Tutti i post con tag: cena

Vi stuzzichiamo l’appetito!

pubblicato da Redazione il 29 giugno 2010

Dopo quelli della scorsa settimana, abbiamo pensato a cinque nuovi abbinamenti sfiziosi e freschi da preparare per accompagnare i nostri prodotti a tavola durante i mesi estivi. Vi piacciono? Avete dei vostri suggerimenti d’abbinamento da segnalarci? Fatelo nei commenti!

Sfoglie croccanti al forno: buonissime per un pranzo veloce in spiaggia, sono da provare con una fettina di salame e del formaggio caprino da spalmare.

Sfoglie croccanti al forno con pezzi di olive: vi consigliamo di abbinarle a della burrata, con l’aggiunta di maggiorana fresca, per una pausa gustosa.

Sfilati rustici al forno alle olive: vi suggeriamo di accompagnarli a della carne di vitello, in salsa tonnata. A cena o a pranzo!

Sfilati rustici al forno con pomodorini: dovete gustarli con del prosciutto cotto e delle melanzane marinate. Perfetti per un aperitivo.

Schiacciate all’olio extravergine di oliva: a cena uniteli a del roast beef e a della ricotta montata, come antipasto per una cena sostanziosa.

Buon appetito e buona estate!

Treviso: gli ingredienti di una serata tradizionale

pubblicato da I Cercasfizio il 6 dicembre 2009

Ieri sera a Treviso, nella zona dell'università

Ieri sera siamo arrivati a Treviso città, dopo la giornata passata nei paesi della provincia, giusto in tempo per l’aperitivo.

Consigliati dal popolo della rete siamo andati di corsa dai “Nanetti”, forse l’osteria per eccellenza di Treviso. Tutto (ma proprio tutto!) era la posto giusto: i salumi appesi a ingolosire gli ospiti del locale, le bottiglie di vini e digestivi, le targhe d’epoca, gli strumenti per il lavoro nei campi, i cartelli con proverbi e detti tipici, frutto della goliardia veneta. Non ci siamo fatti mancare il goto (bicchiere) di vino con qualche cicchetto, stuzzichini saporiti che invitano alla cena: sono realizzati con uova, acciughe, salumi (come la sfiziosa soppressa, simbolo della tradizione contadina e quindi dell’allevamento del maiale), cotechino (che qui si chiama musetto, bollito), Treviso, un aperitivo "Ai Nanetti"cipolline, olive, verdura di stagione come asparagi, radicchio, zucca. Quasi una bottega dello sfizio veneto. A ripensarci torna la fame!

Dopo una passeggiata nel centro storico, siamo stati a cena in un ristorante più classico ma ugualmente tradizionale, “Le Beccherie”, dove ci è stato proposto un carrello di bolliti. Oltre alla fama che circonda questo ristorante fra i trevigiani, la cosa che volevamo proprio sapere era se il tiramisù fosse nato, come si legge anche in rete, in questo ristorante. Pare proprio di sì: i gestori ce lo hanno confermato e hanno datato questa nascita negli anni Cinquanta del secolo scorso. La paternità di questo dolce, ormai famoso in tutto il mondo, rimane però avvolta in un’aura di gustoso mistero, dato che la firma del primo tiramisù della storia viene ancora rivendicata da più parti. Un tuffo nella storia della pasticceria, per noi Cercasfizio!

Nel cuore del Nordest: ieri Padova, oggi la Marca

pubblicato da I Cercasfizio il 5 dicembre 2009

I portici del mercato nel centro storico di PadovaL’arrivo a Padova di ieri è stato accompagnato da un acquazzone che, nonostante l’antipatica irruenza, non ha fermato la nostra esplorazione, fino a tarda sera, del centro storico della città.

Seguendo i vostri consigli, abbiamo iniziato a perlustrare la zona a partire da Piazza delle Erbe, sede del mercato ortofrutticolo dove ogni giorno vi sono bancarelle con ogni tipo di verdura locale; l’imponente Palazzo della Ragione divide quest’area dalla vicina Piazza della Frutta, dove di giorno s’incontra un piccolo mercatino di abbigliamento.

Uno dei più antichi mercati esistenti è detto “sotto il Salone”, poiché si trova al primo piano del Palazzo della Ragione: lungo alcune stradicciole coperte da un antico loggiato trovano posto norcinerie, macellerie con pollame e carni locali appese in bella vista, formaggi freschi, bar (dove si assaggiano lo spritz e i famosi tramezzini) e forni storici. Una festa per gli occhi e per il  nostro palato!

La prima pausa pranzo è stata all’antica pasticceria Graziati; poi ci siamo addentrati nel quartiere del Ghetto, ricco dei Una Padova piovosa e suggestivapiù bravi artigiani del restauro della città e di meravigliosi negozi di antiquariato. Abbiamo anche incontrato un autentico artista nell’intaglio del legno, che da oltre trent’anni opera in un piccolo chiosco lungo il fiume e appartiene all’associazione degli Antichi Mestieri di Padova.

In serata, ci siamo fatti guidare dai consigli di Anna Maria e abbiamo potuto gustare una cena sicuramente non banale: alla Finestra di via dei Tadi Hèlèn e lo chef Carlo Vidali creano un percorso del gusto nei sapori tipici di questa terra, con un occhio molto attento alla creatività e alla sperimentazione.

Il classico radicchio trevigiano, ad esempio, ci è stato servito in uno strudel croccante con ripieno di ricotta. Pietro non si è fatto scappare dei favolosi tagliolini al nero di seppia con gamberi e crema di fave: erano talmente buoni che ci siamo ripromessi di tentare di replicare della ricetta anche a casa.

Dulcis in fundo, un autentico sfizio da golosi: il tiramisù lo fai tu! Si chiama proprio così uno dei dessert più singolari che abbiamo mai letto nel menù di un ristorante: ci è stato servito un piatto con savoiardi, caffè e la tipica crema del tiramisù, ciascuno separato dagli altri, e ci è stata lasciata la libertà di comporre il dolce come più ci piaceva. Inutile raccontarvi il divertimento! Lo chef Carlo ci ha confessato che, diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, ogni persona trova il proprio modo di gustare questo famoso dessert, giocando con gli ingredienti e liberando, anche attraverso il cibo, la propria fantasia.

Oggi siamo nel trevigiano. Toccheremo i colli asolani, la zona di Castelfranco Veneto e infine, naturalmente, Treviso. Scoprite con noi lo sfizio veneto su Facebook, Twitter e Friendfeed!

La ricetta autentica dei pici (o pinci) co’ le briciole

pubblicato da I Cercasfizio il 25 ottobre 2009

A Siena e dintorni abbiamo “scoperto” i segreti della cucina toscana: una cucina i cui piatti più tradizionali derivano dall’utilizzo (e, soprattutto, dal recupero) di tutti gli ingredienti poveri, legati al territorio e alla stagionalità.

pici co' le bricioleI pici (o pinci, nella zona di Montalcino) sono un formato di pasta fatta rigorosamente a mano e solo con acqua e farina; le briciole con cui vengono conditi altro non sono che pezzi di pane ormai raffermo che viene sbriciolato e poi fritto in olio extra vergine, aglio e peperoncino.

Anche se, detta così, sembra la ricetta più semplice del mondo, l’arte di lavorare e tirare i pici richiede tanta manualità e tanto allenamento. Al Convito di Curina abbiamo approfittato della gentilezza di Stefania, chef del ristorante, per farci raccontare la ricetta e farci dare le giuste dosi degli ingredienti (per scoprire poi che i pici migliori vengono fatti sempre “a occhio”).

Gli ingredienti per i pici sono: 1 kilo di farina e 180/200 grammi di acqua. L’impasto rimane molto duro e difficile da lavorare per cui, anche se la ricetta tradizionale non lo prevede, si può aggiungere 1 uovo che facilita anche la cottura dei pici. Dall’impasto si staccano dei piccoli pezzi e si arrotolano con le mani, tirando la pasta, per ottenere i grossi “spaghettoni” dell’immagine qui a fianco.

Per il condimento serve del pane sciocco (aggettivo che i toscani usano per dire senza sale) e cotto a legna che viene sbriciolato e poi passato in una padella con olio extra vergine di oliva, aglio e un po’ di peperoncino.

Quando i pici sono cotti si passano nella padella e si condiscono con le briciole. Buon appetito!

Ad una cena da Burde a Firenze non abbiamo saputo resistere!

pubblicato da I Cercasfizio il 23 ottobre 2009

Oggi è il gran giorno: si parte alla volta della Toscana ed il nostro viaggio sulle tracce dello Sfizio comincia da Burde, a Firenze :)

Stasera ci fermeremo in questa trattoria che propone i piatti toscani più gustosi accompagnati dai vini del territorio scelti da Andrea Gori, “sommelier informatico”.

Infatti, quando sul blog di Andrea abbiamo letto della cena in programma per questa sera e abbiamo visto le parole “porrata” e “peposo” non abbiamo resistito: abbiamo prenotato subito un tavolo! E non ci verranno servite solo queste due specialità ma anche la farinata con cavolo nero e i salumi! Tutto sarà annaffiato da ottimo vino: il tavolo è prenotato per due ma se qualcuno di voi si vuole unire basta dirlo e facciamo aggiungere dei posti!

Altrimenti seguiteci online che vi racconteremo in diretta le specialità toscane!

Fiori e piante sbocciano in cucina

pubblicato da Redazione il 25 settembre 2009

I segreti di piante, foglie e fiori sono innumerevoli.

L’ultimo svelato, in scena in questi giorni nei parchi e nelle ville di Verbania per la rassegna “Editoria e Giardini” (fino al 27 settembre) è che le piante producono suoni. Anzi: producono una vera e propria musica, che nasce dal passaggio della linfa nei rami verso foglie e fiori.

Delle proprietà delle piante la cucina si è accorta invece da tempo, ma la ricerca ha assunto oggi contorni eccellenti. Già nel Settecento i ricettari raccontavano del sodalizio fra cibo, erbe mediche e fiori, agganciandosi a una tradizione orientale medievale. Solo recentemente però quella dei fiori è diventata una consuetudine nei piatti italiani più sfiziosi. Oltre ai classici fiori di zucca, al basilico o alle fogliette di tarassaco, esistono altre piante capaci di rendere gustoso e ricercato anche un piatto banale: ve ne presentiamo quattro, da provare in una prossima cena.

MALVA

La malva è buonissima nei risotti, nelle minestre e nelle zuppe, grazie al suo sapore dolciastro. Mangiata cruda arricchisce le insalate, donando al piatto un tocco di originalità. Anche gli spaghetti – magari conditi con zucchine e olio extra vergine – possono essere profumati con qualche foglia di malva e aglio.

SAMBUCO

Del sambuco in cucina si utilizzano i fiori: tradizionalmente vengono fritti, per realizzare specialità sia dolci che salate. Si utilizzano nelle frittate (provateli assieme al cacio), nelle creme al cucchiaio, nelle frittelle e negli infusi per l’estate. Dai fiori di sambuco si ottiene anche una marmellata che è un vero toccasana.

ROSA

I petali di rosa sono molto profumati e hanno una funzione digestiva. Oltre alle più classiche ricette di pasticceria, come le gelatine da dessert, si adattano a condire risotti e fettuccine, accompagnandone il sugo. Il loro sapore ben si sposa con i gamberi, il burro, lo zenzero e i formaggi piccanti.

CRISANTEMO

Fiore simbolo del Giappone, è ricchissimo di proprietà salutari e si adatta a molte portate. Vi consigliamo di provarlo nel minestrone di verdure, o per accompagnare i secondi piatti di pesce. Si coniuga facilmente con frittate, pasticci di carne e, naturalmente, nelle insalate.

Quali altri fiori ci consigliate di gustare come ingredienti?

Dove andiamo a cena stasera?

pubblicato da Redazione il 3 agosto 2009

PietrasantaImmaginate di essere in una nuova città oppure di programmare una vacanza in giro per l’Italia. Una delle prime domande che vengono in mente è “dove mi fermo a mangiare?” e non sempre amici o conoscenti sanno darci qualche buon consiglio. Alzi la mano chi non si è trovato almeno una volta in questa situazione! E se invece esistesse uno spazio in cui ognuno può lasciare consigli sui locali della sua città, che conosce alla perfezione?

Abbiamo pensato che la pagina fan di Olivia & Marino su Facebook fosse lo spazio ideale per raccogliere le segnalazioni, divise magari per regione, così sarebbe stata disponibile una lista da consultare “in caso di bisogno”. E chi, meglio dei fan esperti dello sfizio o di nuovi amici può dare i consigli migliori?

Nella sezione discussioni c’è uno spazio per ogni regione: scrivete i vostri consigli, li raccogliamo e ne facciamo tesoro!

ci trovi anche su

  • Facebook
  • Twitter
  • FriendFeed
  • Delicious
  • Flickr
  • Youtube