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Intervista dello sfizio #7: Marina Misiti

pubblicato da Redazione il 26 luglio 2010

Marina Misiti è l’autrice di Donneconlavaligia, un blog di viaggi e fotografie diventato, nel tempo, anche un libro, pubblicato da Astraea editrice.

Da alcuni mesi il blog si è focalizzato esclusivamente sulla parte fotografica e artistica: la viaggiatrice Marina, però, è rimasta la stessa.

Ecco l’intervista dello sfizio che ci ha rilasciato!

Ciao Marina! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

La mia città di nascita è Roma, che adoro, ma molte sono le mie città d’adozione e in tutte mi identifico e immergo ogni volta. Così ho una lunga lista di indirizzi “giusti” legati al cibo e allo sfizio, più che un posto unico. Da Londra a Marrakech, da Tokyo a Buenos Aires cerco sempre i “miei” luoghi e i “miei” cuochi preferiti: non è un caso che dal 2005 alcuni di questi posti li ho anche fotografati e sono entrati a far parte del mio progetto fotografico – M.U.P. – che ha avuto un discreto successo. Più che ad un personaggio il concetto di sfizio per me è legato ad una vera e propria “mappa urbana personale”, appunto, che aggiorno costantemente.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

I viaggi nella terra dei miei avi, la Calabria, sono tutti legati ai profumi intensi di questa regione magica e ancora conosciuta poco e male. L’odore forte dell’origano essiccato, per esempio, mi riporta ogni volta alle insalate di pomodori che preparava mia nonna…. piatti semplici, poveri ma ricchi di gusto, che hanno molto influenzato la mia cucina.

Devi vestire i panni di Cercasfizio: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Tornerei di nuovo in Calabria, che è una terra misteriosa, difficile e ricca non solo di contraddizioni ma anche di sorprese: la soppressata fatta in casa è un must, l’ospitalità delle persone poi è innegabile, e abbastanza diversa da quella del Nord del Paese per esempio. Le olive e i limoni della piana di Gioia Tauro inoltre sono una gioia per occhi e naso. Di questi elementi non ne ho mai abbastanza… d’altra parte si mangia prima con la vista e l’olfatto, no?

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Sceglierei di essere accompagnata da mio fratello, il vero viaggiatore della famiglia e non solo per la professione che fa (è pilota!): alcuni mesi fa mi ha fatto conoscere dei ristoranti di sushi a Tokyo che non avrei mai scovato da sola. Un vero appassionato di cibo, grande intenditore e lui sì, con una lista di indirizzi segreti che farebbero felici gli autori di molte guide turistiche…

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Il pane, in tutte le sue forme. È “la tradizione” per eccellenza in ogni cultura, è di sicuro il primo alimento che cerco quando viaggio e l’unico che mi porto dietro per gli spuntini. E qui lo dico senza piaggerie: i vostri sfilati rustici alle olive o ai pomodorini mi hanno accompagnata in diversi viaggi aerei, accanto alla frutta secca che sgranocchio in continuazione. D’altra parte il pane e l’acqua sono stati sempre i primi (e a volte i soli) prodotti che trovavo nelle zone di crisi dove lavoravo anni addietro come fotoreporter. E la durezza delle condizioni non ha mai inciso sulla qualità: il pane è buono in tutte le latitudini. È il mio sfizio per eccellenza.

Intervista dello sfizio #5: Carlo Spinelli

pubblicato da Redazione il 7 luglio 2010

Per la quinta intervista dello sfizio abbiamo coinvolto Carlo Spinelli, social media editor del portale Italia Squisita.

Carlo ha una ottima preparazione sul mondo dell’enogastronomia, che narra attraverso articoli, recensioni e tweet del seguitissimo canale Twitter @carlo_spinelli. Le sua viva passione per questo mondo ci conduce, anche in questa intervista, fra le pagine di un racconto quotidiano fatto di cibi, vini, viaggi e sfizi tutti da conoscere, uno a uno.

Ciao Carlo! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Un milanese d’adozione, lo chef Aimo Moroni, che ha portato e mantenuto a Milano il florilegio della cucina italiana in toto; il signor Panarello con i suoi mitologici cannoncini alla crema; il signor Claudio che con la sua pescheria riempie la città di crudità ittiche da quasi mezzo secolo.

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Mi ricordo un viaggio in Friuli, tra Ramandolo e San Daniele davvero eccezionale, tra sapidità prosciuttose di maiale e dolcezze passite di vitigni Verduzzo. Un itinerario fantasmagorico tra Tolkien, Asterix, Nonna Papera, Calvino e Pellegrino Artusi.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Mi farei un giro nel ragusano-siracusano, tra Modica cioccolatosa, Avola e Vittoria vinosa, Noto mandorlata, Pachino pomodorosa, Bronte pistacchiosa, e Ragusa, bellissima e gustosissima grazie agli chef Vincenzo Candiano e Ciccio Sultano. Rima vocalica compresa.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Un weekend del gusto deve essere vissuto e goduto con la compagnia di un trio da favola: il divertente epigrammista latino Marziale, il detective dell’occulto Dylan Dog (con il suo aiutante Groucho Marx) e l’attrice francese Emmanuelle Béart.

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Domanda difficile da fare a un onnivoro assennato come me. Panettone? Parmigiano Reggiano? Ciliegie? Gnocchi freschi di patate? Panino con la milza palermcitano? Melone di Licata? Il torrone morbido? La cucina povera italiana?