Tutti i post della categoria: I Cercasfizio

Torino Sotterranea: un itinerario della Cercasfizio Ombretta Gamba tra gli sfizi e i misteri di una città magica

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 30 novembre 2011

Con questo percorso voglio offrire a tutti gli amici de La Bottega di Olivia&Marino un’originale visione della mia Torino, una città esoterica fatta di cripte, gallerie e cunicoli permeati di storia e di mistero.

Vi porterò alla scoperta della chiesa della Sindone con tutti i suoi enigmi irrisolti, fino ai 14 Km della ‘Cittadella’ costruita nel 1706 per proteggere il territorio dall’assedio dei francesi.

Prima tappa – Le ghiacciaie

Al centro di Piazza Emanuele Filiberto sorge un moderno parcheggio sotterraneo: qui sono ancora visibili gli antichi frigoriferi dove nel 1700 venivano stoccate le merci deperibili (carne e pesce) coperte di ghiaccio del vicino mercato di Porta Palazzo.

Come momento sfizioso, vi consiglio di fermarvi per un aperitivo (naturalmente con ghiaccio!) al famoso Quadrilatero che si trova proprio sopra la vostra testa!

Seconda tappa – Il Duomo e la Sacra Sindone

All’interno del Duomo di Torino, in una cripta sotterranea, viene gelosamente custodito il lenzuolo della Sacra Sindone, una reliquia religiosa ed esoterica al tempo stesso che porta con sé, attraverso i secoli, sacralità ma anche misteri e profezie nefaste.

Personalmente, trovo che sia ogni volta emozionante entrare nel buio della chiesa e trovarsi davanti il sacro volto di Cristo.

Terza tappa – Uno sfizio piemontese: M** Bun

In questa terza tappa, vi segnalo M** Bun un’azienda agricola piemontese che alleva e produce carni a Km zero, dove potete trovare hamburgher di manzo nostrano, carne cruda all’albese e patatine fritte tagliate a mano, proprio come a casa. Qui, l’attenzione agli ingredienti biologici e naturali è massima.

Ma veniamo all’etimologia: in piemontese ‘mac bun’ significa ‘solamente buono’ , un’espressione, però, troppo simile al nome di una famosa catena di fast food americana che citando i proprietari in giudizio, li ha costretti a cambiare nome.

Quarta tappa – La Cittadella e le gallerie di Pietro Micca

In centro, non lontano dalla stazione, troviamo  ’La Cittadella’, ultimo resto della maestosa Fortificazione militare datata 1706 che difendeva la città dall’assedio dei Francesi.

Ma se sopra rimane ben poco, scendendo nei sotterranei troviamo intatti i 14 km di gallerie e cunicoli che furono determinanti per la vittoria dell’esercito Sabaudo.

Al Museo Pietro Micca è possibile rivivere la storia di questo eroe che si è fatto  esplodere insieme ad una parte di galleria per vincere una determinante battaglia.

La dolce terra della costiera: la pasticceria “verde” tra Salerno e Amalfi: itinerario della Cercasfizio Viviana Tagliaferri

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 15 novembre 2011

Avete mai fatto un giro lungo la costiera da Salerno ad Amalfi? È un’esperienza unica, non solo per una gita o una vacanza, ma anche per scoprire gusti e sapori tradizionali che, molto spesso, non fanno parte delle nostre tradizioni quotidiane, ma che meritano un giusto e doveroso tributo.

In questo itinerario toccheremo solo alcuni dei centri che sorgono lungo la linea della costiera più bella e famosa d’Italia a caccia di dolci sfiziosi che ci vengono regalati dalla terra. Non solo frutta ma anche ortaggi che l’arte pasticciera trasforma in meraviglie per le nostre papille, tutte da gustare.

Faremo tappa a Cava dei Tirreni, a Salerno, a Minori e infine a Ravello esplorando sfizi da vivere e da mangiare.

Prima tappa a Cava dei Tirreni: Dalla Parmigiana al cioccolato

La melanzana, si sa, è un ortaggio molto versatile. Lo si può riempire o può essere il ripieno di un piatto. Lo si può grigliare o ridurre in crema. Ma non tutti sanno che, col cioccolato, è davvero divina…

Sfizio da mangiare – Le melanzane al cioccolato sono un dolce tipico della Costiera che a Cava dei Tirreni, si mangia in particolare a Ferragosto. Lo sbalorditivo tortino ha un aspetto a metà tra un tiramisù e una parmigiana, le sue melanzane cioccolatose e FRITTE vi stupiranno davvero. Altra dolce curiosità: qui si prepara anche una pastiera con gli spaghetti, la pastiera di maccheroni, che può essere sia dolce che salata.

Sfizio da vivere – Cava è un incantevole borgo il cui cuore è un elegante srotolamento di portici che rendono particolarmente gradevole passeggiare in strada anche d’estate. Quelli della parte più antica, borgo Scacciaventi, sono popolati di botteghe dell’arte della Ceramica.

Seconda tappa a Salerno: Dotta, virtuosa e buona

Salerno è stata la sede della facoltà di medicina più antica e rinomata d’Italia. Oggi è la prima provincia nella differenziazione dei rifiuti. Da sempre, per l’alta qualità della cucina, è buonissima!

Sfizio da mangiare – Fragoline di bosco e crema pasticcera: la scazzetta è il dolce che forse, più di ogni altro, può essere definito “salernitano”. Il dolce è chiamato così perché la glassa rossa che lo ricopre lo fa somigliare al cappello di un cardinale

Sfizio da vivere – Salerno è una città che si vive “fuori”. La vivacissima socialità mediterranea qui è elevata all’ennesima potenza e la città brulica di vita, dalla lungomare al corso, fino a tarda notte anche d’inverno. Per un panorama mozzafiato, però, si deve salire fin su al castello di Arechi II, longobardo duca di Benevento: la vista sul golfo vale il viaggio!

Terza tappa a Minori: Dolci fatti di sole

Minori è incastrata tra pareti a strapiombo sul mare e la sua spiaggia pare poco più grande di una cala. Ma nel suo bellissimo cuore batte l’arte antica di dolci nati da giallissimi limoni.

Sfizio da mangiare – La delizia al limone è non solo “deliziosa”. È qualcosa che a parole non si può descrivere. La delicatezza del suo sapore si congiunge all’insostenibile leggerezza della sua glassa e alla incantevole sofficità del suo pan di Spagna. È davvero un dono del sole.

Sfizio da vivere – Salvatore De Riso è l’erede di una grande tradizione. Non tanto familiare quanto “regionale”: dalla delizia al limone alla torta ricotta e pere, altra meraviglia gustativa, la sua pasticceria è un vero e proprio tempio dei dolci della costiera. Ma dove le delizie sono davvero superlative è alla Pasticceria Gambardella: provare per credere.

Quarta tappa a Ravello: Uno sguardo che abbraccia il paradiso

Ravello è una esperienza, non un viaggio. È acquisire la consapevolezza che il paradiso esiste su questa terra.

Sfizio da mangiare – Per raggiungere Ravello bisogna salire sempre più su e, una volta arrivati, non c’è nulla di più soddisfacente di un limoncello seduti al tavolino di un bar. Il limone che qui viene utilizzato è l’IGP sfusato amalfitano che regala il suo profumo straordinario e il gusto intenso a dolci e liquori.

Sfizio da vivere – Il liquorificio artigianale “Profumi della Costiera” vale una visita mentre si passa da villa Rufolo, moresca e selvatica, a villa Cibrone col suo rinomato Belvedere da cui si stacca la Terazza dell’Infinito. Qui si può solo lasciar vagare lo sguardo ed essere sopraffatti da un senso di bellezza e assoluto che leva il fiato.

La Bottega di Olivia&Marino alla Barcolana di Trieste: grazie a tutti i partecipanti!

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 11 ottobre 2011

Durante lo scorso week-end, a Trieste, si è svolta la Barcolana, un appuntamento imperdibile per velisti e lupi di mare che – ancor più che una competizione – è una vera e propria festa del mare, un’occasione sfiziosa a cui non poteva mancare La Bottega di Olivia&Marino.

Come vi avevamo preannunciato, oltre allo stand in cui sfiziarsi con i nostri prodotti, ad attendere Cercasfizio e Cultori dello sfizio c’era una vera e propria barca – con tanto di equipaggio! -  pronta a salpare alla volta del primo itinerario marino de La Bottega di Olivia&Marino.

Nella giornata di sabato, i più fortunati della community, accompagnati dalla Cercasfizio Nunzia Romano, il giornalista Alberto Francescut della Gazzetta dello Sport e dalle blogger Irene e Sabrina, hanno veleggiato alla scoperta dei segreti del Golfo di Trieste: dal Castello di Miramare, al Faro della Vittoria fino ai Bagni Pedocin, l’ultimo stabilimento balneare in Europa a tenere divise con un muro le donne dagli uomini.

Abbiamo concluso il nostro itinerario marino con un brindisi accompagnato dai prodotti Olivia&Marino, dandoci appuntamento al giorno successivo, per la regata storica, a cui hanno partecipato le Cercasfizio Nunzia Romano e Stefania Arienti, Lucia, una popolare blogger esperta di lifestyle, e Giovanni Tomasin del quotidiano locale Il Piccolo, che hanno assistito a una vera e propria competizione in cui la  barca di Olivia & Marino si è posizionata 537° su più di 1800 partecipanti, 77° nella sua categoria: sicuramente una grande prestazione!

Ringraziamo i nostri esperti dello sfizio, che hanno condiviso con tutti voi la magia di questa sfiziosissima esperienza postando immagini e commenti live sui nostri canali social – Facebook, Twitter e Instagram – e vi invitiamo a tenere d’occhio la sezione eventi del sito, dove caricheremo a breve altre foto e video dell’evento!

La Bottega di Olivia&Marino

La Bottega di Olivia&Marino al Milano Film Festival: l’esperienza della Cercasfizio Stefania Arienti

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 18 settembre 2011

Quello che io adoro di Milano è che è una città sempre in grado di riservare nuove sorprese, svelando agli occhi di chi ci si avventura sfaccettature e lati nascosti della sua personalità e che, nel brulicare di vita e di eventi che la movimentano, dà modo alle persone di fare esperienze fuori dal comune.

E’ quello che è capitato anche sabato scorso durante l’incontro con la nostra community de La Bottega di Olivia&Marino organizzato per il Milano Film Festival, cui ho avuto l’onore di fare da guida.

Strutturare un itinerario fra le zone del centro storico poteva sembrare scontato e banale, ma quando c’è di mezzo la “macchina dei sogni” – come la chiamava Meliès – anche la cosa vista e rivista mille volte in un certo qual modo si trasforma e diventa irriconoscibile o quasi.

Nella nostra visita alla scoperta della Milano cinematografica siamo dunque partiti da un’assolata piazza del Cannone, dietro il Castello Sforzesco, per addentrarci fra le strade che la macchina da presa ha immortalato per la prima volta nel 1932 in “Gli uomini, che mascalzoni!”, film di Camerini che lanciò Vittorio de Sica e la canzone “Parlami d’amore Mariù”.

Rinfrancati dal calore umano e dalla simpatia di un gruppi di promotori di abbracci gratuiti abbiamo quindi raggiunto piazza del Duomo. Immaginare come fosse allo stesso tempo simile e diversa negli anni ’50, quando ci arrivarono Totò e Peppino de Filippo per girare “Totò, Peppino e la malafemmina” di Camillo Mastrocinque, ricordando le loro evoluzioni linguistiche per comunicare con il nordico ghisa, è servito per rompere il ghiaccio.

Il vero “Miracolo” che ci ha trasportati indietro nel tempo, però, è riuscito a De Sica, che attraverso i suoi occhi e la sua cinepresa ci ha fornito un inedito punto di osservazione della Madunina più famosa d’Italia dalle scope volanti verso un mondo in cui ‘buongiorno voglia dire davvero un buon giorno’, che – tra le altre cose – hanno ispirato niente meno che Steven Spielberg per un capolavoro come “E.T”.

La tappa successiva, la Pasticceria Taveggia, ci ha fatto scoprire un angolo di tradizione in cui il tempo sembra essersi fermato nella metropoli frenetica con tanto di lezione di cucina, dopo la quale ci siamo diretti al Teatro Strehler per assistere a una lezione di cinema tenuta da Jonathan Demme, regista, sceneggiatore e produttore statunitense, premio oscar per “Il silenzio degli innocenti” nel ’92.

La giornata si è conclusa poi con un “aperitivo bagnato, aperitivo fortunato” – visto che nel frattempo era iniziato a piovere – al N’ombra de vin, dove abbiamo degustato i prodotti Olivia&Marino abbinati a ingredienti della gastronomia lombarda e ai vini della pregiata selezione dell’enoteca.

La bottega di Olivia&Marino ci ha poi riservato un’ulteriore sorpresa per continuare il weekend in maniera sfiziosa, regalandoci i biglietti per visitare il Cenacolo di Leonardo il pomeriggio della domenica. Un’altra occasione imperdibile per ri-scoprire qualcosa di unico che abbiamo in città.

Grazie di nuovo a tutti i partecipanti – alle facce già viste e alle new entry – che spero si siano divertiti e abbiano scoperto una Milano diversa da quella che conoscevano. Alla prossima!

Stefania

La Bottega di Olivia&Marino a Ferrara: il racconto della Cercasfizio Nunzia Romano

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 31 agosto 2011

I partecipanti all'Incontro con i Cultori dello sfizio

Fare da guida all’incontro della Community de La Bottega di Olivia&Marino che si è tenuto lo scorso sabato a Ferrara nell’atmosfera gioiosa del Buskers Festival, la più importante kermesse mondiale degli artisti di strada, è stata per me l’occasione di rivedere una città che avevo già conosciuto come turista, con l’occhio e l’entusiasmo del Cercasfizio, cogliendo aspetti nuovi insoliti e sicuramente sfiziosi.

Ho trascorso un solare pomeriggio d’estate condividendo la ricerca del bello e dello sfizio in piacevole compagnia. Per i dettagli? Seguitemi…

Il nostro tour è iniziato vicino alla magnificenza del  Castello Estense, dove era ben posizionato lo stand de La Bottega di Olivia&Marino; da lì abbiamo raggiunto, nella vicina piazza della Repubblica, la Torrefazione Artlife dove il proprietario ci ha accolti con cordialità e introdotti con passione ai segreti della preparazione di una buona “tazzulella”.

Dopo esserci deliziati il palato con l’aromatica ed energetica bevanda, la nostra passeggiata è proseguita attraversando la storica piazza Municipio in direzione della Cattedrale di San Giorgio, dove ne abbiamo ammirato la bellezza e l’interessante mescolanza di diversi stili.

Successivamente,  passando per piazza Trento e Trieste (una tipica piazza mercantile medievale), ci siamo spinti verso via Mazzini, dove storicamente iniziava il ghetto ebraico e fiorivano botteghe commerciali e artigianali. In questa zona, esattamente in via di Vignatagliata, ha sede il laboratorio di ceramica del maestro Riccardo Biavati, uno dei pochi artisti che ha mantenuto negozio e laboratorio nel cuore della città: qui abbiamo appreso alcune delle caratteristiche della storica ceramica ferrarese e il percorso artistico del maestro per reinterpretarla con originalità e in chiave moderna.

Lasciate a malincuore le meravigliose ceramiche, il nostro percorso è continuato alla scoperta della Ferrara medievale passando per la suggestiva via delle Volte, una lunga e storica strada, lungo la quale una volta scorreva il Po, e perciò luogo mercantile pullulante di vita e di botteghe.

A questo punto,  il nostro itinerario di cultori dello sfizio è ripreso ripuntando in direzione della Cattedrale per scoprire nella stradina adiacente, via Adelardi, un’osteria,  Il Brindisi, famosa per essere una delle più antiche  al mondo, essendo citata in alcuni documenti già dal 1435.

Ma dopo aver sostato in questa osteria rinomata anche per l’ottima qualità dei prodotti serviti, Ferrara aveva ancora altre bellezze con cui sorprenderci e ce ne siamo accorti oltrepassando il Castello in direzione di via Ercole I, dove comincia l’addizione erculea dedicata appunto al Duca D’Este Ercole I che, con l’architetto Rossini, progettò questa estensione della città secondo dei canoni architettonici moderni, trasformando così la rappresentazione architettonica della città medievale in una delle prime città moderne d’Europa. Per questo, ci siamo soffermati davanti al gioiello di tanto estro, il Palazzo dei Diamanti, progettato dal geniale architetto nel 1493 che ne ha ricoperto la facciata con ben oltre 8500 bugne di marmo a forma di diamante: particolare di sicuro effetto, soprattutto in un giorno di sole.

Al termine della nostra passeggiata, ci siamo diretti in uno storico palazzo sito sulla stessa strada, dove un tempo aveva sede la borsa valori e ora c’è La borsa winebar, locale dello storico ristorante Il Dongiovanni), per congedarci con un aperitivo sfizioso con i  prodotti de La Bottega di Olivia& Marino e prodotti tipici ferraresi;  quali i cappellaci, preparati al momento, davanti ai nostri occhi curiosi e serviti accompagnati da ottimi vini, tra cui un rosè, frutto di un nuovo vitigno del ferrarese.

Dopo così tanta storia, dopo così tanta bellezza e bontà che dirvi? Arrivederci presto…alla prossima!

 

La Bottega di Olivia&Marino all’Umbria Jazz di Perugia: scrive per noi la Cercasfizio Stefania Arienti!

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 25 luglio 2011

Sabato 16 luglio ho avuto l’onore di fare nuovamente da guida nell’ultimo appuntamento con lo sfizio organizzato per la community a Perugia (guarda qui le foto e i video dell’evento!), in occasione dell’Umbria Jazz Festival.

Un’esperienza molto divertente e coinvolgente, diversa dal primo incontro dello scorso anno perché in questo caso sono andata anch’io alla scoperta della città, non essendoci mai stata prima. Documentandomi per definire l’itinerario, ho cercato quindi di coniugare un po’ di must dal punto di vista storico/artistico (come i monumenti più famosi di Piazza IV Novembre), con botteghe e luoghi simbolo della vita cittadina e del festival che da 37 anni è sinonimo di musica di qualità.

Partiti da Piazza Italia, dov’era lo stand de La Bottega di Olivia&Marino, ci siamo quindi subito avviati a scoprire l’affascinante realtà delle ceramiche derutiane, vero e proprio fiore all’occhiello dell’artigianato umbro da oltre 8 secoli, alla Bottega l’Arte dei Vasai

Qui la signora Maria Rita Nicolini, titolare della bottega, ci ha spiegato non solo le origini e le evoluzioni di una tradizione che risale al 1300, ma anche quali siano i pezzi che vanno oggi per la maggiore e ci ha mostrato come ogni disegno venga realizzati a mano con un’eccezionale cura per il dettaglio che rende ogni pezzo unico e irripetibile.

Ritornando verso piazza Italia per raggiungere i Giardini Carducci, luogo simbolo della città da cui si gode una magnifica vista a 180° sulla Valle Umbra e la Valle del Tevere e una delle ‘arene all’aperto’ in cui si tengono i concerti del Festival, Italo, uno dei nostri membri della community ci ha raccontato l’interessante storia di Palazzo Cesaroni, sulla cui facciata sono scolpiti visi che fanno delle smorfie a testimonianza di un vecchio torto fatto dal re Vittorio Emanuele al proprietario del palazzo.

Dopo essere scesi nei cunicoli della Rocca Paolina, posta immediatamente sotto i giardini e altro luogo caratteristico di Perugia in cui hanno sede numerosi eventi ed esposizioni, abbiamo attraversato il ‘salotto buono’ perugino, via Vanucci, per ristorarci con un dolce tipico alla Pasticceria Sandri, locale storico che risale al 1800 e che da allora delizia i suoi clienti con creazioni proprie e della tradizione umbra quali il torcolo di San Costanzo e il torciglione, una specie di serpente alla pasta di mandorle.

Da qui siamo arrivati in un attimo alla piazza principale della città, piazza IV Novembre, dove si trovano alcuni fra i monumenti più importanti della città: Palazzo dei Priori, con la sua sala dei Notari e l’affresco del Pinturicchio nella sala del consiglio comunale; la medievale Fontana Maggiore, finemente scolpita da Nicola e Giovanni Pisano; e la Cattedrale di San Lorenzo, che conserva il Sacro Anello, reliquia della fede nuziale della Vergine Maria.

I vicoli che conducono all’arco etrusco ci hanno poi portato alla tappa più sfiziosa della giornata: il laboratorio tessile Brozzetti, che sui suoi telai risalenti al ’600 e all’800 realizza artigianalmente ancora oggi tessuti decorati per abbigliamento e complementi d’arredo come nella più antica tradizione umbra.

Non poteva mancare, per ristorarci della passeggiata e concludere in bellezza il nostro giro, il classico aperitivo con i prodotti di Olivia&Marino abbinati ai vini e ai piatti tipici locali proposti dal Caffé di Perugia.

Grazie ancora a tutti i partecipanti e… alla prossima!

La Bottega di Olivia&Marino

La Bottega di Olivia&Marino a Taormina: scrive per noi Cristiano Bonolo, blogger de Il Cucinotto

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 23 giugno 2011

Sabato 18 Giugno, nella stessa giornata in cui si è chiuso il Taormina Film Fest (principale evento cinematografico dell’estate italiana), La Bottega di Olivia&Marino ha organizzato l’incontro con i Cultori dello sfizio a cui ho avuto l’onore e il piacere di partecipare come guida.

Nel mio itinerario ho cercato di unire l’atmosfera mediterranea, cardine dell’evento, al paesaggio e alla storia di Taormina.

Partendo da Porta Catania, la parte più a sud della città, abbiamo percorso a piedi l’arteria principale, Corso Umberto I, da cui si ramificano un’infinità di stradine che si affacciano su panorami incantevoli, con forti note storiche e richiami mitologici evidenziati dai particolari architettonici dei palazzi e dei monumenti.
Il viale è fiancheggiato da tantissimi negozi, ristoranti, caffé e laboratori di artisti che, in questa meravigliosa cittadina, portano avanti tradizioni secolari.

Tra le tappe a mio avviso più riuscite, c’è sicuramente quella alla Pasticceria Etnea dove abbiamo potuto ascoltare la storia della nascita del vero cannolo siciliano e partecipare ad un assaggio che – ne sono certo – è stato molto apprezzato da tutti i presenti.

Sfiziosa è stata anche la visita al laboratorio Kerameion, dove il maestro Marco Monforte ci ha svelato alcuni segreti, con numerosi cenni storici, dell’arte decorativa della ceramica.

Ci siamo infine rilassati all’Antico Caffè San Giorgio, con i prodotti  Olivia&Marino accompagnati da specialità locali: primo fra tutte, la crema dolce al pistacchio di Bronte e, a seguire, il buonissimo vino alle mandorle frutto della lavorazione di uve pregiate, essenze segrete e mandorle Siciliane.

Grazie a tutti i partecipanti e… alla prossima!

Il vostro Cercasfizio Cristiano Bonolo blogger de Il Cucinotto.

La Bottega di Olivia&Marino a Cantine Aperte: Silvia Ceci racconta la sua esperienza

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 6 giugno 2011

Pur non essendo una grande conoscitrice di vini, ho partecipato con entusiasmo alla visita delle Cantine dei Marchesi di Barolo in occasione di Cantine Aperte 2011: ancora non sapevo che sarei rimasta affascinata da questo mondo a me sconosciuto.

Se Luca (mio compagno in questa avventura) vi ha illustrato questa esperienza ponendo l’attenzione sulla storia della cantina e del Barolo, io ve la racconterò così come l’ho vissuta, ovvero talmente rapita dai profumi e dalla magia di questo posto da perdere la cognizione del tempo… e anche della presenza delle altre persone che erano con me.

Camminare fra le enormi botti poste a ridosso delle mura antiche della vecchia scuderia è stato come tornare indietro in un tempo di carrozze e lumi ad olio.

La fusione del profumo del legno delle botti (da quelle più antiche a quelle più moderne) con quello del vino che dentro alle stesse botti sta aspettando che passi il tempo necessario per poter dare il meglio di sé, dà vita ad una fragranza particolare mai sentita prima: descriverla è impossibile, dolce e pungente allo stesso tempo.

Il leggero pulviscolo che danza alla luce fioca che passa dalle alte feritoie, le grandi botti che aspettano di poter finalmente donare il proprio contenuto, l’atmosfera immobile e l’aria fresca… tutto sa di attesa e di magia. E fa riflettere sul fatto che, in un mondo dove l’imperativo è la fretta, ci sono ancora degli angoli di mondo e delle attività produttive in cui l’attesa è uno degli ingredienti principali per raggiungere la perfezione.

Il percorso per arrivare dalla vite alla bottiglia è quindi lungo e pieno di tappe obbligate: vasche di cemento, contenitori per la fermentazione, botti o barriques per l’invecchiamento… ed infine la bottiglia.

A tal proposito abbiamo avuto la fortuna di poter visitare alcune stanze dove, adagiate sugli scaffali, riposano bottiglie da collezione di varie annate: è stato emozionante vedere una bottiglia recante etichetta del 1861, anno dell’unità d’Italia.

Questo viaggio non può dirsi concluso senza l’ultima fondamentale tappa: il bicchiere! Che sia bianco o rosso, vedere scintillare il vino nei calici è sempre bello… e divertente nel caso in cui, da profani, ci si improvvisa sommelier e si cerca di cogliere con l’olfatto ed il gusto “note”, “sentori”, “tannini” e tanti altri poetici termini di cui si ignora il significato, ma che in momenti come questo si vorrebbero tanto conoscere.

Per fortuna nel cortile della Cantina c’era un sommelier vero, che ci ha permesso di degustare il Barbera ed il Gavi illustrandocene le caratteristiche in modo competente e professionale!

Ma il cortile offriva anche altre sorprese gustose: oltre agli snack de La Bottega di Olivia&Marino ed altre piccole aziende del luogo che offrivano prodotti artigianali e genuini c’era lo stand di Armando Garello che offriva i suoi prodotti a base di olive taggiasche: olio, battuto di olive e soprattutto patè di olive servito per la degustazione su pezzetti di pane tostato.

Da qui l’idea di terminare questa giornata particolare a casa con uno spuntino a base di Schiacciate de La Bottega di Olivia&Marino, spalmate con patè di olive taggiasche ed accompagnate da un bicchiere di ottimo barbera acquistato alle Cantine.

La Bottega di Olivia&Marino a Cantine Aperte: Luca Boggio scrive per noi il suo “dietro le quinte”

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 6 giugno 2011

La stimolante iniziativa di Cantine Aperte 2011 non è stata soltanto l’occasione per visitare una cantina, ma anche (e soprattutto) per conoscere più da vicino un mondo davvero affascinante: quello del vino.

Alle 14.30 appuntamento alle Cantine dei Marchesi di Barolo, dove il Presidente delle stesse cantine e altri appassionati e preparatissimi collaboratori ci hanno accompagnato alla scoperta del ‘dietro le quinte’ della produzione di quel fantastico vino che è, appunto, il Barolo.

La storia delle cantine sembrava aleggiare sopra le nostre teste, fra le antiche botti (alcune, restaurate e tuttora funzionanti, appartenevano già alla marchesa Giulia Vittorina Colbert di Maulevrier), il selciato e le mura di pietra di quella che una volta era la scuderia.

Lo scorrere del tempo e delle epoche è rispecchiato dalle attrezzature in dotazione della Cantina: accanto alle antiche botti in legno di rovere restaurato ci sono delle apposite cisterne per la fermentazione del vino e vengono utilizzate tecniche sempre più avanzate per rendere unico e speciale questo vino così apprezzato.

Il particolare che mi ha colpito, però, è che nonostante le tecnologie che avanzano, gli ingredienti essenziali restano unici ed immutabili.

L’elemento chiave di questo pregiato vino è il vitigno del Nebbiolo, ma solo quello di una particolare area geografica delle Langhe: solo in quel fazzoletto di terra la composizione del suolo è tale da poter conferire alla vite gli elementi necessari per poter ottenere il Barolo, insignito a tal proposito del marchio DOCG.

Basta spostarsi in un’altra zona (non contigua ma comunque vicina) per far sì che dal Nebbiolo non si ottenga più il Barolo ma il “cugino” Barbaresco: la differenza non sta solo nella zona della coltivazione della vite ma anche nei tempi necessari affinché il vino sia pronto per la vendita.

Ma il solo vitigno servirebbe a poco senza la grande passione, l’attenzione e l’amore per le tradizioni e per la qualità che i produttori hanno: è la composizione di tutti questi fattori che rende possibile la magia del Barolo.

Passeggiare per le cantine accompagnati da esperti ed appassionati che ci hanno fatto capire come tradizione ed innovazione non siano necessariamente antagoniste ma anzi alleate nel raggiungimento della perfezione, è stata un’esperienza davvero unica, che consiglio a tutti…

Così come unico è stato degustare il vino in cortile con la presenza di un sommelier: la giusta conclusione di una giornata particolare.

Il fatto che il tavolino delle degustazioni fosse vicino a quello de La Bottega di Olivia&Marino ha reso assai facile ed immediata l’associazione di idee: un bel bicchiere di Gavi sorseggiato sgranocchiando gli Sfilati rustici al forno con olive… ancor meglio se avvolti da una bella fetta di prosciutto di Parma tagliato sottile.

Gli ingredienti per questo aperitivo sfizioso sono già a casa mia: adesso non resta che chiamare un paio di amici per poter loro raccontare questa bellissima giornata gustando i sapori unici della tradizione.

La Bottega di Olivia&Marino incontra i Cercasfizio: le interviste del CioccolaTò e del Salone del Libro a Torino, e del Festival dell’Aquilone a Cervia!

pubblicato da La Redazione di Olivia Marino il 30 maggio 2011

Il calendario degli incontri con i Cultori dello sfizio de La Bottega di Olivia&Marino sta ufficialmente entrando nel vivo, e dopo i primi appuntamenti di Torino (al CioccolaTò e al Salone del Libro) e Cervia (al Festival Internazionale dell’Aquilone), vi aspettiamo il prossimo 18 giugno a Taormina, in occasione del Taormina Film Fest.

Nel frattempo, però, vogliamo farvi conoscere più da vicino i Cercasfizio che ci hanno accompagnato in queste prime tre tappe, a cominciare da quella del CioccolaTò. Ecco le interviste che abbiamo raccolto nel corso dell’evento:

Un itinerario ricco di momenti sfiziosi, quello proposto dal nostro Autore DOC Giovanna Gallo, e – come avete potuto sentire – molto apprezzato anche dai Cercasfizio.

Da Torino ci siamo spostati a Cervia, dove Luca Arriva ci ha coinvolto in un inedito percorso all’interno delle caratteristiche Saline: guardiamo (e ascoltiamo) quali sono state le impressioni dei nostri amici presenti:

È davvero interessante che anche prodotti apparentemente molto semplici, come il sale e la piadina, nascondando invece segreti e storie capaci di stupire e sorprendere…

All’insegna dello stupore e della sorpresa è stato, però, anche l’itinerario ispirato a Emilio Salgari che ha proposto la Cercasfizio Ombretta Gamba in occasione del Salone del Libro:

Un buon libro in compagnia dei prodotti de La Bottega di Olivia&Marino: cosa c’è di più sfizioso per concedersi un momento di relax? Godetevelo anche voi, in attesa di vedere le altre interviste che abbiamo realizzato durante gli incontri con i Cercasfizio e che pubblicheremo presto qui sul Blog!