Prodotti regionali italiani: il fico d’India
Entriamo in questi giorni nel pieno della stagione di uno dei prodotti più succulenti d’Italia, il fico d’India.
Originario del Centro America, importato in Europa nel XVI secolo, il fico d’India è un cactus che può raggiungere i 5 metri di altezza. In Italia viene coltivato soprattutto in Sicilia, ma anche in Puglia, Calabria e Sardegna.
La Sicilia è anche la patria del Ficodindia dell’Etna (scritto proprio così, tutto attaccato), a Denominazione di Origine Protetta. Prodotto sulle pendici laviche del vulcano siciliano, viene coltivato nello stesso modo da secoli. Si può assistere a una prima fioritura tra maggio e giugno, che porterà poi alla completa maturazione dei frutti entro agosto. Per ottenere dei frutti migliori si applica la tradizionale tecnica della scozzolatura: si eliminano i primi frutti fioriti per ottenerne degli altri più grossi e gustosi. Una seconda fioritura avviene tra settembre e dicembre e dà luogo, come per il fico, ai fioroni. Ciò che caratterizza il ficodindia dell’Etna DOP non è solo la produzione, ma anche forma, qualità e colore, che può andare dal giallo-arancio al rosso fuoco.
I fichi d’India, crescendo anche nei climi più caldi ed essendo poco bisognosi di acqua, rappresentano una risorsa insostituibile in molti paesi. Dal sapore estremamente zuccherino, sono ricchi di minerali e vitamina C.
Consumati freschi, si prestano anche a molte preparazione culinarie, come liquori, gelatine, marmellate.
Famosi sono il rosolio di fico d’India e i Mastazzoli, tipici dolci siciliani la cui ricetta risale al Regno delle Due Sicilie: la polpa viene cotta a lungo e se ne ottiene un impasto caramellato che viene messo in formine di porcellana e lasciato raffreddare al sole. Viene poi servito spolverato di noci e zucchero a velo.

























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