Tutti i post con tag: giappone

Roma in tasca. Conosciamo Simona, Cercasfizio del Centro

pubblicato da Redazione il 29 settembre 2010

L’intervista Cercasfizio di oggi è dedicata a Simona Forti, da due anni GGD romana e grande appassionata di cucina, non solo italiana: tramite alcune domande scopriamo come sono nate queste sue due passioni, quella per la tecnologia e quella per il food.

Per conoscere meglio Simona e i suoi prossimi itinerari, potete leggere il suo profilo nel sito de La Bottega di Olivia&Marino. Quali segreti sfiziosi della Capitale ci concederà di conoscere?

Ciao Simona! Frequenti le GGD – Girl Geek Dinner, un gruppo di donne che realizza cene e incontri destinati alle appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Cosa significa farne parte?

Per me essere una GGD significa essere semplicemente me stessa: Simona. Ho iniziato ad usare i computer quando avevo 6 anni e da quel momento non ho più smesso. Amo la tecnologia, Internet, l’informatica e da sempre questi sono aspetti integranti della mia vita. Quando le ragazze del team di Roma, quasi due anni fa, mi chiesero se volessi farne parte ne fui felicissima: le conoscevo già e mi piaceva moltissimo la filosofia di base e la possibilità di mostrare al mondo, soprattutto maschile, che anche le donne possono e riescono, con grandi risultati, a lavorare in campi scientifici e tecnologici. La cosa poi mi toccava molto da vicino in quanto io stessa anni prima, lavorando come Security Engineer presso il CED di una banca, ho vissuto più e più volte quella tipica discriminazione maschile nei confronti di donne “tecniche”.

C’è una persona in particolare nella tua vita che ti ha fatto avvicinare alla passione per la buona cucina?

Mia nonna. Da bambina ho passato davvero moltissimo tempo con lei e, in quanto donna calabrese, amava cucinare in quantità incredibili per tutta la famiglia e soprattutto preparava tutto lei, in casa! Ricordo benissimo come preparava la pasta, la pizza, ogni tipo di piatto tipico della sua terra: ne rimanevo tutte le volte incantata. Mi dava un grande senso di quiete vederla impastare l’acqua e la farina e poi aiutarla a disporre la pasta sulle tovaglie appoggiate sui divani per farla riposare. Con gli occhi, e con il cuore, ho imparato moltissimo da lei e, senza poi in realtà neanche accorgermene, ho piano piano manifestato questa grande passione che ho per la cucina.

Qual è il tuo primo ricordo di viaggio?

Il mio primo ricordo di viaggio è sempre legato ai miei nonni… Le 4 della mattina: orario in cui mio nonno voleva partire per andare giù, in Calabria, dove passavo essenzialmente i tre mesi di vacanze dalla scuola. Queste alzate per me erano faticosissime!

Sei una appassionata del Giappone. Cosa ha scatenato questo tuo interesse?

Non saprei dire cosa in particolare ha scatenato la mia passione per il Giappone… ho sempre avuto un grandissimo interesse per le altre culture e religioni e questo mi ha portato a volerle scoprire e approfondire sotto diversi aspetti, anche quello culinario. Probabilmente ho cominciato ad amare il Giappone da adolescente quando, a 16 anni, lessi il mio primo manga: Video Girl Ai, un fumetto che lascia il segno! Da quel momento è stato solo un crescendo, una scoperta continua delle tradizioni, delle usanze, della cucina che adoro in maniera incredibile! Inoltre sono una grandissima estimatrice del tè. Mi piace come questa bevanda sia parte della loro vita e quotidianità: bere una tazza di tè è sempre un momento importante, un momento di raccolta con te stesso. È un qualcosa che noi occidentali abbiamo quasi totalmente dimenticato.

Dove ci porterai coi tuoi prossimi itinerari?

Non ho ancora steso tutti gli itinerari, però sicuramente cercherò di portarvi in luoghi magici e diversi dal solito dove poter avere, oltre che un contatto con il cibo, anche con la natura. Intanto per settembre vi ho trovato un agriturismo in Umbria, in un castello medievale, davvero meraviglioso!

Da Tudisco si lavora la Cartapesta da cinque generazioni

pubblicato da I Cercasfizio il 2 dicembre 2009

Maestri della cartapesta a Nola

La nostra visita nell’entroterra napoletano ci ha portati a scoprire un secondo tipo di lavorazione della carta, più creativo. A Nola, infatti, abbiamo scovato il paradiso della Cartapesta: lo potete vedere in video cliccando il “play” qui sopra.

L’antica tradizione della cartapesta prevede il recupero della carta che viene lavorata con un procedimento particolare, per poi diventare opera d’arte. Il risultato è spesso sorprendente!

Noi, in particolare, abbiamo visitato la Bottega Tudisco, che si trova a Nola in una grande officina-laboratorio, ed è una delle più antiche del mestiere: lavora la cartapesta da cinque lunghe generazioni e realizza opere per teatri, scenografie e carri allegorici. I suoi prodotti sono richiesti persino dal Giappone: incredibile.

Il vero segreto della cartapesta – ci hanno spiegato i maestri presenti – è l’abilità manuale, unita al talento nel modellare il calco in gesso, una sorta di scultura concava, al cui interno si stendono fogli di carta e colla di farina. Una volta asciugata, questa carta si secca e si indurisce, prendendo la forma voluta. Dando così materia ai sogni dell’intelletto.