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Treviso: gli ingredienti di una serata tradizionale

pubblicato da I Cercasfizio il 6 dicembre 2009

Ieri sera a Treviso, nella zona dell'università

Ieri sera siamo arrivati a Treviso città, dopo la giornata passata nei paesi della provincia, giusto in tempo per l’aperitivo.

Consigliati dal popolo della rete siamo andati di corsa dai “Nanetti”, forse l’osteria per eccellenza di Treviso. Tutto (ma proprio tutto!) era la posto giusto: i salumi appesi a ingolosire gli ospiti del locale, le bottiglie di vini e digestivi, le targhe d’epoca, gli strumenti per il lavoro nei campi, i cartelli con proverbi e detti tipici, frutto della goliardia veneta. Non ci siamo fatti mancare il goto (bicchiere) di vino con qualche cicchetto, stuzzichini saporiti che invitano alla cena: sono realizzati con uova, acciughe, salumi (come la sfiziosa soppressa, simbolo della tradizione contadina e quindi dell’allevamento del maiale), cotechino (che qui si chiama musetto, bollito), Treviso, un aperitivo "Ai Nanetti"cipolline, olive, verdura di stagione come asparagi, radicchio, zucca. Quasi una bottega dello sfizio veneto. A ripensarci torna la fame!

Dopo una passeggiata nel centro storico, siamo stati a cena in un ristorante più classico ma ugualmente tradizionale, “Le Beccherie”, dove ci è stato proposto un carrello di bolliti. Oltre alla fama che circonda questo ristorante fra i trevigiani, la cosa che volevamo proprio sapere era se il tiramisù fosse nato, come si legge anche in rete, in questo ristorante. Pare proprio di sì: i gestori ce lo hanno confermato e hanno datato questa nascita negli anni Cinquanta del secolo scorso. La paternità di questo dolce, ormai famoso in tutto il mondo, rimane però avvolta in un’aura di gustoso mistero, dato che la firma del primo tiramisù della storia viene ancora rivendicata da più parti. Un tuffo nella storia della pasticceria, per noi Cercasfizio!

Scatti di campagna veneta

pubblicato da I Cercasfizio il 6 dicembre 2009

Lo sfizio veneto non passa soltanto attraverso i buoni piatti della cucina locale o la creatività operosa degli artigiani e dei piccoli imprenditori, che pur ne caratterizza l’anima.

Gli scorci che l’aperta campagna di queste zone offre sono color pastello, riposano la vista e fanno venir voglia di rimanere a lungo per scoprire i segreti di questa ricca semplicità.

Nell’album Flickr di Olivia&Marino abbiamo caricato i primi scatti di questo weekend, e qui ve ne proponiamo alcuni che descrivono bene questi paesaggi giorgioneschi.

La campagna trevigiana

Le montagne da sfondo

Ville palladiane nei pressi di Asolo e Maser, in provincia di Treviso

Siamo on the road!

Nel cuore del Nordest: ieri Padova, oggi la Marca

pubblicato da I Cercasfizio il 5 dicembre 2009

I portici del mercato nel centro storico di PadovaL’arrivo a Padova di ieri è stato accompagnato da un acquazzone che, nonostante l’antipatica irruenza, non ha fermato la nostra esplorazione, fino a tarda sera, del centro storico della città.

Seguendo i vostri consigli, abbiamo iniziato a perlustrare la zona a partire da Piazza delle Erbe, sede del mercato ortofrutticolo dove ogni giorno vi sono bancarelle con ogni tipo di verdura locale; l’imponente Palazzo della Ragione divide quest’area dalla vicina Piazza della Frutta, dove di giorno s’incontra un piccolo mercatino di abbigliamento.

Uno dei più antichi mercati esistenti è detto “sotto il Salone”, poiché si trova al primo piano del Palazzo della Ragione: lungo alcune stradicciole coperte da un antico loggiato trovano posto norcinerie, macellerie con pollame e carni locali appese in bella vista, formaggi freschi, bar (dove si assaggiano lo spritz e i famosi tramezzini) e forni storici. Una festa per gli occhi e per il  nostro palato!

La prima pausa pranzo è stata all’antica pasticceria Graziati; poi ci siamo addentrati nel quartiere del Ghetto, ricco dei Una Padova piovosa e suggestivapiù bravi artigiani del restauro della città e di meravigliosi negozi di antiquariato. Abbiamo anche incontrato un autentico artista nell’intaglio del legno, che da oltre trent’anni opera in un piccolo chiosco lungo il fiume e appartiene all’associazione degli Antichi Mestieri di Padova.

In serata, ci siamo fatti guidare dai consigli di Anna Maria e abbiamo potuto gustare una cena sicuramente non banale: alla Finestra di via dei Tadi Hèlèn e lo chef Carlo Vidali creano un percorso del gusto nei sapori tipici di questa terra, con un occhio molto attento alla creatività e alla sperimentazione.

Il classico radicchio trevigiano, ad esempio, ci è stato servito in uno strudel croccante con ripieno di ricotta. Pietro non si è fatto scappare dei favolosi tagliolini al nero di seppia con gamberi e crema di fave: erano talmente buoni che ci siamo ripromessi di tentare di replicare della ricetta anche a casa.

Dulcis in fundo, un autentico sfizio da golosi: il tiramisù lo fai tu! Si chiama proprio così uno dei dessert più singolari che abbiamo mai letto nel menù di un ristorante: ci è stato servito un piatto con savoiardi, caffè e la tipica crema del tiramisù, ciascuno separato dagli altri, e ci è stata lasciata la libertà di comporre il dolce come più ci piaceva. Inutile raccontarvi il divertimento! Lo chef Carlo ci ha confessato che, diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, ogni persona trova il proprio modo di gustare questo famoso dessert, giocando con gli ingredienti e liberando, anche attraverso il cibo, la propria fantasia.

Oggi siamo nel trevigiano. Toccheremo i colli asolani, la zona di Castelfranco Veneto e infine, naturalmente, Treviso. Scoprite con noi lo sfizio veneto su Facebook, Twitter e Friendfeed!

Di Virgilio e La Scarabattola: i presepi di Napoli

pubblicato da I Cercasfizio il 2 dicembre 2009

C’è un’antichissima strada nel cuore di Napoli nota per lo straordinario carosello di colori e creatività: San Gregorio Armeno è la famosa via dei presepi dove risiedono le botteghe specializzate nell’arte presepiale. L’esposizione di statuine avviene tutto l’anno, ma è soprattutto dal mese di novembre fino a Natale che la produzione diventa febbrile: curiosi e turisti si affollano ad ammirare le scene tradizionali della natività e i personaggi di attualità che, puntualmente, vengono miniaturizzati.

La tradizione creativa: “Di Virgilio”

Una delle botteghe più famose della zona per la lavorazione artigianale della terracotta napoletana è “Di Virgilio”, famiglia che dal 1830 tramanda di generazione in generazione questa antica arte creativa. Il più giovane della famiglia, Gennaro (Genni), ha mostrato fin da bambino un innato talento artistico: è stato proprio lui ad aver introdotto la realizzazione di statuette di personaggi celebri e di attualità, portando il suo punto di vista scanzonato e giocoso nella tradizione di questa antica lavorazione artigianale. L’originale connubio tra innovazione e tradizione si è rivelato essere un fortunato mix che ha decretato il successo di questa storica bottega artigianale: impossibile non fermarsi a curiosare tra i numerosi personaggi del gossip nostrano che spuntano, moderni e colorati, nella cornice delle classiche statuine presepiali. Sbirciate la bottega nel video qui sotto!

Genni di Virgilio e Pietro

La reinterpretazione dei classici: “La Scarabattola

La reinterpretazione delle scene tradizionali è invece il filo conduttore che guida la produzione artistica dei fratelli Scuotto, un’intera famiglia che, dal 1996, collabora nella bottega d’arte “La Scarabattola”, in via dei Tribunali. Oltre alle figure presepiali, il laboratorio realizza opere in bronzo (come il realistico busto di Antonio de Curtis o il Cristo Velato ispirato al modello dello scultore Corradini), in legno e pietra. La nostra chiacchierata col titolare Raffaele, raccolta nel video qui sotto, ci introduce in una dimensione caratterizzata da demoni e superstizioni, che la tradizione napoletana ha da sempre cercato di esorcizzare attraverso rappresentazioni irriverenti e scanzonate. Tradizione e passato sono fonte di ispirazione per creare ex novo scenari insoliti, di volta in volta contestualizzati nella nostra epoca; c’è un mondo di diavoli e demoni, incredibilmente realistici, rappresentati in maniera dissacrante, quasi a voler esorcizzare la paure del nostro tempo.
Vi state ancora chiedendo cosa sia una scarabattola? Ascoltate, nel video qui sotto, Raffaele Scuotto che ci introduce nell’universo artistico della sua creativa famiglia…

Raffaele Scuotto de La Scarabattola, con Silvia

Pronti per una nuova partenza: verso Padova e Treviso

pubblicato da I Cercasfizio il 1 dicembre 2009

Dalla vivacità di Napoli e dai paesaggi soleggiati della Costiera Amalfitana, questa settimana il tour dei Cercasfizio ci porterà sul versante Nord-Est dello stivale.

Prato della Valle, a PadovaPadova, Asolo e la zona del trevigiano saranno le destinazioni del nostro prossimo weekend, o meglio i punti di partenza da cui scoprire gli sfizi e i segreti di questo territorio ricco di sapori e specialità enogastronomiche. Come sapete, i vostri suggerimenti ci faranno da guida per conoscere meglio i luoghi che andremo a visitare, per apprendere tradizioni locali e apprezzare arti e mestieri propri di questi luoghi affascinanti.

Chissà se respireremo già la magica atmosfera del Natale, magari abbinata a qualche piatto della tradizione veneta

Ci siamo già messi all’opera per conoscere meglio Treviso e Padova grazie agli Itinerari dello sfizio che sono stati inseriti sul sito di Olivia & Marino. Ma ora tocca a voi: se foste diretti in questa zona, cosa non vi fareste scappare? Paesi, laboratori artigiani, osterie, luoghi d’arte e cultura: ci aiutate a scoprirli?

Pronti per un tour partenopeo: tra Napoli, Sorrento e Costiera Amalfitana

pubblicato da I Cercasfizio il 23 novembre 2009

Ci avete seguito durante il weekend nel Lazio?

Silvia, Cercasfizio!Da Roma ai meravigliosi borghi dell’Alta Tuscia, passando per i paesi affacciati sui laghi vulcanici dei Castelli Romani, abbiamo incontrato tante persone gioviali e festose che ci hanno aiutato a scoprire curiosità, panorami mozzafiato, sfiziosi piatti della tradizione, episodi che presto condivideremo con voi attraverso nuovi racconti, foto e filmati.

Sicuramente non rimpiangeremo il calore dei romani nel nostro prossimo, imminente, tour dello sfizio: da venerdì infatti saremo a Napoli!

Non servono presentazioni per una città che è un vivace caleidoscopio di folklore, tradizioni, cultura e storia. Ci servirà, invece, la vostra collaborazione per scoprire angoli poco conosciuti della città partenopea, i laboratori di artigiani storici, le botteghe più curiose del centro e dei paesi limitrofi.

Abbiamo cominciato a curiosare tra gli itinerari dello sfizio presenti sul sito di Olivia & Marino: Napoli, Sorrento e Penisola Sorrentina, ma siamo impazienti di avere da voi qualche suggerimento su luoghi da visitare. Che cosa dobbiamo assolutamente fare per assaporare gli sfizi della Napoli autentica? Quali altri paesi racchiudono luoghi particolari che non possono mancare nell’agenda dei Cercasfizio?

I Cercasfizio in un minuto: un trailer dal weekend in Liguria

pubblicato da I Cercasfizio il 10 novembre 2009

Vi mostriamo, in un minuto, il nostro weekend in Liguria, alla ricerca dei luoghi dello sfizio autentico fra Genova e le Cinque Terre. Per scoprire le nostre avventure come Cercasfizio tenete sempre d’occhio il canale YouTube di Olivia&Marino. Presto online le nostre interviste ad artigiani e ristoratori del posto! Restiamo in attesa dei vostri commenti!

Il trailer dei Cercasfizio in Liguria

Pienza, un borgo in cui si incontrano grandi personaggi

pubblicato da I Cercasfizio il 25 ottobre 2009

osteria Sette di vinoOggi a Pienza, oltre a seguire le tracce dello sfizio nella città di Pio II, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere un simpaticissimo oste toscano, Luciano e, grazie a lui, anche un grande poeta italiano, Mario Luzi che all’osteria Sette di Vino di Piazza di Spagna era di casa.

A Pienza, dire sfizio autentico significa parlare di una sola cosa: il pecorino che Luciano propone nei diversi gradi di stagionatura (dal più morbido al più saporito) e cucina sapientemente. Noi abbiamo assaggiato quello grigliato ricoperto di “rigatino” (il termine toscano che indica la pancetta) ma Luciano ci ha raccontano che Mario Luzi, invece, tornava spesso all’osteria per gustare quello fresco servito su fette di pomodoro.pecorino e rigatino
A questo piatto semplice e a questo luogo dello sfizio Luzi ha dedicato una poesia, scritta sui tavolini all’esterno dell’osteria, in un giorno di eclissi. Luciano oggi ha recitato per noi i primi versi.

Adesso stiamo tornando nelle Marche: il nostro primo weekend come Cercasfizio è terminato ma i luoghi dello sfizio scoperti e le persone incontrate ci hanno mostrato il lato più vero della Toscana!

Continuate a seguirci!

La ricetta autentica dei pici (o pinci) co’ le briciole

pubblicato da I Cercasfizio il 25 ottobre 2009

A Siena e dintorni abbiamo “scoperto” i segreti della cucina toscana: una cucina i cui piatti più tradizionali derivano dall’utilizzo (e, soprattutto, dal recupero) di tutti gli ingredienti poveri, legati al territorio e alla stagionalità.

pici co' le bricioleI pici (o pinci, nella zona di Montalcino) sono un formato di pasta fatta rigorosamente a mano e solo con acqua e farina; le briciole con cui vengono conditi altro non sono che pezzi di pane ormai raffermo che viene sbriciolato e poi fritto in olio extra vergine, aglio e peperoncino.

Anche se, detta così, sembra la ricetta più semplice del mondo, l’arte di lavorare e tirare i pici richiede tanta manualità e tanto allenamento. Al Convito di Curina abbiamo approfittato della gentilezza di Stefania, chef del ristorante, per farci raccontare la ricetta e farci dare le giuste dosi degli ingredienti (per scoprire poi che i pici migliori vengono fatti sempre “a occhio”).

Gli ingredienti per i pici sono: 1 kilo di farina e 180/200 grammi di acqua. L’impasto rimane molto duro e difficile da lavorare per cui, anche se la ricetta tradizionale non lo prevede, si può aggiungere 1 uovo che facilita anche la cottura dei pici. Dall’impasto si staccano dei piccoli pezzi e si arrotolano con le mani, tirando la pasta, per ottenere i grossi “spaghettoni” dell’immagine qui a fianco.

Per il condimento serve del pane sciocco (aggettivo che i toscani usano per dire senza sale) e cotto a legna che viene sbriciolato e poi passato in una padella con olio extra vergine di oliva, aglio e un po’ di peperoncino.

Quando i pici sono cotti si passano nella padella e si condiscono con le briciole. Buon appetito!

Stuzzichini d’autore: concluso il concorso tapas di Erborina

pubblicato da Redazione il 9 ottobre 2009

Sfizio autentico
Dal concorso “Tapas per l’estate” che si è concluso qualche giorno fa, è nato un piccolo libro di ricette semplici e deliziose da sposare ai prodotti Olivia&Marino: vi consigliamo di scaricarlo e conservarlo per arricchire spuntini e aperitivi.

Alla raccolta hanno contribuito una quindicina di food-blogger.

A vincere il concorso, lanciato da Erborina ad agosto, è stata Lenny di Una finestra di fronte. Le facciamo sinceri complimenti per il suo cheesecake di ricotta e melanzane: presto le invieremo un kit di nostri prodotti! Non possiamo però non segnalarvi, qui sotto, tutte le gustose ricette che sono state coinvolte dalla raccolta. Un autentico sfizio.

Quali sono le vostre preferite?

Dip al té matcha e peperoncino – Elga (Semi di Papavero)
Un paté estivo – Camomilla (Fior di Frolla)
Salsa rosa al robiola – Ilaria
Cigarettes au roquefort, compote de figues et echalotes – Dada (Un dejeuner de soleil)
Tapas con los higos – Manu (Tutta farina del mio sacco)
Pomodorini robiola e rosmarino – Elvira (Un filo d’erba cipollina)
Spuma di mozzarella – Sara (Meringhe alla panna)
Confettura di fiori di zucca al vino bianco – Lenny (Una finestra di fronte)
Cheesecake di ricotta e melanzane – Lenny (Una finestra di fronte)
Fichi e formaggio – L’oca bonga in cucina
Caprimole – Genny (Al cibo commestibile)
Crema di capperi e olive- Dada (Un dejeuner de soleil)
Pâté di fiori di zucca – Lenny (Una finestra di fronte)
Paté di lenticchie rosse al curry e semi di anice – Giada (Fiordilatte)
Dolcezze salate – Amp (La cucina di QB)
Paté di ceci e cumino – Juls (Juls’ Kitchen)
Cuoricini di pomodoro e piselli a pois – Emanuela (Forchettina Irreverente)
Saor di finocchio – Theodora (Pura cucina)
Crema di salmone e yogurt greco – Sandra (Un tocco di zenzero)

Un ringraziamento ad Alicia di Erborina per aver curato il concorso e, naturalmente, a tutte le partecipanti.