Tutti i post con tag: cercasfizio a roma

Il cuore ruvido della Tuscia: un video

pubblicato da I Cercasfizio il 26 novembre 2009

Prima del via al weekend partenopeo, ripercorriamo per l’ultima volta le strade del territorio romano: la tappa finale del nostro weekend a Roma è stata, infatti, la zona della Tuscia.

Atmosfera d'Alta Tuscia

Il primo paese incontrato nel cuore della Tuscia è stato Bomarzo, famoso per il Parco dei Mostri di cui vi abbiamo già parlato e che potete sbirciare nel video qui sopra. Nel piccolo borgo medievale il tempo si è fermato. Le case sono addossate le une alle altre, poste sotto un’imponente parete rocciosa; una sola stradicciola conduce fino al Palazzo Orsini, con annesso campanile e belvedere, da cui si può ammirare tutta la vallata, un dedalo di piccole strade che si inoltrano fra le case di pietra.

Una delle attività più comuni nell’intera zona della Tuscia è la lavorazione della ceramica: il Laboratorio Ceramiche di Elena, lungo il corso principale di Bomarzo, si mostra attraverso una spledida vetrina di realizzazioni artigianali. Data la fredda atmosfera autunnale, rafforzata da un tempo uggioso, ci siamo rifugiati in un piccolo ristorante a conduzione familiare, il “Piccolo Mondo”. Accolti dal calore di un camino acceso, dove peraltro si stava grigliando un bel po’ di carne locale, abbiamo gustato delle ottime fettuccine fatte a mano dalla cuoca Giuliana, il cui laboratorio gastronomico si affaccia sulla stessa saletta da pranzo. Davvero sfizioso vedere l’abilità di una cuoca nel suo ambiente di lavoro mentre si aspetta, impazienti, di assaggiare alcune delle sue specialità!

Vitorchiano è sicuramente uno dei borghi più spettacolari che abbiamo avuto occasione di vedere durante i nostri Itinerari dello sfizio, con le vecchie case costruite a strapiombo su di una scenografica piattaforma rocciosa. Il centro storico è racchiuso tra mura del XIII secolo e si raggiunge a piedi, passando attraverso una monumentale Porta Romana. Pittoresco il quartiere medievale, che si snoda tra viuzze, piazzette, profferli (le scale esterne), archi e piccoli laboratori di restauro.

Da un piccolo corridoio lungo le mura del centro storico si entra nel ristorante “Zafferano”, che offre piatti tipici della tradizione laziale quali i famosi spaghetti cacio e pepe, proposti nella variante con tartufo locale. Decisamente originale la cantina, ovvero una grande grotta accessibile da una ripida rampa di scale all’interno del ristorante, dove lo Zafferano conserva un’ampia scelta di vini di tutte le regioni italiane.

Fuori le mura, in località Pallone, si trova il Monastero di Nostra Signora di San Giuseppe, un complesso solenne e spirituale dove la comunità di suore Trappiste da anni conduce una vita di preghiera e lavoro agricolo: vigna, orto, ulivi, frutteti hanno consentito a queste suore di clausura di produrre squisite marmellate artigianali.

Ariccia e la porchetta, tra innovazione e tradizione

pubblicato da I Cercasfizio il 26 novembre 2009

Silvia e Pietro incontrano Maurizio ad Ariccia

Attraversato il Ponte di San Rocco, si ha subito un bellissimo scorcio di Ariccia, con la cupola della collegiata di Santa Maria Assunta, il Palazzo Chigi e la Piazza di Corte, progettati dal Bernini. Il complesso è un meraviglioso esempio del Barocco europeo: pensate che in Palazzo Chigi è stato girato quasi interamente il “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Il corso principale è costellato delle tipiche “fraschette“, piccole osterie dove gustare il simbolo gastronomico di questa graziosa cittadina dei Castelli Romani: la porchetta. Ci dicono che un tempo nelle fraschette (dal nome “frasca”, cioè un ramo o una fronda d’albero che in passato identificava questi luoghi) si andava principalmente per bere, tanto che ai clienti era consentito portare il cibo da casa per evitare di alzare il gomito.

Approfittando di una inaspettata giornata di sole, sabato mattina abbiamo preferito non pranzare al chiuso e ci siamo diretti in un delizioso ristorante vicino la chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari. All’interno i meravigliosi arredi d’epoca sono stati riportati allo splendore dallo stesso titolare, abile restauratore il cui laboratorio è proprio adiacente al ristorante. L’amore per l’arte, l’artigianato e la gastronomia è infatti il filo conduttore di questo piccolo ristorante, dove alla ricercatezza dei piatti si abbinano mostre, piccole esposizioni ed eventi artistici.

Coccio bollente di porchetta, con verdure gratinate e mozzarella di bufala - Da Art'èCon nostra sopresa, da Spazio Art’è la porchetta ci è stata servita in maniere insospettabili: la prima variante è stata il cosiddetto “Piatto della Marchesa“, ovvero porchetta a fettine sottili con polenta grigliata, e pecorino. In secondo luogo  abbiamo potuto toglierci lo sfizio di questo famoso piatto locale preparato in versione creativa dalla cuoca Silvia: la porchetta ci è stata offerta in un bollente coccio di terracotta, condita con mozzarella di bufala e verdure gratinate croccanti, nello specifico melanzane e pomodori maturi. Una vera squisitezza!

Ci siamo affidati al titolare Maurizio (che vedete nel video qui sopra), esperto di vini, per accompagnare questa squisita porchetta con un ottimo bianco dei Castelli Romani. Dulcis in fundo: un tortino di frolla ripieno di morbida frutta e crema pasticcera. Il caffè? Niente espresso, ma solo moka perchè, come ci spiega Silvia, l’amore per le cose tradizionali traspare anche dai dettagli.

Art’è: “Pane, arte e vino! Dalla passione per l’artigianato (restauro del mobile antico Maurizio, cornici e stampe Silvia) alla passione per i vini ed i sapori della nostra regione: il Lazio. Una riscoperta che invitiamo tutti a provare” (parole di Maurizio e Silvia, dal libro degli ospiti di Olivia&Marino).

Gli sfizi di Pizzarium e la simpatia di Bonci: un binomio che vale l’assaggio

pubblicato da I Cercasfizio il 25 novembre 2009

Gabriele Bonci di "Pizzarium" con i Cercasfizio, Silvia e Pietro

In soli 32 metri quadri di spazio, Pizzarium a Roma è un vero e proprio concentrato di gustose stuzzicherie e fantasiose creazioni culinarie, nate dall’esuberante estro creativo dello chef Gabriele Bonci.

PizzariumLa pizza, a lievitazione naturale, è straordinariamente soffice e arricchita con tanti ingredienti di stagione, a volte abbinati in modi insoliti e curiosi. Vogue America l’ha definito “Il Michelangelo dei pizzaioli italiani“, tuttavia ricondurre le capacità culinarie di Bonci alla sola pizza sarebbe riduttivo: i suoi celebri fritti, preparati con grande creatività culinaria, ci hanno piacevolmente stupito.

Oltre ai più classici, Bonci prepara, per esempio, un wafer fritto di baccalà, molto croccante, Silvia e Pietro a Romaabbinato al peperoncino rosso di Campobasso. Tra le sue specialità c’è poi il bue – avete letto bene! – fritto, da inzuppare in una salsa di legumi e accompagnare al cavolfiore fritto.

Di Pizzarium e delle altre località sfiziose incontrate a Roma abbiamo parlato nell’Itinerario del gusto che abbiamo firmato per il sito di Olivia&Marino. A caccia dello sfizio nella Capitale: a due passi dal caos romano, tre luoghi da veri buongustai.

Scoprite di più con un click!

Il cibo non è spettacolo, è spettacolare…La cosa più brutta è quando finisce!” (lo ha scritto Gabriele Bonci sul libro degli ospiti di Olivia&Marino).

Nell’antica Nemi: fragole e “sogni nelle mani”

pubblicato da I Cercasfizio il 25 novembre 2009

Nemi è uno dei piccoli e incontaminati paesini dell’area dei Castelli Romani. Leggenda vuole che sia stato, addirittura, il luogo dove Romolo ha avuto i natali. Sarà vero?

Il paese si trova a picco sul profondo lago di Diana, cratere di vulcano noto per essere stato il luogo del ritrovamento, nel 1927-1932, di due navi romane dell’età dell’imperatore Caligola, poi distrutte da un incendio nel 1944. Lo abbiamo visitato pieni di curiosità per i suoi vicoli pittoreschi e per i suoi scorci caratteristici, antichi e profumati.

Le fragoline di NemiIn effetti a Nemi non mancano le botteghe artigiane, le norcinerie, i fiorai e i piccoli commercianti, specialmente di frutta, di cui la zona è florida.

Sono senza dubbio le fragole il frutto tipico locale per eccellenza, a cui anche i romani di città non sanno rinunciare: noi le abbiamo assaggiate  per voi, accompagnate da zucchero e limone e dal maraschino, e vi assicuriamo che valgono bene la fama che si sono guadagnate. Se avessimo visitato la cittadina in giugno avremmo potuto certo gustare le tante ricette preparate per la Sagra delle Fragole.

L’autunno, invece, ci ha condotto, dopo lo spuntino, in una bottega di pizzo (l’insegna recitava: “Sogni nelle mani”) lavorato tradizionalmente a tombolo. All’interno le sarte del laboratorio (in La bottega del tombolo, a Nemirealtà delle vere e proprie artigiane del mestiere) ci hanno accolto con simpatia e ci hanno mostrato come si lavora il pizzo a tombolo. Persino Pietro ha voluto provare a cimentarsi nella secolare pratica, e i risultati si possono vedere nel video sottostante. La paternità di questa tecnica di tessitura è rivendicata da più parti d’Italia, ma secondo le amiche incontrate a Nemi è da attribuirsi alla Venezia del Trecento avanti Cristo.

Oggi è una praticata radicata a Nemi: queste sarte realizzano  con maestria uncinetti, vestiti, quadri e persino gioielli, tramandandosi i segreti di famiglia in famiglia. Alcuni prodotti risultato della lavorazione a tombolo si possono vedere qui a fianco, all’entrata della bottega nel viottolo principale del paese, o visitando l’album Flickr di Olivia&Marino, cliccando qui. Per il documento video cliccate invece più sotto!

Pietro a Nemi, alla bottega "Sogni nelle mani"

I Cercasfizio in un minuto: il weekend romano

pubblicato da I Cercasfizio il 24 novembre 2009

Ecco, in un minuto, il nostro weekend a Roma, alla ricerca dei luoghi dello sfizio autentico fra la Capitale, i colli e l’Alta Tuscia. Come sapete potete seguire le nostre avventure come Cercasfizio anche attraverso il canale YouTube di Olivia&Marino!

I Cercasfizio a Roma, in un minuto

Tra nebbia e mostri, si svelano i misteri dell’Alta Tuscia

pubblicato da I Cercasfizio il 22 novembre 2009

Il risveglio di stamattina non è stato scaldato dallo stesso sole splendente di ieri. Poco male: la nebbia di oggi è stata l’ideale per addentrarci nel tetro parco dei mostri di Bomarzo.

lazio62

Il misterioso parco immerso nel verde della Tuscia fu costruito a metà 500 dal principe visionario Pierfrancesco Orsini, che lo fece realizzare per amore di un giovane innamorata morta in giovane età.
Dopo secoli di oblio, grazie alla devozione del signor Salvatore Fosci sono stati recentemente riportati in vita, tra gli altri, numerosi resti estruschi (tra cui una piramide unica in Italia ed Europa).

Riaperto nel 2008, questo incredibile dedalo di ninfe, divintà, mostri e draghi è arricchito da una curiosa casa pendente che, una volta entrati, fa smarrire il senso dell’orientamento e dell’equilibrio (Silvia è rimasta in piedi per miracolo!).

Dopo le misteriose avventure del parco, avremmo voluto conoscere i ceramisti della zona di cui ci avevano tanto parlato, ma oggi è Santa Cecilia e tutti i negozi erano chiusi. Motivo in più per tornare! In compenso abbiamo trovato una trattoria locale dove la signora Giuliana ci ha preparato delle deliziose specialità della zona (pasta e fettuccine fatta in casa).

Adesso stiamo andando verso Vitorchiano in cerca di nuovi luoghi sfiziosi, in attesa della telefonata di Maurizio Di Maggio (tra le 18 e la 18h30 su Radio Monte Carlo!).

A più tardi!

A caccia di sfizio tra i Castelli Romani e l’Alta Tuscia

pubblicato da I Cercasfizio il 21 novembre 2009

Eccoci finalmente a Bagnaia (VT) dopo una splendida giornata – abbiamo addirittura pranzato all’aperto! – tra i Castelli Romani e l’Alta Tuscia.

lazio24

Roma è stata una rapida toccata e fuga: arrivati ieri pomeriggio, siamo ripartiti già oggi in mattinata. Abbiamo pensato di dedicare il resto del weekend alla ricerca dello sfizio anche al di fuori delle porte della capitale. E ne siamo felici.

Le fraschette di Ariccia ci hanno insegnato che la porchetta può essere declinata anche in versioni del tutto anticonvenzionali, e anche le fragoline di Nemi non ci hanno fatto pentire di aver abbandonato così presto la città eterna, soprattutto dopo un fortunato incontro con delle vere maestre dell’antica arte del pizzo a tombolo.

Stasera cena a Vitorchiano, e domattina andremo in esplorazione dei dintorni, probabilmente verso il lago di Bolsena.

Qualche consiglio prezioso? Cos’è che non possiamo assolutamente perderci?

Nei prossimi giorni aspettatevi tutti i racconti dettagliati delle nostre avventure!

A due passi dal caos romano, tre luoghi da veri buongustai

pubblicato da I Cercasfizio il 21 novembre 2009

L’arrivo di ieri a Roma è stato decisamente sfizioso: prima ancora di arrivare in hotel, spuntino da Pizzarium. Si tratta di un ritrovo consigliato da Cavoletto di Bruxelles nel suo itinerario DOC su Roma, immancabile per gli appassionati di pizza (rigorsamente creativa!) e fritti tradizionali che vengono rivisitati secondo la fantasia del momento.

Lo sfizio è anche per gli occhi

Said è un vero e proprio paradiso per i golosi come noi. Cioccolato declinato nei modi più colorati e gustosi! Il locale dove si degusta è proprio all’interno della fabbrica dove tutte quelle delizie vengono prodotte, quindi oltre a un piacere per il palato Said è anche un posto interessante dove poter vedere tutti gli strumenti del mestiere.

Purtroppo non siamo riusciti a conoscere il creatore di tutto questo, ma non ci scapperà la prossima volta!

E per concludere la nostra giornata da buoni Cercasfizio, siamo andati in zona Trastevere, che era meta di molti dei consigli raccolti nei giorni scorsi. Trovare un ristorante in zona che avesse un posticino per noi è stata dura, ma alla fine siamo stati fortunati: una cena alla trattoria da Bucatino a Testaccio meritava davvero, non solo per gli ottimi bucatini all’amatriciana ovviamente cosparsi di pecorino, ma anche per l’omaggio che ci hanno lasciato, che del bucatino è manifesto:

“Si tu, pe’ caso, ciài ‘na malatia che te riduce peggio de ‘no straccio io te conzijo de venì a Testaccio”.

lazio23

Verso la Capitale

pubblicato da I Cercasfizio il 20 novembre 2009

Siamo partiti per il nostro weekend romano!

Pietro e Silvia, i CercasfizioLa prima meta sarà, naturalmente, la Capitale: contiamo di arrivarci nel primo pomeriggio, per poi rimanere a goderci le ore notturne nella città eterna. Ci siamo segnati i consigli dello sfizio di Cavoletto di Bruxelles, dal sito di Olivia&Marino. Andremo, per esempio, da Pizzarium per uno spuntino pomeridiano. E alla sera, in quale ristorante di Trastevere dobbiamo assolutamente andare?

Sabato ci dirigeremo verso sud, alla volta di Albano Laziale. Ci hanno consigliato di fare un salto nelle tradizionali Fraschette per assaggiare qualche piatto veramente romano, dei Castelli. Confessiamo di avere già l’acquolina in bocca. Siamo decisi anche a visitare Viterbo e a dirigerci verso il lago di Bolsena. Abbiamo già individuato un paio di botteghe dello sfizio grazie ai vostri consigli, ma ne aspettiamo ancora: ci aiutate nella nostra ricerca? Su Facebook, Twitter, Friendfeed e Flickr.

A caccia dei tesori sfiziosi del Lazio

pubblicato da I Cercasfizio il 18 novembre 2009

Organizzare un weekend a Roma e dintorni con l’intenzione di vedere e sperimentare quante più cose possibile non è proprio un’attività semplice. Da un lato vorremmo non dover escludere nessuna località tra quelle che finora ci avete segnalato, ma d’altra parte dobbiamo tenere presente l’obiettivo del nostro tour: andare alla scoperta dello sfizio autentico!

Oltre alle invitanti specialità culinarie laziali, ci pacerebbe scoprire qualche “segreto” dei luoghi che andremo a visitare: un bottega storica di Roma, un negozio conosciuto solo da veri intenditori, un’attività tradizionale che si tramanda in uno storico paesino grazie al lavoro di qualche abile artigiano (come il signor Picetti o il barbiere di Genova).

Lo sfizio autentico non si trova solo a tavola davanti ad un piatto prelibato (anche se forse questa è la variante più comune): scovare arti e tradizioni di luoghi autentici è altrettanto emozionante, è una vera e propria caccia al tesoro!

Le ultime idee raccolte col vostro aiuto, ci stanno aiutando ad orientare l’itinerario tra Roma, i Castelli e Viterbo/Alta Tuscia: ci aiutate a scoprire i tesori dello sfizio nascosti in queste zone?