Stefania, una Cercasfizio nata

pubblicato il 15 settembre 2010 da Redazione in I Cercasfizio

Proseguono le nostre interviste ai Cercasfizio 2010 per conoscerli più da vicino.

Stavolta guardiamo a Nord Ovest, dove vive Stefania Arienti. I suoi itinerari, molto ricchi e appassionanti, svelano una attitudine da brava osservatrice. Potete sbirciare il suo profilo da cultore dello sfizio qui, nel sito de La Bottega di Olivia&Marino.

Ciao Stefania! Da grande viaggiatrice, ci dici cos’è che ispira i tuoi viaggi?

Ciao a tutti! Cosa ispira i miei viaggi? Direi il motore che sostanzialmente regola tutta la mia vita: un’insaziabile curiosità. Non devo mai cercare un motivo particolare per partire, ho la ‘malattia della valigia’ e infatti ne ho sempre una pronta per ogni evenienza! Colpa dei miei genitori, che fin da piccola mi hanno scorrazzata per i campeggi di mezza Europa, una volta cresciuta e diventata autonoma ho solo proseguito il mio Viaggio alla scoperta di nuovi luoghi, persone, culture, odori.. e ovviamente anche sapori!

Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?

Devo dire che i miei ricordi d’infanzia legati al cibo più che a un piatto particolare sono legati a delle ‘fotografie di vita’. I miei nonni avevano una casa in campagna con un orticello e da piccola ci andavamo spesso d’estate. Ricordo le corse in mezzo ai filari di pomodori (che spesso rubacchiavo e mangiavo direttamente dalla pianta senza lavarli) e la preparazione della passata fatta in casa al momento del raccolto, le passeggiate in mezzo ai boschi con mio nonno alla ricerca dei funghi o delle castagne e il fuoco nel camino sopra cui cucinavamo la carne alla piastra o le caldarroste.

Quale strumento utilizzi di solito per pianificare i tuoi viaggi?

Dipende dal tipo di viaggio. In generale non amo i pacchetti all inclusive, preferisco i viaggi ‘on the road’ in cui, prenotato il minimo indispensabile (volo e macchina, se non parto direttamente su strada), il resto del programma viene stabilito giorno per giorno in base all’ispirazione del momento per qualcosa letto sulla guida o per quello che mi trovo a incontrare sul cammino. Anche in caso di viaggi più complessi, normalmente faccio un programma di base dopo aver letto la guida del Paese in cui vado ma che può essere completamente stravolto una volta arrivata in loco.

Hai un piatto forte della tradizione lombarda che ci cucineresti?

In cucina amo sperimentare e mischiare ingredienti dalle origini più diverse, ma i piatti della tradizione sono sempre quelli che danno maggiore soddisfazione. Per questo il piatto lombardo che mi piace sempre proporre ai miei ospiti è il risotto, nelle varianti ‘alla monzese’ - con la luganega - o ‘alla milanese’, magari contornato da un bell’ossobuco per esaltarne il sapore.

Come individui le tappe dello sfizio per i tuoi itinerari?

Come dicevo sono una gran curiosona, per cui di ogni luogo in cui passo mi piace cercare di scoprire il più possibile, soprattutto le cose meno ‘ovvie’. Mi capita così di imbattermi in posti – che si tratti di ristoranti, musei o anche solo di cittadine e villaggi - magari non pubblicizzati sulle guide, in cui si respira un’atmosfera ‘genuina’ che permette di assaporare e apprezzare maggiormente le tradizioni e le abitudini locali. In altri casi, invece, si tratta di tappe che sono andata a cercare appositamente per vivere l’esperienza di un determinato luogo, già di per sè caratteristico a livello culturale e/o enogastronomico, da un punto di vista differente. Come sarà, per esempio, nel mio prossimo itinerario alla scoperta delle valli fra Sondrio e Lecco all’insegna delle sagre e dell’avventura!

Hai una bottega del cuore che ci vuoi svelare?

Anche se mi piace sempre scoprire cose e posti nuovi, ce ne sono parecchi che, per un motivo o per l’altro, rimangono da anni nel mio cuore e in cui mi piace tornare appena posso. Fra questi c’è una trattoria di Milano, incastonata nella splendida cornice dei Navigli, una delle zone che più adoro di questa città: il Coniglio Bianco. Sarà la comunanza di origini con il proprietario, brianzolo anche lui, sarà il nome che mi ricorda uno dei miei libri preferiti, l’atmosfera calda e accogliente dell’arredo ‘Vecchia Milano’ o l’ottima cucina di tradizione lombarda (con alcune escuriosni marittime di tutto rispetto!) accompagnata da una buona bottiglia di vino, ma ogni volta che mi concedo una cena in questo posticino mi sento come a casa.

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