Il cuore ruvido della Tuscia: un video
Prima del via al weekend partenopeo, ripercorriamo per l’ultima volta le strade del territorio romano: la tappa finale del nostro weekend a Roma è stata, infatti, la zona della Tuscia.
Il primo paese incontrato nel cuore della Tuscia è stato Bomarzo, famoso per il Parco dei Mostri di cui vi abbiamo già parlato e che potete sbirciare nel video qui sopra. Nel piccolo borgo medievale il tempo si è fermato. Le case sono addossate le une alle altre, poste sotto un’imponente parete rocciosa; una sola stradicciola conduce fino al Palazzo Orsini, con annesso campanile e belvedere, da cui si può ammirare tutta la vallata, un dedalo di piccole strade che si inoltrano fra le case di pietra.
Una delle attività più comuni nell’intera zona della Tuscia è la lavorazione della ceramica: il Laboratorio Ceramiche di Elena, lungo il corso principale di Bomarzo, si mostra attraverso una spledida vetrina di realizzazioni artigianali. Data la fredda atmosfera autunnale, rafforzata da un tempo uggioso, ci siamo rifugiati in un piccolo ristorante a conduzione familiare, il “Piccolo Mondo”. Accolti dal calore di un camino acceso, dove peraltro si stava grigliando un bel po’ di carne locale, abbiamo gustato delle ottime fettuccine fatte a mano dalla cuoca Giuliana, il cui laboratorio gastronomico si affaccia sulla stessa saletta da pranzo. Davvero sfizioso vedere l’abilità di una cuoca nel suo ambiente di lavoro mentre si aspetta, impazienti, di assaggiare alcune delle sue specialità!
Vitorchiano è sicuramente uno dei borghi più spettacolari che abbiamo avuto occasione di vedere durante i nostri Itinerari dello sfizio, con le vecchie case costruite a strapiombo su di una scenografica piattaforma rocciosa. Il centro storico è racchiuso tra mura del XIII secolo e si raggiunge a piedi, passando attraverso una monumentale Porta Romana. Pittoresco il quartiere medievale, che si snoda tra viuzze, piazzette, profferli (le scale esterne), archi e piccoli laboratori di restauro.
Da un piccolo corridoio lungo le mura del centro storico si entra nel ristorante “Zafferano”, che offre piatti tipici della tradizione laziale quali i famosi spaghetti cacio e pepe, proposti nella variante con tartufo locale. Decisamente originale la cantina, ovvero una grande grotta accessibile da una ripida rampa di scale all’interno del ristorante, dove lo Zafferano conserva un’ampia scelta di vini di tutte le regioni italiane.
Fuori le mura, in località Pallone, si trova il Monastero di Nostra Signora di San Giuseppe, un complesso solenne e spirituale dove la comunità di suore Trappiste da anni conduce una vita di preghiera e lavoro agricolo: vigna, orto, ulivi, frutteti hanno consentito a queste suore di clausura di produrre squisite marmellate artigianali.















La prima meta sarà, naturalmente, la Capitale: contiamo di arrivarci nel primo pomeriggio, per poi rimanere a goderci le ore notturne nella città eterna. Ci siamo segnati i





















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