La Bottega di Olivia&Marino a Cantine Aperte: Luca Boggio scrive per noi il suo “dietro le quinte”
La stimolante iniziativa di Cantine Aperte 2011 non è stata soltanto l’occasione per visitare una cantina, ma anche (e soprattutto) per conoscere più da vicino un mondo davvero affascinante: quello del vino.
Alle 14.30 appuntamento alle Cantine dei Marchesi di Barolo, dove il Presidente delle stesse cantine e altri appassionati e preparatissimi collaboratori ci hanno accompagnato alla scoperta del ‘dietro le quinte’ della produzione di quel fantastico vino che è, appunto, il Barolo.
La storia delle cantine sembrava aleggiare sopra le nostre teste, fra le antiche botti (alcune, restaurate e tuttora funzionanti, appartenevano già alla marchesa Giulia Vittorina Colbert di Maulevrier), il selciato e le mura di pietra di quella che una volta era la scuderia.
Lo scorrere del tempo e delle epoche è rispecchiato dalle attrezzature in dotazione della Cantina: accanto alle antiche botti in legno di rovere restaurato ci sono delle apposite cisterne per la fermentazione del vino e vengono utilizzate tecniche sempre più avanzate per rendere unico e speciale questo vino così apprezzato.
Il particolare che mi ha colpito, però, è che nonostante le tecnologie che avanzano, gli ingredienti essenziali restano unici ed immutabili.
L’elemento chiave di questo pregiato vino è il vitigno del Nebbiolo, ma solo quello di una particolare area geografica delle Langhe: solo in quel fazzoletto di terra la composizione del suolo è tale da poter conferire alla vite gli elementi necessari per poter ottenere il Barolo, insignito a tal proposito del marchio DOCG.
Basta spostarsi in un’altra zona (non contigua ma comunque vicina) per far sì che dal Nebbiolo non si ottenga più il Barolo ma il “cugino” Barbaresco: la differenza non sta solo nella zona della coltivazione della vite ma anche nei tempi necessari affinché il vino sia pronto per la vendita.
Ma il solo vitigno servirebbe a poco senza la grande passione, l’attenzione e l’amore per le tradizioni e per la qualità che i produttori hanno: è la composizione di tutti questi fattori che rende possibile la magia del Barolo.
Passeggiare per le cantine accompagnati da esperti ed appassionati che ci hanno fatto capire come tradizione ed innovazione non siano necessariamente antagoniste ma anzi alleate nel raggiungimento della perfezione, è stata un’esperienza davvero unica, che consiglio a tutti…
Così come unico è stato degustare il vino in cortile con la presenza di un sommelier: la giusta conclusione di una giornata particolare.
Il fatto che il tavolino delle degustazioni fosse vicino a quello de La Bottega di Olivia&Marino ha reso assai facile ed immediata l’associazione di idee: un bel bicchiere di Gavi sorseggiato sgranocchiando gli Sfilati rustici al forno con olive… ancor meglio se avvolti da una bella fetta di prosciutto di Parma tagliato sottile.
Gli ingredienti per questo aperitivo sfizioso sono già a casa mia: adesso non resta che chiamare un paio di amici per poter loro raccontare questa bellissima giornata gustando i sapori unici della tradizione.





















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