molti stand erano dedicati a prodotti gastronomici, c’era di tutto, dal dolce al salato tipici della zona, che si potevano mangiare passeggiando oppure nelle zone adibite nel mercatino per fare una piccola sosta. Lì ho scoperto un panino davvero speciale, a cui dedicai anche un video sul mio blog, il panino con il maiale al fumo una ricetta della tradizione medioevale. Ottimo per un pranzo ma anche solo per uno spuntino. La carne restava tenerissima e in pochi minuti si cuoceva in una sorta di stufa a legna che faceva arrivare alla carne il solo calore del fuoco e non le fiamme, e il fumo per affumicarla.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Mi piacerebbe andare in Piemonte: è una regione ricca di buon vino e formaggi, che non ho mai visitato gastronomicamente parlando e mi piacerebbe scoprire meglio le loro tradizioni e la loro cultura alimentare

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Lucullo uno dei primi intenditori ed appassionati di cucina come vogliono molti aneddoti legati alla sua figura

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

La Panzanella, tipica ricetta da antipasto presente in tutta Italia nelle diverse versioni secondo le tradizioni regionali. Un piatto che trova le sue origini nella tradizione contadina e “nell’arte del riclo” come si direbbe oggi visto che veniva fatta con gli avanzi. Quella toscana, ad esempio, mangiata in occasione di un Palio a Siena trovo che sia una prelibatezza.

Uno sfizio a cui non rinunceresti mai.

Il salame Corallina. Tipico della zona di Roma e dintorni è uno degli ingredienti fondamentali della colazione di Pasqua secondo la tradizione. In realtà nella mia dispensa è presente tutto l’anno. Ho dovuto rinunciarci mentre aspettavo mia figlia ed è stato davvero un grande sacrificio.

Intervista dello sfizio #12: Paola, alias Ci_polla

pubblicato da Redazione il 20 gennaio 2011

Cominciamo l’anno con le nostre interviste dello sfizio. Buona lettura!

Ecco Paola Sucato, in rete conosciutissima come Ci_polla, nome con cui scrive un blog per Donna Moderna e con cui si muove tra i più svariati social network. Lei stessa si descrive come instancabile impastatrice, interessata agli oroscopi e sempre pronta ad imparare. Ecco le sue risposte alla nostra intervista sfiziosa.

Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Se devo pensare a uno sfizio legato alla mia città d’origine, devo tornare a me stessa ragazzina e penso ad un luogo più che a una persona. Pensavo non esistesse più e invece l’ho cercato oggi ed esiste ancora: l’Enoteca Del Santo di Via Piazzi in Crocetta a Torino. Era il negozio dove entravo a curiosare vent’anni fa, per scoprire sapori e profumi nuovi. Non mi ricordo i volti, mi ricordo le parole di chi mi raccontava di un cioccolattino o di un vino come se fosse cresciuto nelle sue mani. Mi perdevo ad ascoltarle quelle parole. La mia passione per i prodotti enogastronomici credo che sia nata in quel luogo. Prometto di tornarci nella mia prossima visita a Torino.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Qualche anno fa, la scoperta dell’Alto-Adige. In un maso sopra il lago d’Anterselva, nonna Maria preparava ancora le vecchie ricette e con lei nel pomeriggio ci arrampicavamo come capre sulla montagna vicina (Sapete come sono le nonne altoatesine? Tostissime) in cerca di porcini, mazze di tamburo e finferli. Ero l’unica a cui permetteva d’entrare in cucina, mi ha insegnato le zuppe d’orzo e altre ricette, mi ha indicato i vecchi mulini dove comprar la farina, e mi mandava nel suo orto a raccogliere le erbe profumate. Io ho ricambiato preparando la pizza come la facciamo noi “italiani”. Prima di salutarci, mi ha messo in mano un piccolo libricino di ricette altoatesine per fare il pane, e da lì è nata la mia grande passione per la panificazione in casa.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Credo che sceglierei il versante meridionale siciliano che da Trapani scende fino ad Agrigento, vorrei vedere le coste e aspettare le barche al mattino sulla spiaggia, ma vorrei anche spingermi verso le zone interne e trovare i caseifici più sperduti che producono quella ricotta di pecora che adoro. Credo si possano scoprire ancora molte cosucce sfiziose…

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Ovviamente Nonna Papera, sono una sua fan da quando ho letto il suo manuale da bambina. Certo, preferirei indossare i panni di una Giovane Marmotta!

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

La mostarda, di qualsiasi tipo e regione. Sfiziosa di natura, dalla Cougnà piemontese, alla mostarda mantovana di mele alla mostrada siciliana, alla bolognese.

Interviste dello sfizio #1: Anna Maria Pellegrino

pubblicato da Redazione il 19 aprile 2010

Abbiamo deciso di conoscere meglio i luoghi, i momenti e le storie dello sfizio vissute dai blogger più interessanti della rete, coinvolgendoli in delle interviste per il blog della Bottega di Olivia&Marino.

La prima intervista ha per protagonista una food blogger molto apprezzata, Anna Maria Pellegrino de La cucina di qb.

Abbiamo già conosciuto Anna Maria su queste pagine quando, l’anno scorso, ha accompagnato i Cercasfizio Silvia e Pietro per un pomeriggio nella città di Padova. Ora scopriamo qualcosa in più su di lei e il suo universo dello sfizio, tutto veneto.

Ciao Annamaria! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Della mia città natale, Venezia, amo particolarmente il mercato del pesce: è un caleidoscopio di colori, di suoni, di profumi, di battute più o meno sagaci e di chiacchiere tra i vari “banchi” ed i compratori. Tutti si danno del tu, tutti si conoscono; comprare un ingrediente per preparare un piatto molto spesso diventa una discussione di gruppo in cui ognuno porta la sua esperienza, il suo consiglio oppure un giudizio che non ammette replica. Rigorosamente in dialetto!

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Viaggio frequentemente verso la Puglia e nello specifico il Salento. Scoperto vent’anni fa, quando ancora non era diventato un luogo di moda e quando la Notte della Taranta contava 2000 spettatori, mi è entrato nel cuore, come un amore a prima vista. Ho imparato ad apprezzare i colori vivi del paesaggio ed i sapori forti della sua cucina, che culmina nelle varie sagre in un’apoteosi enogastronomica. Anche la produzione di vino e d’olio si è affinata offrendo prodotti di eccellenza.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Sarebbe bello coniugare la Settimana della Cultura di quest’anno con un bel giro enogastronomico, come la strada dei vini dei Colli Euganei: si parte da Abano e da Montegrotto terme per un intinerario su strade circondate da colline e boschi. Arquà Petrarca, con la casa natale del celebre poeta, l’Abbazia Benedettina di Praglia, Luvigliano, con la Villa dei Vescovi, monumento rinascimentale recentemente entrato a far parte del patrimonio del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Valsanzibio con la villa Barbarigo-Pizzoni-Ardemani, il cui giardino storico è famoso  per le fontane, i ruscelli, i giochi d’acqua, il magnifico labirinto vegetale e l’ingresso monumentale…e poi i produttori locali di vini blasonati, olio e prosciutto e tante altre incredibili tentazioni.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Visto che la mia mia città di nascita è Venezia non posso che pensare a Giacomo Casanova, cittadino più o meno illustre della Serenissima, che soggiornò a Villa Mocenigo, nel 1779. Indiscusso amante dei piaceri della vita, chi più di lui potrebbe apprezzare un weekend sfizioso?

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Il baccalà o, come si dice da queste parti, lo stoccafisso, citato anche dal celebre scrittore Vázquez Montalbán: “Se non si trattasse di magia, ma dico magia vera e propria, inspiegabile, direi che si tratta di magia ed è questo che dico. Baccalà morto stecchito, resuscitato dall’acqua e trasformato un tratto in materia malleabile, come il marmo nelle mani di Michelangelo o l’argilla in quelle di un vasaio di Guadix….Così parlò Zarathustra. Ma io mi limito a dire che questo è il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire, il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non è necessario, ma navigare sì“. Mantecato, alla Vicentina, in umido accompagnato dalla polenta di mais giallo, di Marano, nei “cicheti” dei “bacari” veneziani. Una delizia sempre e comunque.

Grazie Anna Maria!