Roma in tasca. Conosciamo Simona, Cercasfizio del Centro
L’intervista Cercasfizio di oggi è dedicata a Simona Forti, da due anni GGD romana e grande appassionata di cucina, non solo italiana: tramite alcune domande scopriamo come sono nate queste sue due passioni, quella per la tecnologia e quella per il food.
Per conoscere meglio Simona e i suoi prossimi itinerari, potete leggere il suo profilo nel sito de La Bottega di Olivia&Marino. Quali segreti sfiziosi della Capitale ci concederà di conoscere?
Ciao Simona! Frequenti le GGD – Girl Geek Dinner, un gruppo di donne che realizza cene e incontri destinati alle appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Cosa significa farne parte?
Per me essere una GGD significa essere semplicemente me stessa: Simona. Ho iniziato ad usare i computer quando avevo 6 anni e da quel momento non ho più smesso. Amo la tecnologia, Internet, l’informatica e da sempre questi sono aspetti integranti della mia vita. Quando le ragazze del team di Roma, quasi due anni fa, mi chiesero se volessi farne parte ne fui felicissima: le conoscevo già e mi piaceva moltissimo la filosofia di base e la possibilità di mostrare al mondo, soprattutto maschile, che anche le donne possono e riescono, con grandi risultati, a lavorare in campi scientifici e tecnologici. La cosa poi mi toccava molto da vicino in quanto io stessa anni prima, lavorando come Security Engineer presso il CED di una banca, ho vissuto più e più volte quella tipica discriminazione maschile nei confronti di donne “tecniche”.
C’è una persona in particolare nella tua vita che ti ha fatto avvicinare alla passione per la buona cucina?
Mia nonna. Da bambina ho passato davvero moltissimo tempo con lei e, in quanto donna calabrese, amava cucinare in quantità incredibili per tutta la famiglia e soprattutto preparava tutto lei, in casa! Ricordo benissimo come preparava la pasta, la pizza, ogni tipo di piatto tipico della sua terra: ne rimanevo tutte le volte incantata. Mi dava un grande senso di quiete vederla impastare l’acqua e la farina e poi aiutarla a disporre la pasta sulle tovaglie appoggiate sui divani per farla riposare. Con gli occhi, e con il cuore, ho imparato moltissimo da lei e, senza poi in realtà neanche accorgermene, ho piano piano manifestato questa grande passione che ho per la cucina.
Qual è il tuo primo ricordo di viaggio?
Il mio primo ricordo di viaggio è sempre legato ai miei nonni… Le 4 della mattina: orario in cui mio nonno voleva partire per andare giù, in Calabria, dove passavo essenzialmente i tre mesi di vacanze dalla scuola. Queste alzate per me erano faticosissime!
Sei una appassionata del Giappone. Cosa ha scatenato questo tuo interesse?
Non saprei dire cosa in particolare ha scatenato la mia passione per il Giappone… ho sempre avuto un grandissimo interesse per le altre culture e religioni e questo mi ha portato a volerle scoprire e approfondire sotto diversi aspetti, anche quello culinario. Probabilmente ho cominciato ad amare il Giappone da adolescente quando, a 16 anni, lessi il mio primo manga: Video Girl Ai, un fumetto che lascia il segno! Da quel momento è stato solo un crescendo, una scoperta continua delle tradizioni, delle usanze, della cucina che adoro in maniera incredibile! Inoltre sono una grandissima estimatrice del tè. Mi piace come questa bevanda sia parte della loro vita e quotidianità: bere una tazza di tè è sempre un momento importante, un momento di raccolta con te stesso. È un qualcosa che noi occidentali abbiamo quasi totalmente dimenticato.
Dove ci porterai coi tuoi prossimi itinerari?
Non ho ancora steso tutti gli itinerari, però sicuramente cercherò di portarvi in luoghi magici e diversi dal solito dove poter avere, oltre che un contatto con il cibo, anche con la natura. Intanto per settembre vi ho trovato un agriturismo in Umbria, in un castello medievale, davvero meraviglioso!
Ciao Mario! Quali sono le caratteristiche migliori della tua terra d’origine, la Calabria?
Ciao Luca! Presentati con tre aggettivi ai lettori del nostro blog
Il Sud è una terra ricca di luoghi di fascino, spesso fuori dalle piste turistiche più battute: sono tappe che aspettano soltanto di essere raccontate.





















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