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Specialità regionali italiane: i cesti



pubblicato da Redazione il 27 ottobre 2010

Chi non ha mai comprato o anche solo ereditato un cesto senza tempo e indistruttibile, che magari usate per andare al mercato e per mettere la verdura sul balcone, in inverno?

L’Italia ha una grande e antica produzione di cesti di vimini. Fin dal Neolitico ci hanno tracce in Asia delle prime opere di intreccio di fibre vegetali per farne dei contenitori. In Italia i cesti più antichi sono stati ritrovati in Toscana, nel sito archeologico delle navi di Pisa a San Rossore, risalenti al primo Medioevo.

Tra i più famosi cesti italiani ne spiccano alcuni.

In provincia di Catanzaro, a Montepaone si produce il Crivu, un cesto di giunco usato come setaccio in cucina, per la farina, o per far seccare olive e pomodori. Ma lo si usa anche per dare forma agli gnocchi, poco prima di essere cotti. Un oggetto multifunzionale e legato indissolubilmente alla tradizione calabrese.

In Puglia, a Ischitella, in provincia di Foggia, si produce la cruedda, un cesto fatto di paglia di grano legata con fili di lino e giunco. Utilizzato principalmente per il trasporto dei panni al ruscello o del pane dal forno. La tradizione vuole che le famiglie si facciano confezionare la propria cruedda secondo disegni specifici, che si tramandano di padre in figlio.

A Lacco Ameno, sull’Isola di Ischia, da più di 100 anni le donne intrecciano cestini di rafia secondo disegni che vengono tramandati da madre in figlia e che sono unici nel loro genere. I cesti ischitani ricordano i merletti e sono utilizzati ovunque in casa, da cestini per il pane, per i boscosi, per le bottiglie.

Questi sono solo 3 esempi della grande tradizione cestaia italiana. Conoscete qualche altro cesto tipico della vostra zona? Raccontatecelo nei commenti!

Un weekend di tradizioni e intercultura: “Ritmi e danze dal mondo”

pubblicato da Redazione il 4 giugno 2010

Si svolge in questi giorni a Giavera del Montello, in provincia di Treviso, la quindicesima edizione di “Ritmi e danze del mondo”, festival che celebra le forme creative dell’interculturalità.

Teatro di impegno civile, pranzi di cucina etnica, artigianato nazionale e internazionale, spettacoli e volontariato: il festival offre un vasto spettro di curiosità da ogni angolo del mondo, con uno sguardo particolare alla tradizione.

Sabato mattina lo spazio sarà dedicato ai più piccoli, coi laboratori a tema. Dalle 16 in poi, invece, avranno luogo appuntamenti d’arte e artigianato, animazioni e assaggi delle cucine del mondo, accanto agli spettacoli dei gruppi di folclore persiani, libici e della Macedonia. Da scoprire anche il lavoro dei designer giapponesi e quello degli stilisti africani, in un cortocircuito di stili e punti di vista che si contaminano e rinnovano.

Domenica vi suggeriamo invece di provare il pranzo tipico serbo, alle 13, accompagnato dalle danze balcaniche, con grancasse e ottoni. Nel pomeriggio sono poi previsti spettacoli di teatro di strada, incontri con gli scrittori e la sfilata in costumi tradizionali delle associazioni organizzatrici.

Alle 21 si aprono le danze dal sapore multietnico: ci saranno gruppi dell’Argentina, della Nigeria e del Senegal, del Bangladesh e ancora dell’est Europa e di altri Paesi.

Il programma è molto ricco. Per maggiori informazioni si può visitare il sito http://www.ritmiedanzedalmondo.it o la pagina Facebook del festival.

Buon weekend da La Bottega di Olivia&Marino!

La tradizione dei corxetti liguri

pubblicato da I Cercasfizio il 11 novembre 2009

Nel nostro weekend ligure abbiamo incontrato, come sapete, un artigiano dei corxetti, una pasta incisa tipica della regione. Il signor Pietro Picetti di Varese Ligure ci ha raccontato questa secolare tradizione, che unisce l’arte del legno a quella della cucina, in una intervista che oggi vi mostriamo.

L'artigiano dei corxetti, a Varese Ligure