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Un marchio della tradizione veneta: Giorgione

pubblicato da I Cercasfizio il 12 dicembre 2009

Silvia e Pietro a Castelfranco Veneto, città del GiorgioneA Castelfranco Veneto, lo scorso sabato, siamo riusciti anche a passare nel Duomo cittadino per vedere uno dei capolavori del Rinascimento veneto, la Pala di Giorgione. Meravigliosa, immersa in un silenzio pieno, protetta nella cappella Costanzo.

Giorgione ha segnato la storia della cultura italiana come pochi altri, influenzando, nella sua pur breve vita, protagonisti dell’arte come Tiziano e tutta la scuola veneziana. Nonostante siano poche le opere a lui sicuramente attribuite, il fascino del personaggio ha superato i secoli. La zona ne ha, da un lato, raccolto nome e fama; dall’altro ne porta naturalmente avanti atmosfere, giochi di luci e ombre, dolcezza del tratto, colori. Giorgione è quasi un marchio della tradizione veneta.

Vi segnaliamo che proprio in questi giorni comincia, a Castelfranco Veneto, una mostra che celebra i 500 anni dalla morte dell’artista,  non solo raccogliendo alcune opere giovanili del maestro, ma anche ricostruendo i rapporti di Giorgione con gli altri artisti che costellarono la sua esistenza.

Per saperne di più vi consigliamo di visitare il sito ufficiale della mostra, http://www.giorgione2010.it. Per capire i percorsi della tradizione a volte è utile tuffarsi nel suo passato più remoto!

Ariccia e la porchetta, tra innovazione e tradizione

pubblicato da I Cercasfizio il 26 novembre 2009

Silvia e Pietro incontrano Maurizio ad Ariccia

Attraversato il Ponte di San Rocco, si ha subito un bellissimo scorcio di Ariccia, con la cupola della collegiata di Santa Maria Assunta, il Palazzo Chigi e la Piazza di Corte, progettati dal Bernini. Il complesso è un meraviglioso esempio del Barocco europeo: pensate che in Palazzo Chigi è stato girato quasi interamente il “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.

Il corso principale è costellato delle tipiche “fraschette“, piccole osterie dove gustare il simbolo gastronomico di questa graziosa cittadina dei Castelli Romani: la porchetta. Ci dicono che un tempo nelle fraschette (dal nome “frasca”, cioè un ramo o una fronda d’albero che in passato identificava questi luoghi) si andava principalmente per bere, tanto che ai clienti era consentito portare il cibo da casa per evitare di alzare il gomito.

Approfittando di una inaspettata giornata di sole, sabato mattina abbiamo preferito non pranzare al chiuso e ci siamo diretti in un delizioso ristorante vicino la chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari. All’interno i meravigliosi arredi d’epoca sono stati riportati allo splendore dallo stesso titolare, abile restauratore il cui laboratorio è proprio adiacente al ristorante. L’amore per l’arte, l’artigianato e la gastronomia è infatti il filo conduttore di questo piccolo ristorante, dove alla ricercatezza dei piatti si abbinano mostre, piccole esposizioni ed eventi artistici.

Coccio bollente di porchetta, con verdure gratinate e mozzarella di bufala - Da Art'èCon nostra sopresa, da Spazio Art’è la porchetta ci è stata servita in maniere insospettabili: la prima variante è stata il cosiddetto “Piatto della Marchesa“, ovvero porchetta a fettine sottili con polenta grigliata, e pecorino. In secondo luogo  abbiamo potuto toglierci lo sfizio di questo famoso piatto locale preparato in versione creativa dalla cuoca Silvia: la porchetta ci è stata offerta in un bollente coccio di terracotta, condita con mozzarella di bufala e verdure gratinate croccanti, nello specifico melanzane e pomodori maturi. Una vera squisitezza!

Ci siamo affidati al titolare Maurizio (che vedete nel video qui sopra), esperto di vini, per accompagnare questa squisita porchetta con un ottimo bianco dei Castelli Romani. Dulcis in fundo: un tortino di frolla ripieno di morbida frutta e crema pasticcera. Il caffè? Niente espresso, ma solo moka perchè, come ci spiega Silvia, l’amore per le cose tradizionali traspare anche dai dettagli.

Art’è: “Pane, arte e vino! Dalla passione per l’artigianato (restauro del mobile antico Maurizio, cornici e stampe Silvia) alla passione per i vini ed i sapori della nostra regione: il Lazio. Una riscoperta che invitiamo tutti a provare” (parole di Maurizio e Silvia, dal libro degli ospiti di Olivia&Marino).

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