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I miei incontri a Umbria Jazz (seconda parte)

pubblicato da Redazione il 22 luglio 2010

La seconda parte del resoconto del blogger Mirco Mariotti sul weekend di sfizio e musica a Umbria Jazz, appena trascorso.

Nel mio ultimo giorno a “Umbria Jazz” ho approfondito la conoscenza dell’“Osteria a priori”, di cui vi ho già accennato giorni fa.

I titolari del locale sono molto preparati e suggeriscono piatti e abbinamenti ai loro clienti: certo la cucina umbra è di sostanza più che di forma, ma i profumi dell’ambiente mi hanno convito subito, una volta lì, a consumare una bella pastasciutta al ragù di carni bianche. Si tratta di una pasta secca locale, dalla forma e dal nome insoliti: sono i “grattapancia”, che qui ho ritratto in foto.

La carta dei vini qui è suddivisa per Denominazioni e non manca la proposta al calice, sempre apprezzabile, e proprio da questa ho deciso di attingere: sebbene la proposta di vitigni locali sia ampia, mi son lasciato tentare dall’Umbria IGT Merlot “Merlo+T” 2003 della Cantina Fanini, incuriosito soprattutto dall’annata e dalla provenienza (l’Azienda si trovanei pressi del Lago Trasimeno).

Alessandro, il titolare, ha aperto la bottiglia al tavolo, e mi ha detto che è stato il produttore a decidere di commercializzare così avanti questo millesimo. Ricordando l’annata sono rimasto un po’ perplesso, ma l’assaggio mi ha smentito: il color era ancora vivo e impenetrabile, così come i profumi dei frutti del sottobosco.

All’assaggio si è presentato addirittura un po’ rude, con tannini ancora non del tutto assimilati, ma la beva è importante, durevole… così ho capito questo “ritardo”!

Vista l’accattivante proposta di questo bel locale, mi sono lasciato convincere ad assaggiare la biscotteria secca accompagnata da un Sagrantino di Montefalco passito, che è pure uno degli ingredienti di un ottimo biscotto denominato “Sangrotto” che annovera fra i suoi componenti anche frutta secca e uvetta.

Chi mi ha descritto questi prodotti con dovizia di particolari è Avelio Burini, la cui esperienza enogastronomica è davvero particolare. Non ho potuto quindi far altro che intervistarlo…

Nota finale: fuori onda Avelio mi ha raccontato anche che il dolce più tipico di Perugia è un altro tipo di biscotto con canditi, il Torcolo di San Costanzo. Se però lo volete assaggiare, dovete venire nel corso della festa del Santo patrono della città, San Costanzo appunto, a metà febbraio, perché solo in quella data viene prodotto!