Lucia Tilde Ingrosso Autore DOC per Olivia&Marino: Firenze con i bambini

pubblicato il 17 gennaio 2012 da La Redazione di Olivia Marino in Dicono di noi

Firenze non ha certo bisogno di presentazioni. Il capoluogo della Toscana è una citta così bella che capisci perché è nata qui la sindrome di Stendhal (stordimento di fronte ai capolavori artistici).
Ma un occhio nuovo con cui guardare questo luogo ricco di arte, storia e cultura può essere quello dei bambini. A loro Firenze dedica attrazioni ad hoc e luoghi accoglienti.
Non a caso, ha conquistato il titolo di miglior città per le vacanze con bimbi, secondo Travelers Choice Family 2011.

Coquinarius

A due passi dal Duomo, in via delle Oche (dove si riunivano le comari), piccolo e intimo, aperto dal mattino a notte alta. Ottimo per colazioni, brunch, pranzi veloci e anche cene romantiche (la sera è consigliata la prenotazione). Notevoli i mix di sformati di verdure, i taglieri e i crostoni, nonché i dolci. I prezzi vanno dai 15 euro di un pranzo veloce ai 40-45 di un pasto completo.

Per smaltire il pranzo, ci si può inerpicare sul Campanile di Giotto. I bambini apprezzano molto la vista della città dall’alto (85 metri).

Coquinarius – via delle Oche, 15 r – tel. 055 2302153 – www.coquinarius.it

Mangiafoco

Un’osteria a conduzione familiare: marito e moglie ai tavoli, fratello di lei in cucina. Ambiente gradevole e clima simpatico. Crostoni, insalate, carpacci di pesce e di carne, pasta e dolci fatti in casa. Tutto ottimo, prezzi non popolarissimi, ma nel complesso merita una visita.

Se i bambini durante il pasto si sono annoiati, li si può poi intrattenere grazie alle numerosissime e ottime iniziative per tutte le età del Museo dei ragazzi, che ha sede a Palazzo Vecchio.

Mangiafoco – Borgo Santissimi Apostoli – tel. 055 2658170 - www.mangiafuocofirenze.it

Buca dell’orafo

A due passi da Ponte Vecchio si nasconde un localino che si fregia di seguire il vero protocollo della cucina fiorentina e toscana. Chiuso solo il lunedì è sempre pieno, perciò conviene prenotare. Menù non troppo ampio, ma tutto di livello: dagli antipasti (affettati, crostini) ai primi (zuppa di fagioli, maltagliati al sugo, ribollita), dai secondi (su cui trionfa la fiorentina; da non perdere la scaloppata: bistecca tagliata e rimessa in forno con aglio e rosmarino) ai dolci (cantucci, tortine di mele calde e mattonelle dai dai, cioè gelatini di panna ricoperti di cioccolato). Prezzi abbordabili, Frequentato da Vip e politici, non è infrequente incontrarvi il sindaco Matteo Renzi.

I bambini si divertitanno molto ad attraversare il Ponte Vecchio e poi a raggiungere il Giardino di Boboli. In direzione in centro, invece, non può mancare una sosta alla Fontana del Porcellino (che in realtà è un cinghiale) con tanto di carezza benaugurante al muso.

Buca dell’orafo – via dei Girolami. 28 r – tel. 055 213619 – www.bucadellorafo.com

La Bottega del cioccolato

E’ una cioccolateria artigianale che ha due punti vendita: uno in zona Santa Croce (dove c’è anche il laboratorio) e un negozio caffetteria in via Gioberti.

L’ingrediente principale è il cioccolato, ma nella caffetteria si trova qualche tavolino per fare colazione con croissant  e pasticceria mignon. Grande varietà (e qualità) di cioccolatini, biscotti, confetture. Da visitare assolutamente sotto Natale. Unico difetto: è un po’ fuori mano.

Per svagarsi, ritornare verso il centro dove, in piazza della Repubblica troneggia la tradizionale giostra con i cavallini.

La Bottega del cioccolato – via De’ Macci, 53 – tel. 055 2001609 (laboratorio); via Gioberti, 61 (c/o Le Nove Botteghe) – tel. 055 6550776 – www.andreabianchini.net

Grazie a Lucia Mazzi, fiorentina doc


Quali sono gli Sfizi del 2012? Ecco i 5 consigliati da La Bottega di Olivia&Marino

pubblicato il 11 gennaio 2012 da La Redazione di Olivia Marino in Lo sfizio autentico,Momenti sfiziosi

Da pochi giorni ci siamo lasciati alle spalle il 2011 e per celebrare l’arrivo dell’anno nuovo, La Bottega di Olivia&Marino ha stilato per voi una classifica dei 5 Sfizi del 2012 che non dovreste mai farvi mancare.

Al quinto posto, i musei d’arte, sfizio da vivere da soli o in compagnia di amici, per trascorrere qualche ora di svago e relax, senza pensare al lavoro o alle incombenze quotidiane. Qui potete trovare un elenco completo di tutti gli eventi culturali del 2012.

Come quarto sfizio, il vintage. Un trend da seguire sia nella scelta di oggetti e accessori per la casa, sia nella moda che quest’anno predilige i colori vivaci, come l’arancione quasi tendente a rosso, e le stampe, meglio se astratte o floreali, che abbelliscono e danno vitalità agli abiti.

Sul podio, in terza posizione, il riciclo creativo.  Inventare, costruire e ricreare complementi d’arredo o accessori come borse e gioielli di bigiotteria da oggetti che altrimenti verrebbero buttati, è un modo intelligente per risparmiare rispettando l’ambiente.

Come secondo sfizio del 2012, i week end alla scoperta dei luoghi più suggestivi del Belpaese. Per la scelta della destinazione, vi consigliamo di consultare gli itinerari proposti dai nostri Cultori dello sfizio. Qui potete trovare svariati spunti e suggerimenti per tutti i gusti, dal viaggio rilassante al percorso culturale, oltre che valide recensioni di locali dove poter sedersi e mangiare un piatto tipico senza spendere una fortuna.

Per concludere, al top della nostra classifica, lo sfizio per antonomasia: l’aperitivo in casa con gli amici.  Un paio di bottiglie di buon vino, meglio se italiano, accompagnate da un assortimento di prodotti Olivia&Marino abbinati a eccellenze tipiche della gastronomia italiana, possono soddisfare i palati più esigenti, in barba alla crisi e al caro-vita.


Bolzano e Merano, Natale… ma non solo: un itinerario del Cercasfizio Luca Boggio

pubblicato il 20 dicembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Gli itinerari sfiziosi

Inizio premettendo che l’ultima volta che sono stato a Bolzano e Merano è stata in occasione dei mercatini di Natale, per cui probabilmente questo mio itinerario risentirà un po’ del clima particolare che si respira in questi luoghi in questo periodo dell’anno.

Tuttavia ho avuto modo di passare da lì anche in estate e devo dire che, qualunque sia la stagione in cui li si visita, sono sempre attorniati da un’aurea di magia. Sia che siano prese d’assedio dalla morsa del freddo, sia che siano baciate dal caldo sole estivo, sono due città che riescono sempre ad offrire il meglio di se stesse, offrendosi allo sguardo del visitatore da prospettive diverse.

Ciò che non cambia mai e che entusiasma sempre, indipendentemente dalla stagione è la cucina sudtirolese, di difficile definizione e classificazione: né italiana né tedesca, lascia un’impronta duratura e piacevole sul palato e nel ricordo del goloso visitatore che si lascia sedurre dal richiamo dei gusti nuovi.

Prima tappa – Merano e i suoi gustosi spuntini veloci

Merano è incantevole: sembra uscita direttamente da un libro di favole. Con le casette tirolesi dalle facciate colorate, le stradine con i portici ed i negozietti di alimentari ed artigianato tipico sembra appartenere ad un altro mondo, ad un’altra vita.

Il mio ricordo dell’incontro di Merano è quello di un’eterna passeggiata nei vicoli… dopo un breve pit-stop alle terme, che si trovano praticamente in centro. Stare in ammollo nell’acqua calda nelle vasche all’aperto, con le montagne innevate attorno è stata davvero un’esperienza incredibile, da fare almeno una volta nella vita (per altro alle terme veniva offerta al visitatore una buonissima mela da colture del luogo) rilassante e rigenerante.
Diciamo che è stata una parentesi salutistica… prima di lanciarmi alla scoperta dei “peccaminosi” gusti di alcuni prodotti tipici altoatesini!

Come vi ho detto poco fa, il mio ricordo di Merano è quello di un’eterna passeggiata, anche perché non ho smesso di camminare nemmeno mangiando, dato che il mio pranzo è stato costituito da una lunga serie di spuntini “on the road”: le vetrine dei panifici erano troppo invitanti, e i chioschetti natalizi che vendevano una grande varietà di stranezze culinarie esercitavano un’attrazione non controllabile.

Passeggiare, sia che sia inverno ben coperti fra le casette di legno illuminate a festa con l’aroma alcolico e speziato del vin brulè che aleggia nell’aria, sia che sia in estate lungo le sponde del torrente Passirio, è ancor più piacevole se “accompagnati” dal pane bretzel e dal “grissino del contadino”.
I bretzel sono quegli strani “panini” a forma di nodo allentato, di pasta soffice e leggermente salata… che già sono buoni così, ma diventano deliziosi (anche se non facilissimi da addentare se si è avuto l’insana idea di non dotarsi di un piattino con posate) se farciti con lo speck, altra delizia del posto.
Il grissino del contadino invece è stata la scoperta culinaria dell’anno 2010: non saprei dirvi con precisione gli ingredienti… ma è un piccolo panino soffice all’interno e più croccante all’esterno, nel cui impasto sono compresi anche ingredienti quali dadini di speck e porri.
Insomma tutti cibi semplici ma davvero squisiti e sfiziosi.

Dopo questa serie di spuntini fatti passeggiando e curiosando qua e là, ho deciso di concedermi una breve sosta alla pasticceria Koenig per gustare al meglio un’altra specialità altoatesina, e cioè lo strudel di mele: in questa pasticceria, che opera a Merano da più di cento anni ed è un’istituzione anche per gli abitanti del luogo, quella casta mela che abbiamo gustato nella sua veste più pura e sana alle terme, si svela al palato nella sua veste più peccaminosa. Una delizia che nulla ha a che vedere con quelle che siamo abituati a comprare confezionate nei nostri supermercati.
Il problema è fermarsi perché le creazioni di questa pasticceria sono moltissime e tutte sembrano buonissime… ma avevo già pianificato altre tappe culinarie a Bolzano e, con grande rammarico, ho dovuto fermarmi qua.

Seconda tappa – Bolzano e il cioccolato

Bolzano è una piccola città, ma piena di storia e di angoli suggestivi: per scoprirla al meglio vi consiglio di affidarvi ad una guida (l’ufficio del turismo, che si affaccia sulla centralissima piazza Walther, saprà darvi tutte le informazioni utili) che vi spieghi in maniera sistematica le ragioni che sono alla base di tutto quel fascino che già così, a pelle, mi ha conquistato senza che nemmeno me ne accorgessi. Soprattutto nel periodo natalizio la vita sembra tutta concentrarsi in piazza Walther con i suoi stand gastronomici e di addobbi, in via dei Portici (nucleo dell’antica città di Bolzano) ed in piazza del Municipio con il suo mercatino dell’artigianato: tutto attorno è una sinfonia di lingue di visitatori che vengono da tutta Europa e di tedesco (lingua parlata dalla maggioranza della popolazione).

Ed in piazza Walther si affaccia un angolino goloso di tutto rispetto: la Moccaria Loacker. Oltre ad essere un negozio dove poter acquistare una vasta gamma di prodotti a marchio Loacker, è anche una caffetteria-cioccolateria dove poter gustare dolci a base di cioccolato ma soprattutto un’ottima cioccolata calda in tazza. Nel periodo natalizio è presa d’assalto: non c’è nulla di meglio che sottrarsi per una mezz’ora dal rigore del freddo, sorbendo lentamente una tazza di ottimo cioccolato mentre fuori dalla vetrina si osservano le persone affaccendarsi con le confezioni regalo e le carrozze trainate da cavalli che portano in giro per la città turisti entusiasti di fare un balzo indietro nel tempo. Pur essendo un punto vendita di un grande marchio globale, all’interno si respira l’aria di un piccolo negozio di paese, dall’arredamento semplice ed accogliente dove la presenza dell’aspetto pubblicitario non è per niente invadente o fastidioso.

Se per caso capitaste in Bolzano nel periodo estivo la Moccaria Loacker saprà comunque tentarvi con una ricca offerta: dall’onnipresente strudel (lo confesso: assieme alla cioccolata in tazza ho provato anche quello ed è buonissimo) a dolci ti vario tipo e bevande fresche. Sebbene sia un piccolo paradiso per golosi…prima o poi, purtroppo, bisogna uscirne.

Terza tappa – E per finire… Canederli!

Non sarebbe stato possibile lasciare Bolzano senza prima assaggiare i tanto decantati canederli, piatto tradizionale della cucina altoatesina, che ha le sue radice nei tempi andati quando nelle cucine dei contadini vigeva il detto “non si butta via niente”. L’ingrediente principale infatti è il pane raffermo, impastato con uova, latte e gli avanzi di carne: oggi il gustoso speck della zona ha preso il posto della carne avanzata di un tempo, e spesso nell’impasto si trovano anche cipolline, prezzemolo o formaggio.

Ho scelto di mangiarli al ristorante “il Cavallino Bianco” che risulta essere la più antica trattoria della città e che mi è stata consigliata da alcuni abitanti del posto, ed in effetti è stata un’ottima scelta: il locale (molto affollato e frequentato anche dagli abitanti) ha un che di austero e rustico, è molto ampio, ha lunghe tavolate e ricrea un’atmosfera molto piacevole. I canederli in brodo, come detto, erano squisiti così come il “piatto del contadino”, piatto di carni miste davvero ricco e vario. Il tutto accompagnato da un’ottima birra.

Per smaltire la cena abbondante la cosa migliore è concedersi una passeggiata fra le strade illuminate da lampioni vecchio stile, percorse a tutte le ore dalle biciclette e da qualche calesse che ancora porta a spasso qualche nostalgico turista. Proprio durante questa passeggiata ho notato un particolare curioso: alcuni locali che, nonostante il rigore invernale, hanno i tavolini fuori permettono agli avventori di godersi un bicchiere di vino all’aperto mettendo loro a disposizione delle coperte in cui potersi avvolgere per tenersi caldi.
Un’esperienza insolita per un genovese ma alla quale, vista la stanchezza e la giornata impegnativa dal punto di vista delle calorie assunte, ho dovuto mio malgrado rinunciare.


Quali sono gli Sfizi di Natale? Ecco i 5 consigliati da La Bottega di Olivia&Marino!

pubblicato il 13 dicembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Lo sfizio autentico,Momenti sfiziosi

Il Natale è ormai alle porte e, come ogni anno in questo periodo, inizia la corsa ai regali,  agli ultimi addobbi, alla ricerca delle prelibatezze con cui stupire i nostri ospiti durante il cenone della Vigilia o di Capodanno.

Per celebrare l’arrivo del Natale, una festività in cui non mancano le occasioni per deliziare i cinque sensi, La Bottega di Olivia&Marino ha stilato per voi una classifica dei 5 Sfizi natalizi che non dovreste mai farvi mancare…

Al quinto posto, la preparazione del presepe, a partire dalla ricerca e la selezione dei personaggi e dei posti legati alla Natività: il bue, l’asinello, i pastori, Giuseppe, Maria, il Bambin Gesù, i Re Magi. Se volete andare alla scoperta della tradizione napoletana del presepe, non perdetevi il video itinerario dei Cercasfizio 2009 Silvia e Pietro.

Come quarto sfizio, i concerti. Un appuntamento suggestivo e poetico per trascorrere un pomeriggio o una serata (e, perché no?, la notte di Capodanno) in compagnia delle persone più care ascoltando buona musica. Se ne tengono in moltissime città: è sufficiente una veloce ricerca su Google per scoprire quelli più vicini e assicurarsi un indimenticabile momento di relax e di calore.

Sul podio, in terza posizione, gli imperdibili e caratteristici mercatini di Natale, autentici protagonisti della tradizione italiana ed europea, dove diventa un piacere abbandonarsi in un circo di oro, decorazioni, candele e profumi natalizi. Le mete per eccellenza sono sicuramente quelle dell’arco alpino, come Bolzano, Bressanone, Brunico, Merano e Vipiteno, o quelle di alcune località turistiche o termali.

Come secondo sfizio natalizio, le degustazioni di vini e prodotti tipici locali, in cui è possibile acquistare cesti da offrire in dono ad amici e parenti. Vi consigliamo di consultare l’elenco di eventi organizzati nelle cantine del circuito Movimento Turismo Vino dove, tra un assaggio e l’altro,  potrete deliziarvi il palato con i prodotti Olivia&Marino.

E per concludere, al top della nostra classifica, lo sfizio natalizio per eccellenza: gli aperitivi con gli amici,  meglio a casa propria, con un paio di bottiglie di vino italiano, magari abbinando i prodotti Olivia&Marino ad eccellenze tipiche della gastronomia italiana, seguendo le ricette del concorso “150 Anni in Cucina” organizzato in partnership con Giallo Zafferano.

Che ne dite? Siete a pronti a vivere uno sfiziosissimo Natale 2011?


Torino Sotterranea: un itinerario della Cercasfizio Ombretta Gamba tra gli sfizi e i misteri di una città magica

pubblicato il 30 novembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Gli itinerari sfiziosi,I Cercasfizio

Con questo percorso voglio offrire a tutti gli amici de La Bottega di Olivia&Marino un’originale visione della mia Torino, una città esoterica fatta di cripte, gallerie e cunicoli permeati di storia e di mistero.

Vi porterò alla scoperta della chiesa della Sindone con tutti i suoi enigmi irrisolti, fino ai 14 Km della ‘Cittadella’ costruita nel 1706 per proteggere il territorio dall’assedio dei francesi.

Prima tappa – Le ghiacciaie

Al centro di Piazza Emanuele Filiberto sorge un moderno parcheggio sotterraneo: qui sono ancora visibili gli antichi frigoriferi dove nel 1700 venivano stoccate le merci deperibili (carne e pesce) coperte di ghiaccio del vicino mercato di Porta Palazzo.

Come momento sfizioso, vi consiglio di fermarvi per un aperitivo (naturalmente con ghiaccio!) al famoso Quadrilatero che si trova proprio sopra la vostra testa!

Seconda tappa – Il Duomo e la Sacra Sindone

All’interno del Duomo di Torino, in una cripta sotterranea, viene gelosamente custodito il lenzuolo della Sacra Sindone, una reliquia religiosa ed esoterica al tempo stesso che porta con sé, attraverso i secoli, sacralità ma anche misteri e profezie nefaste.

Personalmente, trovo che sia ogni volta emozionante entrare nel buio della chiesa e trovarsi davanti il sacro volto di Cristo.

Terza tappa – Uno sfizio piemontese: M** Bun

In questa terza tappa, vi segnalo M** Bun un’azienda agricola piemontese che alleva e produce carni a Km zero, dove potete trovare hamburgher di manzo nostrano, carne cruda all’albese e patatine fritte tagliate a mano, proprio come a casa. Qui, l’attenzione agli ingredienti biologici e naturali è massima.

Ma veniamo all’etimologia: in piemontese ‘mac bun’ significa ‘solamente buono’ , un’espressione, però, troppo simile al nome di una famosa catena di fast food americana che citando i proprietari in giudizio, li ha costretti a cambiare nome.

Quarta tappa – La Cittadella e le gallerie di Pietro Micca

In centro, non lontano dalla stazione, troviamo  ’La Cittadella’, ultimo resto della maestosa Fortificazione militare datata 1706 che difendeva la città dall’assedio dei Francesi.

Ma se sopra rimane ben poco, scendendo nei sotterranei troviamo intatti i 14 km di gallerie e cunicoli che furono determinanti per la vittoria dell’esercito Sabaudo.

Al Museo Pietro Micca è possibile rivivere la storia di questo eroe che si è fatto  esplodere insieme ad una parte di galleria per vincere una determinante battaglia.


Uno sfizio per ogni senso: l’“itinerario” di Olivia&Marino attraverso vista, udito, tatto, olfatto e… gusto

pubblicato il 23 novembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Contest sfiziosi

Fino a oggi, La Bottega di Olivia&Marino vi ha invitato a farvi promotori delle tradizioni italiane più autentiche (e spesso inedite) invitandovi a creare i vostri itinerari dello sfizio personalizzati, i migliori dei quali hanno poi trovato ulteriore visibilità qui sul nostro Blog o nel corso degli eventi sul territorio che vi abbiamo proposto nel corso di quest’anno.

Questa volta, invece, vogliamo stupirvi con un itinerario un po’ diverso e particolare: un viaggio attraverso i 5 sensi, per scoprire – o riscoprire – i piccoli e grandi dettagli della vita quotidiana in grado di farci provare sensazioni uniche e appaganti anche se, talvolta, non riusciamo a coglierli con la dovuta predisposizione.

Partiamo dalla vista, un senso associato a piaceri spesso superficiali (quante volte capita di dire, o di sentire, frasi fatte come “Anche l’occhio vuole la sua parte” e “La bellezza non è tutto”?) ma di fondamentale importanza se trasposto nel mondo dell’Arte. Lo sfizio che vi consigliamo, quindi, è concedervi un pomeriggio di puro piacere estetico visitando una mostra: cliccando qui potrete scorrere tutte quelle in calendario nella vostra città, e metterne una in agenda già dal prossimo weekend!

E passiamo all’udito, a cui ha dedicato un interessante spunto di riflessione anche uno dei nostri Cultori dello sfizio nel suo Itinerario dei 5 sensi in Liguria:

“Le nostre orecchie ascoltano sempre qualcosa. Piacevole o irritante non ha importanza. Odono e basta. La grande avventura per loro è smettere di farlo o sentire solo fruscii o ancor meglio bisbiglii naturali”.

E dunque, perché non sperimentare i benefici della cosiddetta “Silence Therapy”? Possono essere applicati sia a un’attività individuale – un bagno rilassante, una passeggiata nella natura (che in autunno e in inverno acquista un fascino ancora più avvolgente) – sia, perché no?, a un’attività di coppia – una cena fatta solo di sguardi, per esempio -: l’importante è non essere immersi nel consueto ambiente sonoro di tutti i giorni e ritagliarsi almeno un’ora di assoluto silenzio. Provateci e fateci sapere…

Sempre a causa dei ritmi frenetici a cui siamo sottoposti quotidianamente, inoltre, tendiamo a trascurare anche il senso del tatto, che può invece regalarci sensazioni intense e gratificare mente e corpo. Basti pensare al senso di vitalità che ci pervade quando impastiamo la pizza: il movimento delle dita a contatto con la pasta tiepida è per noi lo sfizio tattile per eccellenza. E non è necessario essere mastri fornai: basta seguire il semplice videotutorial di GialloZafferano

Rimaniamo in cucina per lo sfizio legato all’olfatto. Avete mai fatto caso a quanto inebriante sia il profumo dei biscotti appena sfornati con il caffè? Anche in questo caso, che decidiate di affidarvi a una pasticceria o al fai-da-te, regalatevi una colazione meno frettolosa del solito e soffermatevi per un momento a coglierne a pieno gli aromi: vi renderete conto che il più delle volte è un elemento a cui in pochi prestano la dovuta attenzione.

E concludiamo il nostro percorso alla scoperta degli sfizi dei cinque sensi, con il gusto, eleggendone a doverosa rappresentanza i prodotti Olivia&Marino, in cui ritroviamo e tutti i più genuini sapori tradizionali, come la fragranza del pane appena sfornato, l’olio extravergine di oliva, le olive bianche e nere, i pomodorini.

Ma ora vogliamo anche il vostro parere: quali sono i vostri sfizi preferiti per appagare i 5 sensi? Scriveteceli!

La Bottega di Olivia&Marino


La dolce terra della costiera: la pasticceria “verde” tra Salerno e Amalfi: itinerario della Cercasfizio Viviana Tagliaferri

pubblicato il 15 novembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in I Cercasfizio

Avete mai fatto un giro lungo la costiera da Salerno ad Amalfi? È un’esperienza unica, non solo per una gita o una vacanza, ma anche per scoprire gusti e sapori tradizionali che, molto spesso, non fanno parte delle nostre tradizioni quotidiane, ma che meritano un giusto e doveroso tributo.

In questo itinerario toccheremo solo alcuni dei centri che sorgono lungo la linea della costiera più bella e famosa d’Italia a caccia di dolci sfiziosi che ci vengono regalati dalla terra. Non solo frutta ma anche ortaggi che l’arte pasticciera trasforma in meraviglie per le nostre papille, tutte da gustare.

Faremo tappa a Cava dei Tirreni, a Salerno, a Minori e infine a Ravello esplorando sfizi da vivere e da mangiare.

Prima tappa a Cava dei Tirreni: Dalla Parmigiana al cioccolato

La melanzana, si sa, è un ortaggio molto versatile. Lo si può riempire o può essere il ripieno di un piatto. Lo si può grigliare o ridurre in crema. Ma non tutti sanno che, col cioccolato, è davvero divina…

Sfizio da mangiare – Le melanzane al cioccolato sono un dolce tipico della Costiera che a Cava dei Tirreni, si mangia in particolare a Ferragosto. Lo sbalorditivo tortino ha un aspetto a metà tra un tiramisù e una parmigiana, le sue melanzane cioccolatose e FRITTE vi stupiranno davvero. Altra dolce curiosità: qui si prepara anche una pastiera con gli spaghetti, la pastiera di maccheroni, che può essere sia dolce che salata.

Sfizio da vivere – Cava è un incantevole borgo il cui cuore è un elegante srotolamento di portici che rendono particolarmente gradevole passeggiare in strada anche d’estate. Quelli della parte più antica, borgo Scacciaventi, sono popolati di botteghe dell’arte della Ceramica.

Seconda tappa a Salerno: Dotta, virtuosa e buona

Salerno è stata la sede della facoltà di medicina più antica e rinomata d’Italia. Oggi è la prima provincia nella differenziazione dei rifiuti. Da sempre, per l’alta qualità della cucina, è buonissima!

Sfizio da mangiare – Fragoline di bosco e crema pasticcera: la scazzetta è il dolce che forse, più di ogni altro, può essere definito “salernitano”. Il dolce è chiamato così perché la glassa rossa che lo ricopre lo fa somigliare al cappello di un cardinale

Sfizio da vivere – Salerno è una città che si vive “fuori”. La vivacissima socialità mediterranea qui è elevata all’ennesima potenza e la città brulica di vita, dalla lungomare al corso, fino a tarda notte anche d’inverno. Per un panorama mozzafiato, però, si deve salire fin su al castello di Arechi II, longobardo duca di Benevento: la vista sul golfo vale il viaggio!

Terza tappa a Minori: Dolci fatti di sole

Minori è incastrata tra pareti a strapiombo sul mare e la sua spiaggia pare poco più grande di una cala. Ma nel suo bellissimo cuore batte l’arte antica di dolci nati da giallissimi limoni.

Sfizio da mangiare – La delizia al limone è non solo “deliziosa”. È qualcosa che a parole non si può descrivere. La delicatezza del suo sapore si congiunge all’insostenibile leggerezza della sua glassa e alla incantevole sofficità del suo pan di Spagna. È davvero un dono del sole.

Sfizio da vivere – Salvatore De Riso è l’erede di una grande tradizione. Non tanto familiare quanto “regionale”: dalla delizia al limone alla torta ricotta e pere, altra meraviglia gustativa, la sua pasticceria è un vero e proprio tempio dei dolci della costiera. Ma dove le delizie sono davvero superlative è alla Pasticceria Gambardella: provare per credere.

Quarta tappa a Ravello: Uno sguardo che abbraccia il paradiso

Ravello è una esperienza, non un viaggio. È acquisire la consapevolezza che il paradiso esiste su questa terra.

Sfizio da mangiare – Per raggiungere Ravello bisogna salire sempre più su e, una volta arrivati, non c’è nulla di più soddisfacente di un limoncello seduti al tavolino di un bar. Il limone che qui viene utilizzato è l’IGP sfusato amalfitano che regala il suo profumo straordinario e il gusto intenso a dolci e liquori.

Sfizio da vivere – Il liquorificio artigianale “Profumi della Costiera” vale una visita mentre si passa da villa Rufolo, moresca e selvatica, a villa Cibrone col suo rinomato Belvedere da cui si stacca la Terazza dell’Infinito. Qui si può solo lasciar vagare lo sguardo ed essere sopraffatti da un senso di bellezza e assoluto che leva il fiato.


Lucia Tilde Ingrosso Autore DOC per Olivia&Marino: Cortona, uno scrigno di sfizi nel cuore dell’Italia

pubblicato il 3 novembre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Gli autori doc,Lo sfizio autentico

Citata perfino da Virgilio nell’Eneide, Cortona è una cittadina toscana in provincia di Arezzo, ma a due passi dall’Umbria e dal lago Trasimeno. Antica Lucumunia, conserva numerosi resti della civiltà etrusca, ed è ricca di musei, chiese e palazzi eleganti. Ospita manifestazioni culturali di respiro internazionale, come il Tuscan sun festival (luglio-agosto) e la Mostra del mobile antico (tra agosto e settembre).

Osteria del teatro

In origine era una trattoria dove i commercianti che venivano ai mercati dalla montagna si fermavano a mangiare trippa e lumache. Ambienti arredati in modo originale, tra il kitsch e il sofisticato. Molto amato dagli americani e dai Vip (da Gwyneth Paltrow in giù, foto alle pareti). Cucina toscana rivisitata in chiave chic. Si fa ricordare per la risata di Ylenia (la moglie del cuoco) e i blocchi di cioccolato artigianale ai vari gusti che lo chef prepara ed espone all’ingresso. A fine pasto, ci si può inerpicare per le viette e raggiungere la chiesa di san Francesco e, più in alto , la casa del pittore Pietro Berrettini e altre chiese importanti come san Cristoforo e san Niccolò.

Osteria del teatro, via Maffei, 2 – tel. 0575 630556, www.osteria-del-teatro.it

Taverna pane e vino

Propone piatti e prodotti legati alla tradizionale cucina povera toscana: ribollita, crostoni, pecorini di fossa, lardo di colonnata. Arredo e servizio spartano, location molto essenziale, ma il posto si trova anche quando non c’è: specie d’estate, vengono aggiunti tavolini volanti in ogni angolo vuoto. Ha sede in un prestigioso palazzo, a due passi dal Maec (Museo dell’Accademia etrusca) e dalla biblioteca.

Il ristorante è “abbinato” a un bed & breakfast ricavato in un’antica torre di avvistamento. Arredamento ricercato, con un occhio al design e uno alla tradizione. Prezzi da 95 euro per la camera, da 110 per l’appartamento.

Taverna Pane e Vino – piazza Signorelli, 27 – tel. 0575 631010 – www.pane-vino.it

Agrisalotto

Stile chic per un agriturismo e ristorante, che propone anche eventi e corsi di cucina. Indimenticabili gli addobbi natalizi, il grande camino, così come il menu all’insegna della cucina contadina, rispettosa della tradizione e della stagione. E anche la ribollita, servita in una mini zuppiera di ceramica, ha un sapore speciale.

La zona è costellata di ville leopoldine (case coloniche con la colombaia, che il granduca fece costruire ai tempi della bonifica della Val di Chiana, per le famiglie contadine patriarcali). Da lì si arriva a Foiano, traversando Farneta, con la celebre pieve romanica e tutta la zona vitivinicola di Manzano, sede di importanti aziende agrarie, un tempo fattorie molto ricche.

Agrisalotto, www.agrisalotto.it

Locanda del molino a Montanare

Il ristorante, gestito Silvia e Riccardo Baracchi (già proprietari del rinomato relais Il Falconiere), si trova in un vecchio molino dove ti sembra di mangiare a casa di amici. La cuoca spiega le ricette, racconta i suoi segreti, coinvolge i clienti. Ogni settimana, ci sono serate a tema (dal burlesque alla danza del ventre): i proprietari si divertono a fare baldoria con gli ospiti. Percorrendo il versante umbro si arriva alla rocca di Pierle, edificio di epoca medievale. Notevole anche la chiesa romanica di San Michele arcangelo, in località Sant’angelo.

Locanda del Molino – Località Montanare, 10 – tel. 0575614054 – www.locandadelmolino.com

Grazie a Paola Falomi e Claudio Lanari, cortonesi doc


Giuliano Pavone Autore Doc per Olivia&Marino: Il sapore dei due mari, un itinerario del gusto tra gli sfizi di Taranto

pubblicato il 27 ottobre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Gli autori doc

Taranto non è città per tutti i palati. Bella e struggente, è ruvida ma autentica, capace di farsi apprezzare solo da chi vi entra in sintonia.

La cultura del cibo rispecchia questo quadro. La specialità locale è un alimento “brutto” e plebeo: la cozza. Pochi fronzoli e modi spartani: chi vuole mangiar bene e capire davvero Taranto si scordi i guanti bianchi. Ecco un tour non convenzionale, che tocca luoghi e locali in buona parte citati nel mio romanzo L’eroe dei due mari.

Il Gatto Rosso

“Fino a qualche anno prima era un posto di modestissime pretese, ma da un po’ di tempo le redini erano passate nelle mani del figlio del titolare che ne aveva alzato il livello, pur senza tradirne l’originaria semplicità”. Così descrivo Il Gatto Rosso, ristorante affacciato sul Mar Piccolo. E’ uno dei luoghi depositari dell’ortodossia da tubettino: a Taranto al coreografico spaghetto allo scoglio si preferisce una pasta corta, da mangiare col cucchiaio, condita con pochissimo pomodoro e sole cozze sgusciate. L’aspetto può essere deludente, ma il sapore non tradisce.

Trattoria Gatto Rosso

Via Cavour, 2  Taranto

Gesù Cristo

Un paio di chilometri a sud, in piazza Ramellini (“…una specie di slargo che serviva a raccordare le due vie. Nessuno spazio verde, solo asfalto sconnesso e un paio di panchine di ferro e cemento…”), c’è Gesù Cristo, che inizialmente era solo una pescheria, poi è diventato un ristorante rinomato. L’insolito nome fa riferimento a certe rappresentazioni sacre durante la Settimana Santa, a cui il titolare della pescheria partecipava in gioventù.

Da Gesù Cristo non c’è il menu: si mangia quello che c’è, prendere o lasciare. L’abbondanza e varietà delle pietanze cancella ogni rischio di uscire dal ristorante ancora affamati.

Ristorante Pescheria Gesù Cristo

Piazza Ramellini, 8  Taranto

Da Ernesto

In via Cesare Battisti all’angolo con via Cagliari (dove abita Armando, uno dei protagonisti de L’eroe dei due mari). Qui una spoglia pizzeria è meta di pellegrinaggi dai quattro angoli della città. La specialità è il panzerotto al forno, che molti mangiano in piedi appena fuori dal locale. Chi chiede lumi sulla mancanza dei panzerotti fritti lo fa a suo rischio e pericolo: la customer satisfaction non è certo in cima ai pensieri del personale della pizzeria, ma alla fine il loro sbrigativo sarcasmo fa parte del divertimento.

Pizzeria Da Ernesto

Via Cagliari angolo via Cesare Battisti

Taranto

Da Tonino Citemmuert

Il ristorante-pizzeria (aperto solo nella bella stagione) in località San Vito deve il suo colorito nome (che è il corrispettivo dei “mortacci” romani) all’esclamazione che sgorgherebbe dalle labbra dei malcapitati che assaggiano per la prima volta la piccantissima pizza della casa. Il ristorante è un grande spiazzo, con tavoli e sedie di legno, e arredi immutati dagli anni 70. E’ un posto autentico e alla buona, dove oltre alle pizze si possono mangiare specialità di pesce a prezzi modici.

Ristorante Pizzeria Da Tonino Citemmuert

Viale del Tramonto 99, San Vito – Taranto

 


Togliti lo sfizio… gioca con La Bottega di Olivia&Marino!

pubblicato il 26 ottobre 2011 da La Redazione di Olivia Marino in Iniziative sfiziose

Se state leggendo questo post quasi sicuramente sarete appassionati dello sfizio: amanti del buon cibo, dei viaggi, dei sapori (ma anche dei saperi) della tradizione italiana descritti nei nostri itinerari.

Ma cos’è esattamente uno “sfizio”? Al di là di quello che può postulare un qualsiasi dizionario, ciascuno di noi assegna a questa parola un valore emotivo ed emozionale e, di conseguenza, la personalizza in base al proprio carattere e al proprio mood.

C’è chi si sfizia a fare shopping in centro con le amiche o al cinema, e c’è chi invece preferisce la tranquillità della propria casa e si concede un po’ di pace sul divano di casa davanti a un DVD o leggendo un buon libro, magari stuzzicando i prodotti Olivia&Marino accompagnati da un bicchiere di vino…

E voi, come vi sfiziate? Fatecelo sapere su Facebook partecipando alla nostra nuova iniziativa “Togliti lo sfizio!”: è semplicissimo e basta un commento al post che potete trovare qui.

Ma le sorprese non sono finite!

Settimana scorsa, infatti, sempre sulla nostra pagina di Facebook abbiamo lanciato il primo “Manifesto dello Sfizio autentico”, e sarete proprio voi a crearlo segnalandoci ogni settimana un messaggio sfizioso che inizia con le lettere che compongono Olivia&Marino: cliccate qui e lasciateci il vostro commento (o votate quelli già scritti da altri Cultori dello sfizio)…

Buon divertimento – e buonissimo sfizio! – con La Bottega di Olivia&Marino!

La Bottega di Olivia&Marino