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La storia della carta al Museo di Amalfi

pubblicato da I Cercasfizio il 2 dicembre 2009

Una delle esperienze più interessanti del nostro weekend in terra partenopea è stato certo il ripercorrere la storia della carta presso il Museo della Carta di Amalfi.

Al Museo della Carta di Amalfi

L’antica Repubblica Marinara di Amalfi apprese dagli arabi le tecniche per la produzione di carta, che allora veniva chiamata bambagina, dal nome della città araba di El Mambig e, anche, secondo altre tesi, dal cotone omonimo.

La pregiata carta amalfitana fu usata per scritture private, atti giudiziari presso le corti degli Angioini, Aragonesi e corte Strumenti antichi al museo della cartaBorbonica. La zona lungo il fiume Canneto era ricca di cartiere, ormai perdute. Il Museo della Carta di Amalfi ha sede in un’antica cartiera del XIV sec. o forse metà XIII.

Nella cartiera sono fruibili gli attrezzi secolari usati nella produzione della carta a mano: gli antichi magli in legno, azionati da una ruota idraulica, battevano e trituravano gli stracci di lino, cotone e canapa precedentemente raccolti nelle “Pile in Pietra”. Il lungo procedimento terminava in appositi locali, chiamati Spanditoi, per l’asciugatura dei fogli ad aria. Potete vedere tutti questi attrezzi all’opera nel video abbinato al post, qui.

Il direttore del museo, l’avvocato Emilio De Simone, ci ha regalato un foglio di autetica carta bambagina e ci ha scritto questa poesia di Hans Sachs nel libro degli ospiti di Olivia&Marino:

Il cartaro

Impiego stracci nel mio mulino
Ove molta acqua fa girar la ruota
Che maciulla quei cenci tagliuzzati.
Il pesto è misto all’acqua;
Io lo trasformo in fogli
Che poggio sopra i feltri
E con la pressa
Espello l’acqua che li impregna.
Dipoi li stendo e li lascio asciugare,
Bianchi come la neve e belli,
Tanto da amarli.

La costiera amalfitana, uno scrigno pieno di sfizi

pubblicato da I Cercasfizio il 29 novembre 2009

Ieri mattina il tempo non invitava a prendere la via del mare ma noi non ci siamo fatti fermare e abbiamo puntato la nostra 500 verso la costiera amalfitana! Abbiamo avuto ragione: dopo pochi kilometri è spuntato il sole e i panorami di Vietri sul Mare, Maiori e Minori sono diventati ancora più belli (non che prima non lo fossero, ma il cielo grigio non aiuta!)

Arrivati ad Amalfi non abbiamo saputo resistere alla pasticceria locale anzi, per la verità non abbiamo saputo scegliere tra mostacciuoli, trecce e delizie al limone per cui le abbiamo prese tutte! Fortunatamente per visitare il duomo di Sant’Andrea c’è una lunga scalinata da salire: magari qualche caloria l’abbiamo smaltita!

Ma il premio di vero “sfizio autentico” di ieri va al Museo della Carta di Amalfi, dove abbiamo scoperto una carta pregiatissima e particolare: la carta “bambagina”. Il direttore del museo ci ha mostrato tutto il processo di produzione e gli attrezzi da lavoro antichissimi che si utilizzano. Insomma, se avete in programma una gita ad Amalfi questo sfizio dovete assolutamente togliervelo!

La serata siamo rientrati a Napoli e, su vostro consiglio, abbiamo cenato da “Mimì alla ferrovia“, locale storico dove i piatti della tradizione partenopea sono talmente tanti (e buoni) che c’è l’imbarazzo della scelta!

Nel frattempo abbiamo caricato alcune foto del nostro weekend a Napoli e le potete trovare su Flickr.

Oggi qui c’è il sole e, visto che avvicina l’ora di pranzo, dopo un caffé in Piazza del Plebiscito, ci avviamo verso Nennella in attesa della telefonata di Maurizio Di Maggio per il nostro intervento “sfizioso” su Radio Monte Carlo!

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